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La nuova Honda CB750 Hornet 2026 con frizione E‑Clutch arriva in contemporanea con la nuova Transalp 2026 con cui condivide motore, elettronica e soprattutto la filosofia evolutiva che mette al centro l’utilizzo della frizione automatica E-Clutch di seconda generazione. La casa giapponese allarga ancora di più la propria offerta che prevede questo dispositivo automatico e lo fa con estrema convinzione visto che non sarà possibile acquistare la nuova Hornet se non con l’E-Clutch.
Quando si parla di Hornet non si può tralasciare la storia di questo modello; il calabrone che punge e che ha sempre colpito nel segno. Anche quando si è presentata con un motore bicilindrico invece del classico quatto in linea e molti hanno gridato allo scandalo, al sacrilegio, il mercato ha premiato questo modello, forte di un bilanciamento tra potenza, agilità, dotazioni, prezzo e blasone, difficile da contrastare. Oggi, con l’arrivo dell’E‑Clutch, Honda porta avanti il suo progetto, un passo dopo l’altro per evolvere in un progetto che non è solo una naked divertente, agile e veloce, ma una moto che prova a rendere più semplice il rapporto uomo-moto, questa volta in chiave sportiva e senza snaturare il fascino del cambio manuale tradizionale con leva al piede sinistro.
La Hornet 2026 è una moto che si presenta come una naked dalle linee affilate, di carattere e figlia del progetto realizzato presso l’R&D di Roma. Rispetto al MY precedente il design non cambia, ci sono solo nuove colorazioni e l’arrivo del puntale sotto al motore di serie e in tinta con la carrozzeria. Il frontale è piccolo e velenoso, il fanale, così come tutta l’illuminazione è a led. Il telaio è realizzato in acciaio, a diamante, ed è molto leggero, solo 16,6 kg dichiarati. Super compatta, offre quote ciclistiche “agili” e un interasse ridotto, da vera naked rivolta al divertimento e alle prestazioni.
Le componenti ciclistiche vedono lavorare una forcella a steli rovesciati da 41mm Showa SFF‑BP all’anteriore, con 130mm di escursione con funzioni separate tra i due steli, dietro un mono con leveraggio Pro‑Link (escursione ruota 150mm). Per i freni ecco un doppio disco da 296 mm, con pinze radiali Nissin a quattro pistoncini, mentre il posteriore, con pinza flottante a singolo pistoncino e 240mm di diametro. Le ruote in lega sono da 17” montano pneumatici 120/70 all’anteriore e 160/60 al posteriore, quest’ultima una misura “svelta”, non troppo grande, per enfatizzare la reattività di guida.
Il bicilindrico parallelo fonda il suo carattere sul suo manovellismo a 270°; con i suoi 92cv e 75 Nm di coppia vuole essere un propulsore compatto, leggero e pronto a ogni regime, 755cc, 8 valvole con la particolarità della testa Unicam, mantiene la stessa mappatura e le stesse specifiche del model year precedente, ma è il Throttle By Wire unito all’E‑Clutch a offrire un cambio di passo per questo MY2026
La dotazione elettronica prevede tre modalità di guida preimpostate (rain, standard e sport) oltre a due modalità User personalizzabili, con regolazioni di potenza motore, freno motore e Traction Control. Ed è qui che entra in gioco il sistema E‑Clutch, che sulla Hornet 2026 è la vera grande novità. Considerate che il sistema di nuova generazione è pienamente integrato con il TBW e il nuovo modulo di controllo del quickshifter, permettendo un’interazione tra frizione, gas e mappe di guida ancora più precisa e raffinata.
Di fatto il pilota può partire, fermarsi e cambiare marcia senza mai usare la leva frizione: basta azionare il pedale del cambio e il sistema, tramite un’unità a doppio motore elettrico gestisce l’attacco e lo scollamento dei dischi frizione in modo totalmente automatico.
