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L’offroad è da sempre un segmento importante all’interno del grande mercato delle due ruote, ma negli ultimi anni sta brillando come non mai. A confermarlo è l’ingresso di due nuove Case “extra settore”, storicamente estranee al mondo dello sterrato, come Triumph e Ducati. Vedere due colossi come la factory di Hinckley e la Casa di Borgo Panigale investire e credere nelle ruote tassellate lascia intendere molte cose.
Attenzione, però, perché i giapponesi non stanno a guardare: nei prossimi due anni sono in arrivo molte novità e graditissimi ritorni che, già solo all’idea, ci fanno battere il cuore all’impazzata.
In questo articolo troverete tutte le moto da cross MY2026 che abbiamo provato negli ultimi dodici mesi, ma non solo. Con un semplice clic potrete spostarvi nelle sezioni di Moto.it dedicate al listino del nuovo, consultare le schede tecniche e, perché no, dare un’occhiata anche a qualche usato che potrebbe rivelarsi una vera e propria occasione. Inoltre, per i più appasionati, è presente a questo link un comparatore online gratuito che mette a confronto le moto e le loro schede tecniche. Sbizzarritevi, il limite è la fantasia!
Un test atteso come i bambini aspettano di svegliarsi la mattina del 25 dicembre. Ducati è arrivata nel motocross e lo ha fatto mettendo subito in mostra tutte le sue carte. Una moto che vanta una tecnologia costruttiva unica, sia a livello di telaio — con la parte anteriore fusa in un unico pezzo — sia a livello di motore, perché, come dice il nome stesso, adotta il sistema Desmodromico.
Cosa ci ha sorpreso di più? La piattaforma elettronica, estremamente avanzata. In particolare, la strategia adottata per il traction control: semplicemente un’altra cosa rispetto a quanto visto finora.
Ora non resta che attendere di saltare in sella alla 450 da enduro e alla più piccola 250 da cross. Ducati è entrata nel mondo delle ruote tassellate senza mezze misure.
Novità in casa Yamaha per il 2026. La regina delle cross di Iwata viene rinnovata sotto diversi punti di vista. Nuovi elementi del telaio e numerose accortezze sono state introdotte per “silenziare” la voce esuberante di questa 450 cc. Per rientrare nei nuovi parametri imposti dalla FIM, Yamaha ha lavorato sull’impianto di scarico — con un silenziatore rivisto nelle componenti interne — e sulla scatola filtro, che ora dispone di risuonatori in grado di abbattere il rumore a specifiche frequenze.
Il 2026 segna anche l’arrivo del comando idraulico della frizione, un aggiornamento molto importante, sviluppato con grande cura dai tecnici Yamaha. L’obiettivo era quello di sfruttare tutti i vantaggi del comando idraulico, mantenendo però il tocco e il feeling del più tradizionale comando a cavo. Che dire: ci sono riusciti alla grande.
Beta è ormai una certezza nel mondo dell’enduro e, dopo i numerosi successi ottenuti nelle prove speciali dell’EnduroGP con Brad Freeman e Steve Holcombe, ha deciso di puntare in modo serio e concreto anche sul motocross. Addio alla RX 300 e benvenute a due nuove due tempi: la RX 250, arma da battaglia pensata per schierarsi dietro al cancelletto di partenza della MX2 e sfidare le 250 quattro tempi, e la RX 350, una cilindrata inedita nel motocross moderno.
Un “duettì” dalla cubatura davvero importante, capace di unire alla perfezione la leggerezza di guida delle moto a miscela con la coppia e l’erogazione rotonda dei 450 quattro tempi. Una cilindrata particolare, che ci ha trasmesso sensazioni davvero molto positive.
E attenzione a ciò che vedremo nel 2026, perché Beta sembra avere in serbo grandi sorprese.
Dobbiamo innanzitutto fare una precisazione: in Italia la Triumph TF 450-X non arriverà, o quantomeno non nel 2026. Per altri dodici mesi, nelle concessionarie del marchio inglese, gli appassionati di motocross troveranno esclusivamente la versione RC, quella sviluppata da e dedicata a Ricky Carmichael. Possiamo, quindi, considerarla anche MY26!?
The GOAT, a cui sono dedicate le iconiche tabelle con il numero 4, è stato parte integrante di questo progetto, che ci ha colpito fin da subito per la sua bontà complessiva. Il motore è facile, rotondo, con una buona dose di coppia dove serve, mentre la ciclistica è semplicemente spaziale: veloce nell’inserimento e nel voltare a centro curva, ma allo stesso tempo stabile sul veloce.
Insomma, considerando che si tratta della seconda moto da cross di Hinckley — la prima, a tutti gli effetti, è la più piccola 250 — siamo scesi davvero senza parole. Che moto.