Dakar 2026. T6 BIS. Ricky, Nasser, libretto e patente. Come siamo messi con la revisione? [VIDEO]

A casa soldi e punti, alla Dakar multe in tempo (ma anche dollari). Il 70-80% dei concorrenti è sanzionato. Certe “pene” sono penose e stravolgono la corsa. Vabbé, le regole sono regole, ma non è un po’ troppo o sono un po’ troppe?
9 gennaio 2026

Riyadh, Arabia Saudita, 9 Gennaio 2026. Ross, Hero, aveva sverniciato tutti nella prima speciale del Rally. Ha sverniciato anche un autovelox, gli hanno appioppato 6 minuti di penalità per un eccesso di velocità. La “Ferrari del Kalahari non si è più riavuta dalla botta. Ancora oggi ha allucinazioni e deve accontentarsi di stare nei dieci. Tosha, Honda, dopo aver stravinto la quarta tappa che non lo sa nemmeno lui come, entra male tra le bandierine della quinta speciale, si becca dieci minuti, scende dal podio del Rally e la sua corsa cambia faccia. Da leader a inseguitore, con certe bestie la davanti che non ti lasciano neanche respirare. Daniel, KTM, è in testa e decide che la sesta è la tappa dell’a fondo avvelenato, letale. Prende il volo, stacca tutti e si allontana al primo posto. Per gli avversari è uno di quei traumi che ci vogliono anni di psicologo, o dosi massicce di psicofarmaci, anche perché il profilo agonistico sembra ricalcare per filo e per segno la campagna trionfale del 2025.

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A fine tappa, ma lo sapeva anche lui, arriva il verbale. Sei minuti, come Ross. Il capolavoro di Daniel, e di KTM che gli ha messo davanti la lepre Luciano, va nel cestino. Resta un margine nominale, neanche un minuto, una settimana di corsa non è servita a nulla e si riparte praticamente da zero nella seconda. Giornata di riposo a mangiarsi il fegato sotto la tenda arancione, e a fare dei lunghi Om di sollievo sotto quella rossa. A metà gara il 70% dei concorrenti ha almeno una penalità, le sanzioni vanno dai 10 secondi alle 100 ore (ma in questo caso si tratta di forfetarie).

Classifica Generale delle Auto alla mano, dopo sei tappe sei equipaggi dei primi dieci sono andati allo sportello delle contravvenzioni con il cappello in mano (tra i Camion si salvano in due). D’altra parte tutti hanno forato, ma questa è un’altra storia. Anche nella sesta tappa, apparentemente senza guardie lungo la pista, Mattias, Ford, si è preso quei dieci secondi che ricordano a tutti che la legge non dorme mai. Nani, Ford, che non vinceva una tappa da quasi un anno, quando aveva interrotto un digiuno di otto anni a Shubaitah, prima vittoria di Ford M-Sport, aveva fatto un mezzo capolavoro nella seconda parte della Marathon. Non fosse per l’eccesso di velocità immancabilmente registrato dalle sorveglianza elettronica, a Ha’Il avrebbe vinto lui. Nani ammette l’errore e dice che queste sono le corse, però sorride come un topo in forno.

Senza multe e forature, e i “tradizionali” incidenti, panne meccaniche o sviste madornali, la Dakar sarebbe un’altra cosa. O forse la stessa, vista l’”estensione” dei fenomeni, ma avrebbe un senso più leggibile e certamente avrebbe un’aria più amichevole. Se poi andiamo a scorrere i regolamenti, c’è da farsi andare in pappa il cervello. Figuriamoci che in Auto e in speciale si possono usare solo 5 modelli di orologio, Casio e Decathlon basici, e che si è tamponato solo all’ultimo il divieto di usare gli… occhiali da sole.

Ho iniziato a scrivere con il dente avvelenato, certe penalità non mi vanno giù. Stravolgono la corsa e generano un’infinità di perplessità e recriminazioni. L’apparente legge dell’oggi a te e domani a me non risolve la questione. E il problema è che la corsa primordiale è una specie di cannonball senza regole, quindi si fa fatica a digerirle, soprattutto se complesse e asfissianti. Per fortuna anche gli animi più caldi si placano, e la prima cosa che bisogna ricordare è che le regole sono regole, e vanno quindi e comunque rispettate. Anche per questo le squadre che corrono per vincere hanno il loro bell’equipaggio… legale.

A proposito, Nasser, Ricky, avete ben visto la vostra bella classifica, ma avete controllato se la revisione del veicolo è a posto? (e con questo sia lungi da me l'idea di sollevare un polverone, eh)

© Immagini. ASO Media, Milagro Gigi Soldano, Red Bull Content Pool, DPPI, RallyZone, Ford, ItalTrans Media, Ford Performance, Dacia Sandriders Media, Prodrive, Honda Monster, KTM, Hero, Cristiano Barni