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Corradino D'Ascanio, l'uomo a cui Enrico Piaggio affidò il progetto, detestava le motociclette. Le trovava scomode, ingombranti, con le gomme impossibili da cambiare e la catena che sporcava tutto. Un punto di vista pessimo per chi di fatto si trova a doverne progettare una, ma perfetto, invece, per inventarne una completamente diversa. La genesi di questo progetto è stata raccontata migliaia di volte e ogni volta ci affascina.
D'Ascanio attinse alla sua esperienza aeronautica: scocca portante (niente telaio tradizionale), cambio al manubrio, ruote intercambiabili come i carrelli degli aerei, e una carrozzeria — nel senso letterale, la prima nella storia dello scooter — capace di proteggere chi guida da sporco e vento. Il prototipo precedente, soprannominato "Paperino" per la sua forma improbabile ma in qualche modo simpatica simile ad un papero appunto, era già stato bocciato da Enrico Piaggio. Non piaceva. In fondo chi dirigeva l'azienda sapeva cosa voleva. Non lo sapeva immaginare, ma lo avrebbe saputo riconoscere. Dal nuovo progetto nacque qualcosa che con il Paperino non aveva più nulla a che fare e quando Piaggio vide il prototipo MP6, dalla vita stretta e il corpo allargato, esclamò: "Sembra una vespa!". E così anche il nome era già trovato. Il 23 aprile 1946 la Piaggio & C. S.p.A. depositò il brevetto a Firenze, e da Pontedera uscirono i primi 2.484 esemplari della Vespa 98cc. Il resto è storia di tutti noi, perché tutti in un modo o nell'altro abbiamo un collegamento personale con lei, lo scooter per antonomasia.
Il prezzo di lancio venne fissato a 55.000 lire per la versione "normale", 61.000 per la "lusso" (con contachilometri e pneumatici a fianco bianco). Gli esperti del settore si divisero: da una parte chi vedeva il genio, dall'altra gli scettici. Oggi sappiamo che i secondi avrebbero cambiato idea in fretta.
La crescita fu inarrestabile: 2.484 unità nel 1946, 10.535 nel 1947, quasi 20.000 nel 1948. Nel 1953 le stazioni di servizio Piaggio nel mondo superavano già le 10.000 unità, sparse tra Europa, Asia e America. Il Times di Londra scrisse che si trattava di "un prodotto interamente italiano come non se ne vedevano da secoli dopo la biga romana" . Forse esagerarono un pochino, ma resero l'idea dell'impatto.
Nel giro di un decennio, Vespa veniva prodotta in licenza in 13 Paesi e commercializzata in 114. Persino l'URSS, nel 1957, ne produsse un clone pressoché identico a Kirov, la Viatka 150cc. Un plagio, certo. Ma anche la conferma che il progetto originale era semplicemente ineguagliabile.
La storia tecnica di Vespa è una sequenza di primati: prima Vespa 125 nel 1948, prima GS Gran Sport nel 1955 (il modello più imitato e ricordato della storia), Vespa PX nel 1977 (oltre 3 milioni di unità vendute, il singolo modello più longevo), primo scooter europeo 50cc quattro tempi nel 2000, primo scooter mondiale con motore 250cc a iniezione elettronica nel 2005 con la GTS.
Nel frattempo nessuno diceva prendo lo scooter, ma prendo la Vespa. Il nome del prodotto era diventato la categoria, lo standard, il riferimento popolare.
In oltre 160 modelli diversi — dalle versioni militari paracadutabili dell'esercito francese alle partnership recenti con Justin Bieber e Sean Wotherspoon, dalle apparizioni nei Simpson alla co-protagonista di Vacanze Romane con Audrey Hepburn e Gregory Peck per arrivare fino ad essere il sogno del film d'animazione Luca, la Vespa ha attraversato ogni decennio senza mai sembrare fuori posto. Immortale, eterea ed eterna.
