Indian punge Harley sull'addio al King of the Baggers: la rivalità vale solo se si può perdere

Indian punge Harley sull'addio al King of the Baggers: la rivalità vale solo se si può perdere
Il CEO di Indian Motorcycle, Mike Kennedy, non si è fatto scappare l'occasione dell'uscita della Factory Racing di Milwaukee dal MotoAmerica con una frecciatina sulla paura di perdere e per ribadire che Indian resterà in pista. Proprio nella stagione in cui ha vinto il titolo
9 ottobre 2026

Indian Motorcycle non ha lasciato passare nemmeno una settimana. Dopo l'annuncio con cui Harley-Davidson ha comunicato che dal 2027 chiuderà il proprio impegno ufficiale nel MotoAmerica King of the Baggers per concentrarsi sulla FIM Harley-Davidson Bagger World Cup e sulle corse di base, il CEO Mike Kennedy ha diffuso la posizione della Casa di Spirit Lake. D'altronde era un'occasione di comunicazione troppo ghiotta per lasciarsela scappare. Il tono è cortese nella forma, ma il messaggio è piuttosto chiaro: Indian resta, Harley se ne va, e secondo Kennedy a perderci sono i motociclisti americani.

Le parole di Kennedy: delusione e una frecciata

"Siamo delusi che Harley-Davidson abbandoni le corse bagger americane e si allontani da qualcosa che ha unito così tanti motociclisti V-twin americani, indipendentemente dal marchio della moto che guidano", ha dichiarato Kennedy.

Poi arriva il passaggio più pungente, quello che lascia poco spazio alle interpretazioni: "La rivalità, e la possibilità intrinseca di perdere, è ciò che rende la competizione davvero significativa e ciò che spinge i marchi a crescere, innovare e prevalere. In definitiva, sono la nostra industria e i motociclisti V-twin americani a trarne il maggior beneficio".

Nessuno nomina esplicitamente i risultati, ma il riferimento alla possibilità di perdere non arriva in un momento qualsiasi. Il King of the Baggers 2026 è stato vinto da Indian con Hayden Gillim, che ha firmato il nuovo record di otto vittorie in una stagione. Per la squadra del Minnesota il bilancio è di dieci successi di gara e di una tripletta in Gara 1 nella finale del New Jersey: la migliore annata di Indian nella categoria. Difficile non leggere tra le righe l'idea che Harley lasci il tavolo proprio dopo una mano persa.

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"La nostra strada resta invariata"

Sul futuro, Kennedy è netto: "La nostra strada resta invariata. Indian Motorcycle resta impegnata a collaborare con MotoAmerica per portare avanti uno dei più grandi spettacoli agonistici del motociclismo V-twin, una competizione pura in cui gli unici vincitori garantiti sono i tifosi e i motociclisti V-twin".

Una dichiarazione di fedeltà che pesa, perché il campionato si trova improvvisamente con un solo costruttore impegnato in forma ufficiale. Secondo varie fonti, anche MotoAmerica si è detta delusa dalla decisione e dalle sue tempistiche, e sta valutando le opzioni per il futuro della classe. Al momento non sono stati comunicati né un nuovo regolamento né eventuali ingressi di altri marchi, e non ci sentiamo di ipotizzare come cambierà la griglia nel 2027. Certo non è facile trovare altre Case americane che producano bagger... Va ricordato, però, che il disimpegno di Harley riguarda il team Factory e non gli eventuali team privati e appare più come la necessità di far convergere le risorse sul progetto più ambizioso della World Cup.

La versione di Harley: non è un addio alle bagger

A Milwaukee si racconta infatti la vicenda in modo diverso. Nel comunicato del 1° ottobre Harley-Davidson non parla di abbandono delle corse bagger, ma di una evoluzione della strategia racing: la Bagger World Cup corsa nel weekend della MotoGP crescerà nel 2027 con più team, piloti e gare, quindi maggior impegno per la Motor Company, mentre il nuovo programma Grassroots Racing porterà le competizioni a drag racing, flat track e sfide tra concessionari. Lo stesso Jason Kehl, Technical Director e Team Principal della Factory Racing, aveva salutato Indian come un rivale agguerrito, capace di costringere Harley ad alzare continuamente il livello.

Il bilancio sportivo, del resto, è in perfetto equilibrio: da quando il King of the Baggers è diventato un campionato completo, Harley e Indian si sono spartite i sei titoli assegnati, tre a testa. Harley porta a casa anche il pilota più vincente della storia della categoria, Kyle Wyman, con 27 vittorie. Sull'altro fronte, la prima stagione della World Cup si è chiusa con il titolo di Archie McDonald al Red Bull Ring, in un campionato in cui però corrono solo Harley proprio come al Motoamerica potrebbe succedere che corrono solo Indian...

Una rivalità che si gioca anche fuori dalla pista

Per capire il tono della risposta bisogna guardare chi la firma. Mike Kennedy ha passato 26 anni in Harley-Davidson, dove è stato tra l'altro Vice President e Managing Director per il Nord America, prima di guidare Vance & Hines e RumbleOn. È arrivato alla guida di Indian dopo che Polaris ha ceduto il marchio al fondo Carolwood LP nell'ottobre 2025, con un piano dichiaratamente mirato a battere Harley nei segmenti cruiser, bagger, touring e trike.

Non è nemmeno il primo botta e risposta del 2026. A giugno avevamo raccontato la polemica sui social tra i due marchi, con Indian accusata di aver cavalcato una campagna di critiche contro Harley e pronta a difendere il proprio diritto di competere in modo aggressivo. In questo quadro, il King of the Baggers era l'unico terreno in cui le due Case si misuravano a parità di condizioni, ogni weekend, davanti agli stessi tifosi. Dal 2027 non sarà più così, almeno a livello ufficiale.

In sintesi

Il CEO di Indian Motorcycle Mike Kennedy ha risposto all'uscita della Harley-Davidson Factory Racing dal MotoAmerica King of the Baggers dicendosi deluso dall'abbandono delle corse bagger americane e sottolineando che è la possibilità di perdere a dare valore alla rivalità. Indian conferma il proprio impegno con MotoAmerica, forte di una stagione 2026 da record con il titolo di Hayden Gillim. Harley, dal canto suo, parla di evoluzione e non di addio, puntando sulla Bagger World Cup in MotoGP e sulle corse di base. Il nodo resta il futuro del campionato americano, che dal 2027 avrà un solo costruttore ufficiale.

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