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Yamaha porta in Italia due versioni della MT-09 che incarnano due filosofie di guida contrapposte. La MT-09 SP è la risposta ai puristi: sospensioni Kayaba e Öhlins, freni Brembo Stylema e quattro riding mode extra dedicati alla pista. La MT-09 Y-AMT è la risposta alla modernità: stessa potenza, stessa erogazione, ma con un sistema di cambio robotizzato che gestisce frizione e marce al posto del pilota.
Le abbiamo provate insieme su un percorso misto — traffico urbano, strade tortuose, ritmo sportivo — per scoprire se la tecnologia Y-AMT riesca davvero a emozionare quanto un cambio manuale tra le mani di un appassionato.
Entrambe le MT-09 condividono lo stesso DNA tecnico. Il telaio Deltabox in alluminio, pluripremiato, fa da spina dorsale, affiancato da un forcellone anch'esso in alluminio. Il motore è il tre cilindri CP3 da 119 CV a 10.000 giri/min, con 93 Nm di coppia massima a 7.000 giri/min. L'interasse compatto di 1.430 mm e l'angolo di sterzo particolarmente chiuso garantiscono agilità e reattività immediata. L'altezza della sella è di 825 mm, la dotazione elettronica comprende IMU a sei assi, traction control, anti-impennata e ogni ausilio immaginabile, tutti regolabili singolarmente.
Specifiche tecniche condivise:
Al di là della trasmissione, le due MT-09 si distinguono in modo sostanziale anche per la ciclistica. La SP giustifica la propria sigla con una forcella Kayaba completamente regolabile con trattamento DLC sugli steli, un ammortizzatore Öhlins con precarico regolabile da remoto e, ciliegina sulla torta, le pinze Brembo Stylema monoblocco all'anteriore. Un pacchetto da moto da pista travestita da naked stradale. La Y-AMT monta sospensioni più convenzionali ma non deficitarie: la forcella regolabile offre una buona progressione e il monoammortizzatore gestisce i trasferimenti di carico in modo sempre controllato.
Sul fronte del peso, la differenza è minima: 194 kg per la SP, 196 kg per la Y-AMT. I soli 2,8 kg in più della versione robotizzata rappresentano l'intero peso degli attuatori elettrici — un risultato ingegneristico notevole considerando la complessità del sistema. I prezzi si distanziano più sensibilmente: €13.099 per la SP, €11.599 per la Y-AMT. Il costo aggiuntivo del sistema Y-AMT rispetto alla MT-09 standard è di 600 euro.
Il cuore della Y-AMT sono due attuatori elettrici — di fatto piccoli motori elettrici — che replicano i movimenti della mano sinistra sulla leva della frizione e del piede sinistro sul pedale del cambio. Il sistema comunica con la piattaforma inerziale IMU e, nelle versioni equipaggiate con radar, si integra anche con il cruise control adattivo. La compattezza è un valore aggiunto: gli attuatori sono nascosti all'interno della moto, senza alterarne l'estetica. Il risultato è un motore visivamente pulito e ordinato come qualsiasi MT-09 tradizionale.
L'utilizzo è intuitivo. Due palette al manubrio consentono di innestare la prima marcia senza toccare alcuna frizione. Il sistema offre tre modalità operative: D (automatico soft), D+ (automatico sportivo, con cambiate a regimi più alti) e M (manuale, tramite palette sul blocchetto di sinistra). In modalità manuale, le cambiate sono fulminee.
È nel traffico urbano che la Y-AMT rivela il proprio valore aggiunto in modo più evidente. In soli 10 minuti di traffico milanese, con la MT-09 SP, abbiamo ingaggiato la frizione oltre 100 volte tra slalom, ripartenze ai semafori e cambi marcia — e il traffico, precisiamo, non era nemmeno particolarmente intenso. La Y-AMT azzera questa fatica: basta ruotare il gas e la moto parte, senza alcuna interazione con frizione o cambio. Il sistema gestisce tutto in modo fluido, reagisce con prontezza e rende la guida cittadina un'esperienza priva di stress.
La posizione di guida è comoda, il manubrio ben sagomato, la sella a un'altezza ideale anche per piloti di statura media. Le sospensioni della Y-AMT, meno irrigidite rispetto alla SP, offrono un comfort superiore sul manto stradale rovinato tipico delle città italiane, copiando meglio buche e pavé.
Appena si lasciano le strade urbane per affrontare percorsi misti con curve e cambi di ritmo, la MT-09 SP cambia natura. La ciclistica di alto livello conferisce alla moto una precisione e un feedback che si percepiscono sin dai primi tornanti. La risposta dell'anteriore è diretta e rassicurante, il retrotreno è agganciato all'asfalto con autorità. In setting sport, la SP diventa esplosiva: non vuole stare giù, letteralmente.
Il quickshifter bidirezionale della SP lavora con due tempi di cambiata selezionabili dalla strumentazione. Il valore minimo — il più rapido — permette cambiate in un battito di ciglia. Sopra i 7-8.000 giri il CP3 si esalta ulteriormente, restituendo una progressione di potenza entusiasmante. La triangolazione manubrio-sella-pedane ricorda un "motard sovralimentato": 119 CV a disposizione in qualsiasi marcia.
Portando entrambe le moto sullo stesso percorso sportivo emergono differenze di sostanza, ma anche una sorpresa: la Y-AMT in modalità manuale è straordinariamente coinvolgente. Le cambiate veloci, a portata di dito, aggiungono un elemento di gioco che spinge a cambiare marcia più del necessario — e il CP3, con la sua coppia ben distribuita a tutti i regimi, risponde sempre con entusiasmo.
La mente, liberata dall'incombenza della frizione, si concentra meglio sulle linee e sulla percorrenza in curva. Un dettaglio curioso emerso durante la prova: con il cambio automatizzato si tende a usare di più il freno posteriore, modificando inconsapevolmente lo stile di guida in direzione di una maggiore pulizia e fluidità.
La SP, dal canto suo, resta la moto più viscerale e totalizzante. Il feedback della ciclistica, il mordente dei Brembo, il sound del tre cilindri abbinato ai cambi marcia manuali restituiscono un'esperienza di guida che definiamo poetica. È più affilata, più performante. Ma la Y-AMT è più democratica: consente a un pubblico più ampio — inclusi chi ha difficoltà fisiche — di godere appieno del carattere esplosivo della MT-09.
Yamaha ha costruito due moto con la stessa sigla e due identità distinte. La MT-09 SP è l'oggetto del desiderio per chi vuole il massimo della sportività, una ciclistica di riferimento nel segmento naked e il coinvolgimento fisico ed emotivo tipico della guida manuale. Prezzo più alto, ma giustificato con i componenti premium montati.
La MT-09 Y-AMT è invece la risposta al motociclismo intelligente: tecnologicamente avanzata, pratica nel traffico, divertente in ogni contesto. Il sistema Y-AMT non è un compromesso — è un'evoluzione. Pesa solo 2 kg in più, costa 1.500 euro meno della SP e porta la MT-09 verso un pubblico che non ha mai rinunciato all'emozione, ma vuole anche la comodità. La scelta non è tra una moto migliore e una peggiore: è tra due modi diversi di essere motociclisti.
Yamaha
Via Tinelli 67/69
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