Mondiale SuperEnduro. Billy Bolt: è più importante il sesto Titolo o il primo figlio? [VIDEO]

Mondiale SuperEnduro. Billy Bolt: è più importante il sesto Titolo o il primo figlio? [VIDEO]
Un po’ per gioco, un po’ per riflessione, la vicenda della settima e ultima prova del Mondiale SuperEnduro. Billy Bolt assente, vince Mitch Brigthmore davanti a Jonny Walker e Eddie Karlsson. Quanta materia nell’indoor-spettacolo!
9 marzo 2026

Douai, Francia, 8 Marzo. Un anno dopo il quinto Titolo, il dilemma. Siamo all’ultima prova del Campionato indoor, quel bistrattato Mindiale SuperEnduro che va in scena qando tutto il resto del Fuoristrada è in piena vacanza invernale e che da sempre vive un po’ in un angolo a parte, tra l’”indipentente” e il complementare. Né la FIM né il Promoter, infatti, sembrano troppo interessati a diffonderne il verbo. Gli stadi dove si svolgono le gare registrano sempre il tutto esaurito, e questo sembra bastare a organizzatori e ospiti che si dimostrano contenti e soddisfatti. Il SuperEnduro è in effetti disciplina spettacolare e “comoda”, ma avrebbe senz’altro una valenza televisiva notevole. Invece nisba o quasi. Ed è anche una particolare e caratteristica “variante” di madre Enduro. Lo dimostra il fatto che nell’Enduro vincono certi Piloti, nell’Hard Enduro certi alltri, nel SuperEnduro altri ancora, sia pure con una certa contaminazione e osmosi tra Super e Hard.

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Il Campione dei Campioni del SuperEnduro è William “Billy” Bolt, quello con i baffetti all’inglese che in effetti è anche inglese di Wallsend, alla fine del Vallo di Adriano (lo dice il nome, eh), vicino a New Castle, per intenderci. 28 anni, Billy ha vinto tantissimo nel SuperEnduro, a partire dal Titolo della stagione inaugurale della serie, nel 2021, ma è stato Mondiale anche nell’Hard Enduro e nelle World Enduro Super Series, serie antenata, o “antemorta”, dell’odierno Hard Enduro. E c’è da dire che, se per esempio, nell’Hard Enduro Billy se la gioca, e a volte le prende, da compagni come Manuel Lettenbichler o i Brightmore, per restare in tema, al “chiuso” risulta poco meno che imbattibile, e in ogni caso inarrivabile.

E veniamo alla storia, alla cronaca. Douai, Francia. È l’ultimo appuntamento della sesta stagione. Il Pilota Husqvarna che Fabio Farioli si tiene ben stretto, non è nell’elenco degli iscritti. Panico? No, per nessuna ragione. Billy aspetta che nasca il suo primo figlio, è questione di giorni, di questi giorni, e declina l’invito e, in un certo senso, la responsabilità. Vien da chiedersi: è più importante il Titolo di Campione del Mondo o la nascita di un figlio, tra l’altro il primo? Intendiamoci, stiamo giocando.

Due cose devono essere chiare: la prima è che è Billy, il padre, cui spetta la decisione e nessuno ha il diritto di interferire, la seconda è che William “Billy” Bolt è di fatto già Campione del Mondo dalla prova precedente giocata in casa, la penultima di New Castle. Campione del Mondo anche per il 2026, per la sesta volta, ovvero tutte quelle da quando è nato ufficialmente il Mondiale. Questione di lana caprina, insomma, ma viste le circostanze, anche e semplicemente divertente.

Quindi settima e ultima prova poco interessante? Al contrario. Assente il "despota” è corsa e grinta per una specie di occasionale “successione”, e in ogni caso il resto del podio non è così blindato come la spada nella roccia di New Castle. Succede, infatti, che a vincere la data finale è Mitch Brightmore, GasGas, con due vittorie di manche e un punto di Super Pole. L’inglese è in giornata di grazia e ottiene la prima vittoria, ma non riesce a completare l’opera salendo sul secondo gradino del podio di Campionato. Posizione che è, per la seconda volta consecutiva, dell’altro inglese Jonny Walker, Triumph. Jonny, vincitore della manche centrale della serata finale, limita a due punti il disavanzo dal giovane “aggressore”, mantenendone tre di vantaggio nel computo finale del Mondiale.

Ma non è finita. Terzo, e con una stagione esemplare, è Eddie Karlsson, che corre con la silenziosa Stark Future Varg elettrica. Lo svedese ha vinto la Super Pole, ha trascinato l’entusiasmo dei “vegetariani” del Motorsport radunati sotto il tetto di Douai, ed è stato abilmente in corsa per portare l’elettrica ad una certamente inedita leadership tra i Costruttori. Finalmente “accettate” dopo longhe lotte sconfinate nel quasi sabotaggio, insomma, le elettriche si dimostrano perfettamente all’altezza della situazione e trovano nell’ambiente SuperEnduro l’impianto agonistico ideale per esprimere una reale valenza.

Fine dal Campionato, Billy non è ancora padre. A giorni per un po’ non penserà con un magone di coscienza alla “diserzione” -:), e potrà godersi con la signora la giusta, immensa gioia di un‘esperienza da primato che ancora non era riuscito a vivere. Auguri e congratulazioni, Billy!

© Immagini Red Bull Content Pool - Future7Media – FIM SuperEnduro – KTM – Husqvarna