Dakar 2026. T5 BIS. Manca solo lo Yeti con il randello dietro la duna [VIDEO]

Pietraie, sassi acuminati, ecatombe di gomme, navigazione. Cinica ruota della fortuna, la Dakar fa diventar matti. È una vecchia storia, non c’è rimedio. Nella corsa alla prestazione, il coltello dalla parte del manico ce l’anno gli organizzatori. “Gerry” fa il punto, Moto e Auto
8 gennaio 2026

Al Ula, Arabia Saudita, 8 Gennaio 2026. Non è facile prenderla bene. Alla fine della sera, della notte, o della due giorni in fila senza assistenza se appartieni a una maggioranza di sf***ti. I fortunati sono una minoranza in via di estinzione. Questa prima parte della Dakar registra fatti sinistri. Non è una novità ma non per questo non deve far riflettere, Sassi, gomme, navigazione. A parte le solite “sviste”, cappottoni, rotture, varie ed eventuali.

Forare, distruggere, cerchio. Glossario dell'inferno. Quando si dice “forare” si parla di auto, e non s’intende quasi mai che tiri fuori il tuo kit e ripari. Quando si dice “distruggere” può essere in auto o in moto. È quando trasferisci il limite di sopportazione della gomma oltre quello del cerchio. In Moto, di solito si “fonde” la mousse, che ti doveva evitare di forare, poi tocca alla gomma, e dopo, se i chilometri sono ancora tanti, al cerchio.

Se ti mandano su una pietraia vulcanica con le rocce che si sfaldano e diventano coltelli sai che ti stanno mandando al patibolo. Ma ancora non ci vuoi credere. In auto. "Buchi", ti fermi e cambi la ruota. Ne hai due di scorta. Giù di gas, avanti tutta. Più avanti la prossima. Ultima scorta. Giù drasticamente la media e il tempo non ti passa più, crescendo di patema d’animo, funzione diretta dei chilometri che mancano al traguardo. In Moto. Non fori ma senti che la pressione è andata giù. È già troppo tardi. Giri la testa e vedi calore e fumo. Vai avanti un pezzo, ti fermi, fai raffreddare la cioccolata bollente che ti ustiona le mani, togli la melma torrida, riparti. Copio e incollo. Patema d’animo, funzione diretta dei chilometri che mancano al traguardo.

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Due esempi chiari tra i Motociclisti. Edgar Canet. Ha cambiato pneumatico al bivacco Marathon. È partito la mattina, per due terzi della Speciale è stato anche al comando. Poi il KO. Non bastasse, anche la beffa, 6 ore di penalità! Paolo Lucci. Tra i migliori della Rally2 il primo giorno. Ma la gomma era già in crisi. Non importa, ci prova. Prima la mousse, poi a -100 chilometri parte la gomma. A -40 il cerchio. È finita! Dalla platea sale una domanda: “Ma una camera d’aria – sai quell’affare tubolare che si gonfiava con la pompa, che si usava una volta – no?”
Adesso il migliore degli italiani è Tommaso Montanari. È stato bravo, accorto.
In auto hanno forato tutti. Sembra un modo di dire ma non è lontano dal significato letterale. Vediamo. Così, alla rinfusa.

Cambiare una ruota in auto è roba da due minuti, quelli bravi, a quattro, i “normali”. Per inciso. Hanno “forato” Variawa e Ferreira, Quintero 2 volte 2 ruote, alla terza gli ha dato una ruota Toby Price ma ha fatto fuori anche quella, poi la ruota di Denis Krotov. Era in testa al Rally, per arrivare al bivacco è rotolata una ruota dalla strada. Lategan ha cercato di sbrigare le avemarie e i paternoster subito, ha “forato” 9 volte in totale, poi ha chiesto perdono, si è convertito nella 4a tappa e ora è in testa. De Mevius ha vinto una speciale ed era diventato un VIP. Due “episodi” da tre ruote, aiuto da Baud e dalla Gameira e dal secondo posto è passato al 60°. La stessa Maria, che corre con Rosa Romero moglie di Nani Roma ed è prudente, il primo giorno ha fatto bingo due volte.
Hanno “forato” Lucas Moraes, Campione del Mondo, Al Rajhi 3 volte e a casa senza poter difendere il Titolo della Dakar vinta nel 2025. Anche le Defender, che fanno un altro tipo di gara, hanno forato.

Poi c’è anche chi, nella sfortuna, l’ha fatta in qualche modo franca. Al Attiya ha forato 2 volte nella 3a, ma era vicino alla fine, ce l’ha fatta e ha recuperato anche un buon ordine partenza per la 4a Tappa. È secondo. Similarmente, Loeb ha forato almeno due volte due ruote nella stessa tappa. Lontano dal traguardo ha sacrificato pesantemente la media, ma ora è a meno di venti minuti e parte certo bene, come Al Attiyah guadagnando in navigazione. Ekstrom ha forato 2 volte, è sceso un poco ma è in zona podio, Sainz due volte il secondo giorno poi, forte la sua Ford e accorto lui, è ancora “papabile”. Laia Sanz e Maurizio Gerini, per finire, i nostri inviati specialissimi, hanno obiettivi di grande sobrietà, devono portare al traguardo la debuttante Ebro. Sono contenti perché non hanno mai forato... più di una volta al giorno!

Ecco, questa è una delle perversioni della Dakar. Roba da matti. Direte voi: ma se vanno più piano… non vi fate sentire, sennò gli organizzatori spingono sull’acceleratore e fanno peggio, così la Dakar diventa una Classic di regolarità. “Per la sicurezza”, si direbbe allora. "Ora due dunette di riscaldamento” prima di Riyadh, e sarà un’altra trappola per far far notte anche nella giornata di riposo. E sicuramente non è finita. Ci manca solo che David Castera si sia messo d’accordo con lo Yeti e ve lo faccia trovare dietro una duna con il randello in mano. C’est le Dakar!

© Immagini. ASO Media, Milagro Gigi Soldano, Red Bull Content Pool, DPPI, RallyZone, Ford, ItalTrans Media, Ford Performance, Dacia Sandriders Media, Prodrive, Honda Monster, KTM, Hero, Cristiano Barni

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