Tourist Trophy: 5 cose da non dimenticare dell'edizione 2026

Tourist Trophy: 5 cose da non dimenticare dell'edizione 2026
Chiuso definitivamente il Tourist Trophy: in attesa dell'edizione 2026 proviamo a tracciarne un bilancio
10 giugno 2026

Tourist Trophy concluso qualche giorno fa, con il comunicato della Direzione di Gara che viste le condizioni meteo decideva di tagliare il programma di gare e di chiudere lì l'edizione 115 del TT. Non è stato un anno semplice, per il Clerk of the Course: nonostante l'allungamento del programma di gara in 9 giorni, il maltempo ha infierito per ben 7 giorni sull'Isola di Man, imponendo scelte alla ricerca della maggiore integrità possibile del programma iniziale, ma avendo sempre ben in mente la sicurezza dei piloti e del pubblico. Ne è risultato però un taglio drastico delle gare, con la decisione di disputare il Senior TT il venerdì, in una possibile finestra di bel tempo, per evitare che anche quest'anno non venisse assegnato il trofeo più importante di tutti e quello dal maggior simbolismo e fardello storico. Ma, come sapete se avete seguito insieme a noi il TT, nemmeno questo è bastato a garantire un regolare svolgimento del Senior visto che un incidente ha obbligato ad esporre la bandiera rossa. Ecco, partiamo dagli incidenti:

 

 

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1. Gli incidenti

Purtroppo quest'anno il TT ha visto diversi terribili incidenti, durante le prove e durante le gare. Il più grave di tutti ci ha portato via Daniel Ingham, durante le prove del mercoledì. Altri, di cui per adesso abbiamo soltanto le notizie che trovate su Moto.it rilasciate dalla Direzione di Gara, sono stati quelli di Kostamo (causa della bandiera rossa al Senior), Evans, Cringle, McCoy o quelli dei fratelli Crowe e di Maria Costello e Shaun Parker, questi ultimi durante le prove dei sidecar, per non parlare dell'incidente a Ramsey che ha visto una moto volare tra il pubblico e causare 8 feriti.

Proprio sui sidecar si è accesa una riflessione e, con una mossa coraggiosa, la Direzione di Gara ha deciso di cancellare tutte le gare dei sidecar per il TT 2026. I sidecar, nonostante varie limitazioni tecniche per smussarne le prestazioni, hanno preso forse una direzione di sviluppo estrema e, memori anche dell'incidente simile a quello dei fratelli Crowe avvenuto nel 2025 a Founds e Walmsley, si è deciso un momentaneo stop. Quanto momentaneo? Non lo sappiamo ma la cancellazione dei sidecar dall'edizione del 2026 è stata operata per "preservarne il futuro". Anche in questo caso, una decisione certo non presa alla leggera ma sempre per tutelare la sicurezza di pubblico, piloti, marshal e tutti i coinvolti nella gestione della gara.

2. Hollywood

Impossibile non notarla, visto anche che nel paddock giravano personaggi come Brad Pitt (produttore) e Keanu Reeves. La produzione del film "Isle of Man" con Channing Tatum (produttore e attore del film) e Eve Hewson. Ovviamente al momento di guidare sul serio, i protagonisti hanno lasciato il manubrio a professionisti del calibro di James Hillier che, incontrato da chi scrive nel paddock e interrogato su sul suo impegno al TT 2026 ha risposto con humor: "quest'anno lavoro". Grande James, peraltro pienamente recuperato dall'incidente alla Dakar (per chi non lo sapesse Hillier è un gran manico anche in off). Restiamo in attesa di vedere il film in streaming o nelle sale: dopo la F1 e la MotoGP, anche il Tourist Trophy ha la sua produzione cinematografica.

Un giorno da pilota del Tourist Trophy [VIDEO]

3. Dominio in Supersport di Dunlop: 36 vittorie

Tra le poche gare disputate ci sono state le 2 Supersport: entrambe dominate da Michael Dunlop che sposta ancora più in alto l'asticella del suo record: 36 vittorie sono quasi inarrivabili, ad oggi, per qualsiasi pilota in attività, visto anche che con la Paton il pilota di Ballymoney ha vinto quasi a mani basse la Sportbike e che quindi questo numero è destinato a crescere.

il record di Dunlop pare, per adesso, al sicuro: Dean Harrison è a quota 7 TT vinti, Todd a 3, Hickman 14 ma per lui vincere almeno 22 TT per il pilota alla soglia dei 40 anni appare poco probabile. Aspettiamo Stacey Storm, il ragazzo che alla NW200 non ha mostrato timori reverenziali e ha portato a casa una memorabile doppietta, SSTK e SBK, da newcomer! Lo abbiamo visto girare per l'Isola, chissà se l'anno prossimo lo vedremo al TT.

4. Senior anticipato e poi assegnato con un giro solo: è giusto?

Ricorderemo il TT 2026 anche per l'inconsueta scelta di far disputare il Senior TT il venerdì. La motivazione, a nostro modo di vedere sensata, è stata quella di evitare ancora una volta che il trofeo non venisse assegnato. L'anno scorso fu il vento sul Mountain a costringere il Clerk of the Course ad annullare il Senior, quest'anno è stato il meteo feroce a quasi costringere l'organizzazione a trovare la prima finestra di bel tempo possibile per far disputare la gara, anche se in soli 4 giri anzichè 6. Come vi abbiamo raccontato, Harrison ha messo in mostra una superiorità evidente, con una guida pulitissima ma allo stesso tempo aggressiva, al termine del primo giro era in testa con una media di 135166 mph!  Purtroppo l'incidente a Kostamo e la bandiera rossa hanno causato la sospensione di una gara che avrebbe potuto regalare molte emozioni (perché nessuno crede che Dunlop sarebbe rimasto confinato al 5° posto) e il rinvio al giorno successvo, al quale però pochi nel paddock hanno creduto al 100%. Infatti, sabato tutto il programma è stato annullato e il TT 2026 si è chiuso lì, dichiarando vincitore Harrison. Si poteva fare diversamente? Difficile dirlo. Piuttosto, il digiuno di Dunlop di vittorie con le 1000 cc sta diventando lungo.

Per inciso: i nostri Bottalico e Bonetti, con la classifica ricavata dal primo giro, si sono classificati rispettivamente 20esimo (media 126.312 mph) e 25esimo (media 124.671 mph).

5. La "parata" di Michael Dunlop in onore di Joey

Illusione quasi perfetta: una Honda VTR1000 SP1 nei colori identici a quelli con i quali Joey Dunlop ha vinto nel 2000 la F1, poco prima di volare via a Tallin, tuta e casco in perfetta replica addosso a Michael Dunlop che, a termine del programma del venerdì, ha effettuato un giro per onorare la memoria dello zio. Traversi ingresso di curva, gas spalancato, salti e il rombo del bicilindrico giapponese giù per Quarterbridge, con "the Bull" meravigliato di come la VTR fosse agile e performante nonostante il peso: peraltro questo tributo era in progamma al Classic TT 2025 ma, anche in quel caso, il maltempo ci mise lo zampino.  

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