Il conto attuale: quasi 20 milioni di esemplari su cinque continenti, tre stabilimenti produttivi tra Pontedera, Vietnam e India, e una presenza nel cinema e nelle serie TV (da White Lotus a Emily in Paris, passando per Romanzo Criminale) che nessun ufficio marketing avrebbe mai potuto pianificare meglio.
Tutti abbiamo un ricordo legato a Vespa e sulle sue forme morbide scivola la nostalgia di ognuno. Dal Dopoguerra alla Dolce Vita, da un'Italia che non c'è più ai sogni di indipendenza della nostra adolescenza. Tutto comprensibile, ma è un errore prospettico perché il tempo della Vespa è da sempre il presente. Ha saputo accompagnare il presente, mutare rimanendo sempre se stessa. Basti pensare che dal 2004 a oggi la crescita del marchio è stata costante e significativa: dai 58.000 veicoli del 2004 si è passati alle 100.000 unità del 2006, alle 180.000 del 2017, fino al superamento della soglia dei 200.000 pezzi nel 2018. Nell'ultimo decennio sono stati prodotti oltre due milioni di nuove Vespa. Non esattamente il profilo di un brand che vive di rendita o di polverosi ricordi!
La gamma attuale comprende Vespa Primavera (nelle versioni 50, 125, 150cc ed Elettrica), Vespa Sprint, Vespa GTS (con motori fino a 310cc, ABS e controllo trazione ASR di serie), Vespa GTv e il modello di punta Vespa 946 — quest'anno in edizione limitata Horse, dedicata all'anno del cavallo nel calendario cinese.
Per gli ottant'anni, Piaggio ha annunciato la serie Vespa 80th: Vespa Primavera 80th e Vespa GTS 80th, vestite di un esclusivo Verde Pastello recuperato dagli archivi storici delle primissime produzioni del 1946. È la stessa sfumatura di colore dei primi scooter usciti da Pontedera nella primavera del '46.
L'estetica è minimal ma coerente: la tinta si estende a profili, specchi, blocchetti dei comandi e leveraggio anteriore, con finitura lucida sulla scocca e satinata sui dettagli. I cerchi, anch'essi in Verde Pastello, reinterpretano il design in lamiera stampata dell'epoca originale e riportano la scritta "Est. 1946". Sul retroscudo, il badge "80 years of Vespa Est. 1946".
Sono modelli destinati ai collezionisti quanto ai nuovi acquirenti e l'equivoco è probabilmente voluto.
Gli ottant'anni si festeggiano in grande. Dal 25 al 28 giugno 2026, Roma accoglierà quello che si preannuncia come il più grande raduno Vespista mai organizzato. Decine di migliaia di appassionati da tutto il mondo sono attesi nella città eterna che, più di ogni altra, è entrata nell'immaginario collettivo legato a Vespa, complici Vacanze Romane e qualche decennio di fotografie iconiche tra piazze e sampietrini.
Il Vespa World Club conta oggi oltre 200.000 soci in 65 Paesi. Roma 2026 sarà anche il loro momento.
Una storia così lunga ci insegnerà pur qualcosa. Ottant'anni fa, un ingegnere che odiava le due ruote ha inventato quella che divenne probabilmente la più famosa due ruote del mondo. Non è un buon biglietto da visita per la logica, ma è un ottimo argomento per chi crede che le cose migliori nascano spesso dall'insoddisfazione per lo stato delle cose e da un punto di vista alternativo. Ma quel progetto poteva rimanere confinato ad un periodo temporale breve e invece la capacità di tutte le persone che lo hanno curato e amato in questi anni hanno fatto sì che ogni giorno non perdesse una briciola della sua originalità. Tutte queste persone hanno fatto sì che la Vespa cambiasse con noi. Il 23 aprile è anche la loro festa.
Buon compleanno, Vespa!
Vespa
Via Rinaldo Piaggio, 25
56025 Pontedera
(PI) - Italia
0587 272111
https://www.vespa.com/it_IT
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