L’E‑Clutch modula l’innesto delle marce in base a velocità, regime e alla forza con cui si agisce sulla leva del cambio. Considerate che in scalata, il quickshifter blippa il gas, portando il motore al regime giusto per evitare saltellamenti della ruota posteriore in frenata. Il sistema è anche regolabile: il pilota può scegliere tre livelli di “durezza” del cambio sia in salita sia in discesa di rapporto. Inoltre, la Hornet 2026 indica sul display quando è opportuno scalare, grazie al simbolo che appare quando il sistema ritiene che la moto sia in una marcia troppo alta rispetto alla velocità. Attenzione però! la versatilità del sistema è notevole: il pilota può sempre usare la leva frizione in modo tradizionale.
Su strada, la Honda CB750 Hornet 2026 con E‑Clutch di seconda generazione si rivela subito una moto capace di coniugare il piacere di guida con uno spirito sportivo sempre molto evidente. Il motore offre una elasticità di guida esemplare: spinge subito, fin dai bassi regini, sopporta regimi di rotazione bassissimi, anche utilizzando la sesta marcia e quando si decide di allungare e stendere le marce, trotta veloce verso la zona del limitatore. Davvero pregevole l’erogazione di questo motore tanto che non si sente la necessità di sfruttare più di tanto il cambio, anche se, di fatto, farlo si è dimostrato un vero piacere. La sensazione di coppia è un sostegno costante e l’arrivo della nuova E-Clutch porta con sé una ventata di freschezza tecnologica che non dispiace affatto.
Ciò che sorprende di più è la fluidità che ha raggiunto questo sistema automatico, il dosaggio della frizione è preciso, scorrevole, in poche parole nel “burro”. Durante la prova non abbiamo avuto a che fare con un “groviglio urbano” troppo acceso, forse è mancato un vero e proprio stress test, ma per ciò che abbiamo visto l’E-Clutch funziona alla grande. Ciò che invece abbiamo potuto provare a fondo e l’efficacia del cambio nel classico percorso da naked sportiva. Curva dopo curva, scalate repentine e sequenze di rapporti sparati come raffiche di mitra sono il pane quotidiano per l’intero sistema gas/cambio/frizione. Cambiare marcia diventa un vero divertimento.
La ciclistica contribuisce molto a questo feeling, corta e compatta, sfrutta una forcella che non è troppo cedevole durante le staccate più brusche; potente e modulabile la frenata, la moto si muove agile in ogni situazione mettendo in risalto un equilibrio generale davvero pregevole; una moto facile e intuitiva. Solo il mono posteriore lascia trasparire qualche possibilità di miglioramento ma grazie anche a una posizione di guida ben pensata, forse un tantino “piccola” sotto al pilota, è capace di offrire la giusta abitabilità.
La prima considerazione è quella che la nuova Honda Hornet 2026 con E‑Clutch è un oggetto che si rivolge allo stesso pubblico di prima, l’arrivo di questo sistema automatico non snatura l’essenza di questa moto, sembra piuttosto aver enfatizzato le sensazioni di un rapporto tra uomo e moto ancora più minuzioso e analitico. È una naked divertente, intelligente, con un motore incredibilmente elastico, una frizione fluida e una ciclistica precisa.
La nuova CB750 Hornet 2026 arriverà verso maggio nei concessionari ufficiali Honda ad un prezzo non ancora ufficializzato. A quanto ci hanno detto non si scosterà molto dal precedente; di certo arriverà in quattro colorazioni: Graphite Black & Mat Ballistic Black Metallic con forcella e telaio rossi, Wolf Silver Metallic & Iridium Gray Metallic, Goldfinch Yellow & Wolf Silver Metallic e infine Mat Jeans Blue Metallic & Mat Ballistic Black Metallic. Naturalmente non mancheranno anche diversi pacchetti di accessori pensati per personalizzare la moto a seconda dei propri gusti e esigenze. Style, Sports, Comfort e Design Pack mettono sul piatto differenti combinazioni di optional. Non manca nulla… il calabrone continua a pungere.
Honda
Via della Cecchignola, 13
00143 Roma
(RM) - Italia
848846632
https://www.honda.it/motorcycles.html
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