MotoGP, Motegi vista dalla parte di Brembo

MotoGP, Motegi vista dalla parte di Brembo
Secondo gli ingegneri Brembo, coloro che per l’undicesimo anno di fila lavorano a stretto contatto con tutti i team della MotoGP, il Mobility Resort Motegi da 4.801 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni
2 ottobre 2026

Motegi è tra i più impegnativi in assoluto, dice Brembo: in una scala da 1 a 6 presenta infatti un indice di difficoltà di 6. Delle otto frenate al giro, per complessivi 31 secondi, ben cinque sono della categoria Hard, due sono Medium e una sola è Light. Tutte e otto necessitano di oltre 2 secondi e mezzo.

La curva più dura di Motegi per l’impianto frenante è la 11: le MotoGP passano da 307 km/h a 85 km/h in 4,8 secondi, durante i quali percorrono 233 metri grazie al carico di 5,9 kg sulla leva del freno. La decelerazione a cui sono soggetti i piloti in quell’istante è di 1,5 g, la pressione del liquido freno Brembo tocca i 12,7 bar mentre la temperatura dei dischi in carbonio raggiunge i 750 °C.

Soltanto doppiette in Giappone

Motegi ha già ospitato venticinque GP, anche se le quattro edizioni dal 2000 al 2003 presero il nome di GP del Pacifico, e soltanto le successive quello di GP del Giappone. Da quando è stata introdotta la Sprint, ed era il 2023, a Motegi il vincitore della gara breve si è sempre ripetuto nella gara della domenica. Nel 2023 a realizzare la doppietta fu Jorge Martin, mentre nel 2024 e 2025 lo ha fatto Francesco Bagnaia. Come loro guidava una Ducati pure Jack Miller, che si è imposto nel 2022. Risale al 2019 l’ultimo GP Giappone vinto da un’altra marca: la Honda, che trionfò con Marc Marquez ed era dotata anch’essa di impianto frenante Brembo.

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Il carbonio anche con la pioggia, ecco i vantaggi

In caso di competizione dichiarata asciutta dal direttore di gara i piloti dovranno scegliere tra dischi in carbonio da 340 mm e da 355 mm di diametro. Ma come sapete useranno i dischi in carbonio anche in caso di pioggia, come avviene dal GP Giappone 2017, segnato da precipitazioni e da una temperatura dell’asfalto che non superò i 15 °C. Quella fu una gara storica perché, malgrado queste condizioni, chi optò per il carbonio ebbe benefici superiori a chi si servì dell’acciaio: il vincitore Andrea Dovizioso così come l’intera Top 9 all’arrivo e 13 dei 15 piloti a punti, di cui almeno uno per Casa motociclistica, impiegarono i dischi in carbonio Brembo.

Grazie all’evoluzione del carbonio - e alle coperture dei freni che consentono di mantenere in temperatura i dischi-  i piloti godono anche con la pioggia di una dinamica della moto non troppo diversa da quella sull’asciutto. L’acciaio, infatti, peggiora il comportamento dinamico della moto: perché è un materiale più pesante e quindi influenza il modo di agire delle sospensioni. Con il carbonio Brembo invece le ruote aderiscono meglio all’asfalto, generando una migliore guidabilità e permettono di scaricare a terra una maggiore potenza.