Gli autovelox censiti sono circa 4.000 e quelli omologati 1.258

Gli autovelox censiti sono circa 4.000 e quelli omologati 1.258
Si parlava di undicimila dispositivi…Intanto, è stato inviato a Bruxelles il decreto sulla omologazione: i criteri sono ovviamente più severi. E c’è l’allarme: dalla fine di maggio si potrebbe arrivare allo spegnimento dei tutor su 83 tratte…
10 febbraio 2026

Ha ragione Matteo Salvini, almeno quando dice che l’operazione da lui voluta sugli autovelox era necessaria. Nessuno può contestarlo: mancava un censimento degli autovelox, si parlava di oltre diecimila dispositivi sulle strade italiane ed evidentemente era una stima esagerata. Ora i Comuni hanno inserito nella piattaforma ministeriale indirizzi, anno e omologazione: siamo a circa 4.000 pezzi e quelli automaticamente omologati sono esattamente 1.258.

"Abbiamo semplicemente eliminato gli autovelox furbetti o irregolari - annuncia il ministro - e abbiamo messo un po' di ordine. Tutti i sindaci, se inseriscono i loro autovelox e rispondono ai requisiti previste dalla legge, non hanno nessun problema mentre quelli che usavano gli autovelox a ripetizione, nascosti, camuffati, per fare cassa non ci saranno più".

Qui Salvini semplifica forse troppo: poco è davvero risolto, già ci sono associazioni e giuristi che sostengono l’illegittimità di alcune nuove norme. E a breve potrebbero esserci pesanti conseguenze sul piano della sicurezza.

Il nuovo decreto spegnerebbe i controlli su 83 tratte

Cosa succede adesso? Il MIT ha inviato a Bruxelles il decreto sulla omologazione dei velox che era stato stoppato a marzo: è già pubblicato sul sito dell'Unione Europea TRIS "Prevenzione degli ostacoli tecnici al commercio" e rimarrà in visione fino al 4 maggio. Se non ci saranno osservazioni da parte del Tris e verrà quindi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, entrerà in vigore intorno alla fine di maggio.

Cosa contiene? Di fatto, come era logico aspettarsi, il decreto inserisce nuovi e più stringenti paletti: in particolare i nuovi criteri escludono automaticamente i Tutor di vecchia generazione, quelli approvati con decreti che vanno dal 2004 al maggio del 2017. Quei dispositivi elettronici non rispetteranno più gli standard fissati dal Ministero e quindi nei mesi successivi all'entrata in vigore del decreto bisognerà capire se si sceglierà di sottoporli alla nuova procedura di omologazione -che appare enormemente complessa- oppure no.

In particolare, come precisa Asaps e riportano vari organi di stampa, andranno spenti i Tutor che vigilano in autostrada su almeno 83 tratte, lungo alcuni degli assi più trafficati del Paese: dall'A1 Milano-Roma-Napoli all'A4 Torino-Trieste, dalla A13 Bologna-Padova all'A14 Adriatica, fino all'A16 Napoli-Canosa. Interi corridoi strategici rimarranno senza controllo della velocità media.

Ricordiamo che i tutor rappresentano un dispositivo certamente efficace: dati alla mano, dopo l'installazione dei Tutor la velocità di picco è diminuita del 25% e la velocità media del 15%, sulle tratte controllate.  E fin dal primo anno il tasso di mortalità si è ridotto del 56%

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