Museo Honda Classic, a Roma un pezzo di Motegi [GALLERY]

Inaugurata la struttura che ospita a rotazione i modelli più preziosi ed iconici del marchio giapponese
23 marzo 2026

Roma chiama, Motegi risponde: se il Museo in Giappone resta il più importante per numero e qualità dei veicoli esposti, è in Europa, ed anzi a Roma, che si apre una sua prestigiosa succursale, destinata ad ospitare i modelli più rappresentati ed iconici del marchio, in arrivo dal mondo del motorsport e non solo.

Come già anticipato qualche mese fa in occasione di una visita nella Capitale da parte dei vertici Honda che ne avevano positivamente giudicato la struttura, presso HMR di via Tiburtina, la più grande concessionaria del marchio giapponese in Europa, è visitabile l'Honda Classic Museum, che si presenta come una vera bomboniera destinata ad accogliere per mostrarle al pubblico di appassionati le moto più cariche di importanza per valenza tecnica e titoli sportivi della lunga storia Honda.

L'occasione dell'inaugurazione ufficiale è stata colta per riunire testimonial importanti del mondo romano alle due ruote, ex piloti e tanti giornalisti che negli anni hanno raccontato l'evoluzione tecnica che da sempre distingue Honda nel panorama motociclistico: tanti capelli grigi, certo, ed anche qualche chilo di troppo, ma occhi ancora ben svegli, perché la passione per la moto rimane dentro sempre viva, a dispetto degli anni che passano.

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A fare gli onori di casa, oltre ovviamente allo staff HMR capitanato da Agostino Del Gaudio, dalla moglie Maria Rosaria e dal figlio Nicola, è stato un testimonial davvero d'eccezione, quel Carlo Fiorani che per anni ha gestito la comunicazione per Honda e poi è diventato responsabile del settore motorsport in ambito MotoGP e Superbike, cogliendo importanti successi sulle piste di tutto il mondo.

Chi meglio di lui, allora, per presentare le moto oggi in esposizione, alcune delle quali veri capisaldi della storia industriale legata alle due ruote?

Tra i modelli esposti, giunti direttamente dal Giappone, brillano le stelle del Motorsport guidate da Nicky Hayden, Loris Capirossi, Max Biaggi, Wayne Gardner e le SBK Campioni del Mondo; e poi l'iconica (e mai aggettivo fu più corretto) NR 750, modello unico per via dei postini ovali, frutto di un progetto ingegneristico che andava oltre gli schemi e tracciava nuove prospettive, una moto con cui nel 1993 Loris Capirossi stabilì due record mondiali, della velocità massima sul chilometro lanciato, a 299,825 km/h, e media sui dieci chilometri da fermo a 283,551 km/h, entrambi sull'anello ad alta velocità della pista di Nardò.

Ed ancora, la CX 650 turbo del 1983 con 100 cv di potenza - che presto potrebbe avere una  pronipote nella V3R 900 E-Compressor, prototipo mostrato all'ultimo Eicma -  e la CBR 400 RR degli anni '90, sportivissima quattro cilindri di linea e vero sogno proibito per gli appassionati italiani ed europei in quanto destinata al solo mercato interno nipponico.
 

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