Milano è sempre più su due ruote: superata quota 200.000 tra moto e scooter

Milano è sempre più su due ruote: superata quota 200.000 tra moto e scooter
Sono ormai 140 ogni mille abitanti, più che a Napoli e quasi come a Roma. Nel 2025 Milano supera per la prima volta i 200 mila motocicli registrati: mentre l’auto perde centralità, moto e scooter diventano una componente strutturale della mobilità cittadina
18 agosto 2026

A Milano, sempre più spesso, si passa dalle quattro alle due ruote.

I nuovi dati sul parco circolante relativi al 2025 fotografano una trasformazione ormai difficile da considerare soltanto una tendenza: moto, scooter e ciclomotori registrati nel capoluogo lombardo hanno superato per la prima volta quota 200 mila. Contemporaneamente, l'insieme dei veicoli presenti in città ha oltrepassato un'altra soglia simbolica, quella del milione, arrivando a 1.008.535 mezzi. In pratica, circa uno ogni cinque è un motociclo.

Numeri che confermano quanto avevamo già raccontato lo scorso anno su Moto.it, quando Milano viaggiava verso la soglia dei 200 mila mezzi a due ruote. Nel 2024 erano circa 197 mila; adesso quella previsione è diventata realtà.

Milano batte Napoli e avvicina Roma

Ancora più significativo è il dato rapportato alla popolazione. A Milano si contano ormai 140 moto e scooter ogni mille abitanti, contro una media italiana di 131.

E qui c'è una piccola sorpresa. Milano supera infatti Napoli, ferma a 124, e si avvicina moltissimo a Roma, dove si arriva a 144 motocicli ogni mille abitanti.

Numeri che probabilmente contrastano con la percezione comune: basta percorrere alcune strade di Roma o Napoli per avere la sensazione che scooter e moto siano praticamente ovunque. E invece Milano, almeno statisticamente, è ormai entrata a pieno titolo fra le grandi città italiane delle due ruote.

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Dal 2007 sono 64 mila in più

La crescita non nasce ieri. Nel 2007 moto e scooter registrati a Milano erano circa 136 mila: in meno di vent'anni se ne sono aggiunti qualcosa come 64 mila.

Ma è soprattutto negli ultimi anni che il fenomeno ha accelerato. Dopo il Covid il saldo tra mezzi nuovi e veicoli dismessi è rimasto stabilmente positivo, con circa 5-6 mila moto e scooter in più ogni anno. Sia nel 2024 sia nel 2025 gli acquisti hanno superato quota 12 mila unità annuali, livelli che non si vedevano da almeno quindici anni.

Sempre prendendo gli ultimi quindici anni, il confronto rende ancora meglio l'idea: a fronte di circa 63 mila motocicli dismessi, ne sono entrati nel parco circolante 133 mila.

Non è quindi soltanto ricambio del vecchio con il nuovo. Il parco cresce davvero.

Meno auto, ma non necessariamente meno mobilità privata

Ed è probabilmente questo il dato più interessante.

Milano è infatti l'unica grande città italiana a essere scesa sotto le 500 automobili ogni mille abitanti: 497. Roma è a 677, Napoli a 588 e Torino addirittura a 748. Il tasso di motorizzazione automobilistica milanese è in calo nel lungo periodo, anche se nell'ultimo anno ha mostrato una lieve risalita.

Ma questo non significa necessariamente che il milanese abbia rinunciato al mezzo privato.

Piuttosto, ne sta cambiando la forma.

Il parco automobilistico si è sostanzialmente stabilizzato mentre quello delle due ruote continua a crescere. Il risultato è che il numero totale dei veicoli aumenta ugualmente e ha ormai superato il milione.

È uno degli effetti forse meno considerati delle politiche che negli ultimi anni hanno reso l'utilizzo dell'auto in città progressivamente più complicato e costoso. Già lo scorso anno avevamo sottolineato come Area C, parcheggi a pagamento, difficoltà di sosta e costi dei garage potessero favorire lo spostamento verso moto e scooter.

Non si elimina quindi necessariamente il mezzo privato: si sceglie quello più piccolo, agile e semplice da parcheggiare.

Area C gratis? Un incentivo che pesa

C'è poi una caratteristica tutta milanese: moto e scooter possono entrare in Area C senza pagare il ticket, oggi uno dei vantaggi più evidenti rispetto all'automobile per chi deve raggiungere quotidianamente il centro.

A questo si sommano questioni molto più pratiche: tempi di percorrenza inferiori nel traffico, facilità di parcheggio e un clima che, con inverni generalmente più miti rispetto al passato, rende sempre meno problematico utilizzare le due ruote durante tutto l'anno.

Insomma, per chi deve attraversare Milano ogni giorno, la moto o lo scooter finiscono spesso per essere non tanto una scelta passionale quanto uno strumento di mobilità.

Ma 200 mila moto non significa che Milano viaggi tutta in scooter

Attenzione però a non confondere il parco circolante con l'effettiva ripartizione degli spostamenti.

Secondo le analisi AMAT riportate dal Corriere, negli spostamenti interni a Milano moto e scooter rappresentano infatti una quota relativamente contenuta rispetto ad altre modalità: l'automobile vale circa il 31% della mobilità, il trasporto pubblico il 29%, mentre spostamenti a piedi e in bicicletta insieme arrivano al 35%. Nelle ore di punta il trasporto pubblico rimane il mezzo più utilizzato.

Le oltre 200 mila due ruote raccontano quindi qualcosa di leggermente diverso: la moto sta diventando il secondo mezzo privato della città, quello da scegliere per andare al lavoro, raggiungere il centro, fare commissioni o semplicemente evitare di trasformare pochi chilometri in una piccola odissea urbana.

E il dato apre inevitabilmente anche un'altra questione. Se Milano ha ormai una popolazione motociclistica di queste dimensioni, progettare parcheggi, infrastrutture, sicurezza stradale e regole di accesso senza considerarla diventa sempre più difficile.

Perché 200 mila moto e scooter non sono più una nicchia. Sono parte integrante del modo in cui Milano si muove.

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