Dakar 2026. Ci siamo! Edgar Canet, KTM, e Mattias Ekstrom, Ford. Solo il Prologo, ma... [VIDEO]

La 48ma Dakar è partita. Con il prologo di Yanbu, 23 chilometri, e con le vittorie del neo ufficiale RallyGP KTM, Canet, e dell’asso dei blitz, Ekstrom, Ford M-Sport. Non sembra, ma è già battaglia. Sono partiti in poco meno di 800
3 gennaio 2026

Yanbu, Arabia Saudita, 3 Gennaio 2026. Sapete cosa è successo oggi? È successa una cosa terribile, e cioè che la nostra agitata apatia è stata interrotta dalla partenza della Dakar Arabia Saudita 2026, 48ma della serie creata da Thierry Sabine! Non ve l’aspettavate eh? Ormai avevate fatto l’abitudine a restare eternamente in attesa. Invece no, siamo dentro, numeri ufficiali e cronometri in funzione. È solo il Prologo, ma “solo” è un modo di dire, perché anche i 23 chilometri scarsi di misto-tutto in terra, sabbia e pietre, è già valenza. In modi diversi per Moto e Auto, ma è già sabbia che scorre nella clessidra ufficiale e che si trasforma in tempo che va sul conto in banca dei concorrenti.

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Numeri ufficiali. In totale, al bivacco della Dakar 2026 ci sono 787 concorrenti per 421 veicoli iscritti. 188 i francesi, in testa alla lista, terzi gli italiani, dietro agli spagnoli, con… un terzo. Al termine delle verifiche amministrative e tecniche, 317 veicoli sono stati ammessi alla 48a edizione della Dakar, per un totale di 564 piloti, conducenti e navigatori, in rappresentanza di 49 nazionalità. 115 moto (15 Rally GP, 100 Rally 2, di cui 26 Original by Motul), 72 auto nella classe Ultimate, 7 nella classe Stock, 37 nella classe Challenger, 41 nella categoria SSV e 45 camion. 97, 75 auto e 22 camion, i veicoli della Dakar Classic che si svilupperà su percorsi dedicati e formula di classifica basata sulla regolarità. 7 i veicoli della sfida Mission 1000, riservata ai veicoli alimentati da carburanti o fonti di energia alternative: 6 moto e 1 camion.

E veniamo al primo risultato, quello del Prologo. Per i motociclisti vale per scegliere l’ordine di partenza della prima tappa, ma è anche tempo che va nel conto, per gli automobilisti è solo per la scelta. Si parla sempre dei primi 10. In ogni caso, vista la piega che ha preso la Dakar nell’ultimo paio d’anni, è già battaglia. Tanto è vero che è giornata di velocisti. Edgar Canet, Red Bull KTM, ha vinto tra le moto, Mattias Ekstrom, Ford-M-Sport, tra le auto. Canet, KTM, Campione Rally2 in carica, ha battuto il vincitore 2025 (ora si può parlare di “anno scorso”), Daniel Sanders, e Ricky Brabec, Honda. Più importante ancora, Canet ha vinto la sua prima speciale alla Dakar, ed è il più giovane di sempre ad averlo fatto. 20 anni, 9 mesi, 23 giorni! È un po’ presto per dirlo, ma si direbbe la firma di un fuoriclasse. Insomma un podio di Campioni della Dakar. 4 KTM e 4 Honda nei primi dieci, la doppia corrente di maggioranza KTM-Honda è interrotta dal 5° posto di Ross Branch, Botswana, Hero Motorsport, India, e dall’ingresso nella top ten della Hoto, Cina, di Martin Michek, Cekia.

Doppietta Ford-M-Sport tra le Auto. Vince la Raptor di Mattias Ejkstrom (in coppia co Emil Bergkvist), uno specialista dello sprint (e di molto alltro in ambito motorspot, in verità), davanti a Mitch Guthrie (con Kellon Walch). Terzi De Mevius e Baumel (bentornato dopo il terribile incidente di fine Gennaio) con una Mini JCW Rally 3.0I. Un po’ strano che sul primo podio della Dakar non sia salito nessuno dei super favoriti. Nasser Al Attiyah, dacia Sandriders, infatti, è quarto, Yazeed Al Rajhi, Toyota Overdrive, il Campione in carica, sesto, Carlos Sainz, Ford, settimo. Ancora peggio, Joan “Nani” Roma è undicesimo e Sébastien Loeb, Dacia, addirittura 17° davanti al neo Campione del Mondo Rally-Raid Lucas Moraes. Le spiegazioni a queste performance opache sono da ricercare in due P”: prudenza e polvere (tantissima, tanto per cambiare), quando non in una piccola foratura (Loeb) o un una grande foratura per un ritardo clamoroso (Lategan).

Tra gli italiani in Moto, non conta oggi che si vada a vedere in che posizione di classifica si sono venuti a trovare, notiamo tuttavia il 29° posto del numero… 29, Paolo Lucci (chissà che non porti bene), Tommaso Montanari è dieci posizioni più giù. Poi Andrea Gava e Tiziano Internò. Altre filosofie di Dakar. Cesare Zacchetti e Mattia Riva, invece, non si sono certo dannati l’anima in questi primi 23 chilometri. Tra gli Italiani in Auto, non certo uno sciame, Silvio e Tito Totani, Optimus MD, sono nel primo terzo di classifica, e in quello successivo troviamo Rebecca Busi, che peraltro corre con il prototipo leggero Fenic di X-Raid.

Come era prevedibile, i vincitori di oggi hanno scelto di partire dietro domani. Funziona così: i primi 10 del prologo scelgono nelle 15 posizioni di partenza, i primi 15 della auto nelle 25 del giorno dopo. Canet e Sanders partiranno ultimi del gruppo dei lanciafiamme, e così Ekstrom che si incolla alle decisioni di Sainz. Indieto e tatticamente distribuiti gli Equipaggi Dacia, dalla cui scelta verrebbe da dedurre che ci sian un gioco di squadra privilegiante Sébastien Loeb. Niente è così definitivo, d’altra parte, così è meglio stare a vedere quel succede nei prossimi giorni. Solo allora eventuali decisioni a lunga gittata potranno essere considerate pilastri di strategia. In una Dakar per definizione così... indefinibile una cosa sola finisce per guidare le scelte dei team, ovverosia che sia la Marca a vincere, poi per mano di chi diventa secondario.

Domenica 4 Gennaio, la prima tappa. Ancora con partenza e arrivo a Yanbu. Un anello, insomma. Niente male per iniziare tonici, 300 chilometri di Speciale su un totale di oltre 500. Di sassi. Sia ben chiaro. È quella zona dimenticata da dio che hanno creato non pochi problemi e colpi di scena in passato. È per questo che al briefing c’è un chiaro invito alla prudenza, ma siccome questo è spesso disatteso, gli organizzatori indulgenti hanno previsto un pit stop pneumatici al KM180. Non gratuito e del tutto inusuale, è un segno che non è il giorno da correre come se non ci fosse un domani, perché si rischia davvero che l’oggi finisca sul... cerchio.

© Immagini. ASO Media, Red Bull Content Pool, DPPI, RallyZone, Ford, ItalTrans Media, Ford Performance, Dacia Sandriders Media, Prodrive, Honda Monster, Fantic, KTM, Hero, Cristiano Barni