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Stark Future ha pubblicato i dati finanziari del primo trimestre 2026: +212% di fatturato anno su anno, pari a una crescita di 3,12 volte rispetto allo stesso periodo del 2025. In parallelo, l'azienda ha raggiunto per la prima volta la redditività EBITDA e ha dichiarato di aver superato il proprio budget interno, un dettaglio non secondario in quanto ci indica che la crescita non è frutto di obiettivi rivisti al ribasso ma di una domanda superiore alle attese.
«Abbiamo fissato un piano, lo abbiamo superato, e lo abbiamo fatto in modo redditizio» ha dichiarato Anton Wass, fondatore e CEO di Stark Future. «Tre anni fa consegnavamo le prime moto ai clienti. Oggi siamo una delle aziende tecnologiche in più rapida crescita al mondo, avanti rispetto al budget, EBITDA positivi, e continuiamo a scalare perché i prodotti continuano a conquistare quote di mercato significative.»
Il Q1 2026 non arriva dal nulla. Nel corso del 2025, Stark Future aveva già registrato 115 milioni di euro di fatturato (+77% anno su anno) e raggiunto la redditività operativa in cinque degli ultimi nove mesi dell'anno. Una progressione sorprendente che nel primo trimestre 2026 ha subito un'ulteriore accelerazione senza beneficiare di sconti strutturali.
Tutta questa crescita ruota attorno a un'unica piattaforma: la Stark Varg, sviluppata e prodotta nell'headquarter di Barcellona. Nata come moto da motocross, si è declinata nella variante EX per l'enduro e, più di recente, nella SM supermotard.
Sul fronte commerciale, la Varg EX è il modello più venduto nel segmento enduro elettrico in Germania, Francia e Italia. Un primato che va letto con la giusta prospettiva: nel segmento dell'enduro elettrico da prestazione, Stark non ha concorrenti diretti di rilievo. La Zero FX è l'unico nome che compare saltuariamente nelle comparazioni, ma si tratta di una moto orientata al dual-sport più che all'enduro puro oltre che un progetto che, seppur nella sua bontà e attualità, risente maggiormente del peso degli anni. La Varg EX si è posta da subito come una moto più pretazionale e dedicata a chi fa sport col tassello e occupa quindi una nicchia in cui è sostanzialmente sola. Anzi, possiamo dire che quella nicchia se la sta costruendo da zero e a maggior ragione è interessante rilevare la risposta della clientela. Il punto rilevante non è tanto la quota in sé di mercato quanto la velocità con cui la domanda si sta formando in mercati maturi e tradizionalmente fedeli ai brand storici come KTM e Husqvarna o alle giapponesi. Evidentemente l'idea di "attaccare" l'endotermico nell'off-road è stata buona.
A quanto riferisce Stark, la variante SM, appena annunciata, si sta rivelando un driver di domanda significativo anche al di fuori della base clienti off-road. La supermoto può essere un passo strategico rilevante per avvicinare il brand a chi usa la moto per strada e allargare la platea, strategia che proprio KTM conosce bene. Non a caso, Stark ha già dichiarato l'intenzione di espandersi nelle categorie stradali nel medio termine, segmenti con un mercato potenzialmente molto più grande rispetto all'off-road. Ma anche, aggiungiamo noi, al momento più resistenti a passare ad un'alimentazione con limiti di autonomia, fattore che non è percepito come tale da chi usa la moto a tratte di quindici minuti in un circuito di cross.
Raggiungere la redditività EBITDA significa che il business operativo — R&D, produzione, marketing, assistenza — genera più di quanto consuma, prima di considerare il peso del debito e degli investimenti straordinari. Per una giovane azienda hardware con elevati costi di sviluppo tecnologico è un traguardo tutt'altro che scontato e nel contesto delle startup di moto elettriche è semplicemente senza precedenti a questo stadio di sviluppo. La maggior parte delle aziende del settore brucia cassa per anni prima di avvicinarsi al pareggio operativo. Stark ci arriva al terzo anno di consegne, in un trimestre di crescita triplicata. Un miracolo che ovviamente oltre al "wow" fa alzare un sopracciglio a chi vuole capirci di più. Implica anche che i prezzi di vendita - che ad un osservatore come siamo noi potrebbero sembrare troppo bassi per mantenere davvero la marginalità necessaria - sostengono il modello di business senza che ci siano sconti strutturali. In buona sostanza la crescita è finanziata dalla domanda reale, non dalle perdite. Una differenza sostanziale per distributori, concessionari e operatori fleet.
Sul piano geografico, gli Stati Uniti rimangono il mercato singolo più grande. Stark sta investendo nella rete di concessionari, nella copertura dell'assistenza, nella disponibilità dei ricambi e nelle soluzioni di finanziamento al dettaglio. Il fatto che questa infrastruttura venga costruita ora, prima dell'accelerazione commerciale, è un buon segnale di pianificazione strutturata.
Dal quartier generale di Barcellona continuano nel frattempo gli investimenti in tecnologia delle batterie, sviluppo motore, sistemi connessi e ampliamento della piattaforma Varg verso categorie di maggiori dimensioni. Wass non nasconde l'ambizione a lungo termine: «Il decimo anno sarà quello in cui dimostreremo che il 99% di tutte le moto vendute sarà elettrico entro il 2035.»
Stark Future fa moto elettriche e ha iniziato le consegne ai clienti meno di tre anni fa. In questi tre anni possiamo dire che il mercato elettrico perlomeno in Italia non solo non è decollato ma non è neppure cresciuto quanto sperato. Attorno ci sono start-up che partono e muoiono. Triplicare il fatturato anno su anno mantenendo la redditività operativa non è un risultato che si vede spesso nel settore motociclistico e, per l'appunto, men che meno nel comparto delle due ruote elettriche. Nel segmento enduro elettrico qualcosa si muove, molto più che sullo stradale. Stark si sta ritagliando uno spazio che costruisce da zero e i dati finanziari suggeriscono che ha gettato delle fondamenta da sogno. Ecco, ci auguriamo perciò di non doverci svegliare di soprassalto.
Stark Future
Sant Boi de Llobregat
- Italia
support@starkfuture.com
https://starkfuture.com/it-IT
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