Autovelox, nuovo decreto in vigore: cosa fare se arriva una multa e come verificare se è valida

Autovelox, nuovo decreto in vigore: cosa fare se arriva una multa e come verificare se è valida
Dal 12 luglio circa 850 dispositivi su 4mila non sono più autorizzati a rilevare la velocità perché privi di omologazione. Il decreto del Ministero dei Trasporti introduce nuove regole ma non chiude la partita sui ricorsi: ecco come controllare se il verbale ricevuto è legittimo e quali sono i termini per contestarlo
13 luglio 2026

Da domenica 12 luglio 2026 è entrato in vigore il decreto del Ministero dei Trasporti che ridefinisce le regole sull'omologazione degli autovelox in Italia. Il provvedimento, atteso da mesi e sollecitato da anni di contenziosi giudiziari, stabilisce quali dei circa 4mila dispositivi attivi sul territorio nazionale possono continuare a rilevare la velocità e quali invece dovranno fermarsi fino a nuova autorizzazione. Per gli automobilisti che ricevono una multa da autovelox, la novità più importante riguarda proprio la possibilità di verificare la regolarità del dispositivo prima di decidere se pagare o presentare ricorso.

Cosa cambia? Ma soprattutto: cosa fare se arriva una multa e come verificare se è valida.

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Cosa cambia con il nuovo decreto

Il cuore del provvedimento è la distinzione tra autovelox "omologati" e semplicemente "approvati", una differenza che negli ultimi anni ha prodotto decine di sentenze della Cassazione favorevoli agli automobilisti. Il decreto introduce una sorta di sanatoria automatica per 25 modelli di autovelox, che vengono considerati omologati perché già in possesso dei requisiti richiesti: si tratta di circa 3.150 dispositivi su tutto il territorio nazionale. Gli altri 850 apparecchi, non ancora conformi, dovranno sottoporsi a test e controlli specifici, presentando la documentazione al Ministero per ottenere l'omologazione. Una volta ricevuta la richiesta, il dicastero avrà 60 giorni per rispondere: non è escluso che alcuni di questi dispositivi tornino operativi già nei prossimi mesi.

Come verificare se la multa è valida

Chi riceve una contravvenzione per eccesso di velocità ha ora uno strumento in più per controllarne la legittimità. Nei verbali dovranno infatti comparire gli estremi del decreto di omologazione del dispositivo utilizzato. Con questi dati è possibile consultare il censimento nazionale degli autovelox, pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dove sono riportati ente accertatore, marca, modello, versione e matricola di ogni apparecchio attivo. È consigliabile verificare che l'autovelox fosse censito alla data dell'infrazione, che i dati corrispondano a quelli del verbale e che siano state effettuate le periodiche verifiche di taratura. Se il dispositivo non compare nell'elenco, la multa non è automaticamente nulla: bisogna comunque presentare ricorso nei termini previsti per far valere l'irregolarità.

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Pagare o fare ricorso: i termini da rispettare

Prima di decidere come procedere è fondamentale controllare la data dell'infrazione: per le violazioni commesse prima del 12 luglio si applica infatti ancora la normativa precedente. Le strade per contestare una sanzione restano due, ma sono alternative tra loro: 30 giorni dalla notifica per rivolgersi al Giudice di Pace, oppure 60 giorni per il ricorso al Prefetto. Una volta scelta una via, non è più possibile percorrere l'altra. Attenzione anche a un dettaglio spesso sottovalutato: il pagamento della multa, anche usufruendo dello sconto previsto per il pagamento anticipato, preclude di norma la possibilità di presentare ricorso in un secondo momento.

Il nodo giuridico resta aperto

Nonostante il nuovo decreto, il contenzioso legato agli autovelox è tutt'altro che concluso. Trattandosi di un atto normativo secondario, il provvedimento è subordinato alla legge del 1992 che disciplina la materia, e diversi giuristi ritengono che i giudici potrebbero continuare ad annullare le sanzioni applicando l'orientamento della Cassazione. Le vecchie multe, in ogni caso, non vengono toccate dal decreto: per tutte le infrazioni antecedenti al 12 luglio resta valida la disciplina precedente, con procedimenti che proseguiranno caso per caso davanti a prefetti e giudici di pace.

La partita sull'omologazione degli autovelox, insomma, è tutt'altro che chiusa. Nei prossimi mesi si capirà se il nuovo impianto normativo riuscirà davvero a ridurre i ricorsi o se, come temono alcuni osservatori, la strada giudiziaria resterà la via principale per contestare le multe per eccesso di velocità.

Gli autovelox censiti sono circa 4.000 e quelli omologati 1.258