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Finalmente ci siamo! I motori sono pronti a rombare, i cancelletti ad abbassarsi: il lungo — anche se ormai non più lunghissimo — inverno è finito e il Mondiale Motocross è pronto a ripartire.
Come da tradizione, si parte dall’Argentina, dall’altra parte del mondo. Questa volta però lo scenario cambia: si corre su un tracciato tutto nuovo a San Carlos de Bariloche, pronto a fare da cornice al round inaugurale della MXGP 2026.
E le novità non si fermano certo alla pista. Il paddock è stato rivoluzionato: cambi di classe, rookie pronti a sorprendere, nuovi numeri sulle tabelle e cambi di team che hanno già acceso il dibattito tra gli appassionati.
Le gare prestagionali — da Alghero a Lierop — hanno già offerto le prime risposte. I debutti più attesi si sono già visti. Tim Gajser in Yamaha e Jeffrey Herlings in Honda hanno iniziato a prendere le misure alle nuove moto.
Ma il Mondiale è un’altra storia. Finché non si abbassa il cancelletto con tutti i protagonisti schierati fianco a fianco, il cronometro non racconta mai tutta la verità.
Seconda inserita, motori su di giri. Si parte davvero.
Prossima fermata: Bariloche, Argentina.
Ogni anno l’attesa per la prima gara è enorme. Ma questa volta lo è forse ancora di più. Due dei grandi protagonisti della MXGP hanno cambiato squadra — e non si tratta di semplici trasferimenti, ma di veri e propri cambi di “famiglia”.
Dopo una carriera praticamente interamente vissuta in KTM, Jeffrey Herlings è salito sulla Honda HRC 450 del team Gariboldi, lasciata libera da Tim Gajser, che a sua volta ha scelto una svolta netta passando in Yamaha. Un terremoto di mercato che ha già acceso la stagione: una vittoria a testa nelle gare prestagionali, con lo sloveno vincitore a Mantova e l’olandese primo a Lierop. Ma ora si fa sul serio.
Chi ha impressionato più di tutti nella primissima gara del 2026, ad Alghero, è stato Lucas Coenen. Vittoria netta, autoritaria, da pilota consapevole dei propri mezzi. Secondo in campionato lo scorso anno, non più rookie, con un anno in più di esperienza in MXGP potrebbe davvero giocarsi il jolly. È giovane, ambizioso, con l’America nel mirino: il passaggio negli USA sembra solo una questione di tempo. Ma è difficile immaginare che voglia lasciare l’Europa senza aver prima messo le mani su un titolo mondiale.
Tutti fortissimi, certo. Ma guai a fare i conti senza l’oste: Romain Febvre. Veterano della MXGP, due volte campione del mondo, nel 2025 ha dimostrato di avere ancora velocità ed esperienza da vendere. Capace di gestire quando serve e di attaccare quando l’occasione si presenta — come nel GP di Svezia, dove il suo passo non era secondo a nessuno. I campioni del mondo non lo diventano per caso, e soprattutto non smettono di esserlo dall’oggi al domani. Escluderlo dalla lotta nel 2026 sarebbe un errore.
Dopo i “fantastici quattro”, attenzione agli outsider che potrebbero sparigliare le carte. A partire dal rookie Kay de Wolf. La sua velocità in 250 è stata impressionante e il passaggio alla 450 lascia immaginare exploit immediati. Purtroppo, nella prestagionale di Sommières è caduto riportando un infortunio al pollice: la sua presenza in Argentina è ancora in dubbio. Un’eventuale assenza sarebbe una perdita pesante per lo spettacolo.
Impossibile poi non citare Maxime Renaux, Ruben Fernandez e Tom Vialle. Comprimari solo sulla carta, perché il talento per vincere una manche ce l’hanno tutti. Se per Renaux e Fernandez non ci sono rivoluzioni tecniche particolari, per Vialle il 2026 segna un ritorno alle origini dopo l’esperienza americana e i due titoli conquistati oltreoceano. Una sconfitta? No. Piuttosto una nuova opportunità per riscrivere la sua storia in MXGP.
E poi ci sono gli italiani. Nel 2026 la pattuglia azzurra è più interessante che mai. Andrea Adamo sale definitivamente in MXGP e nelle prime uscite ha già mostrato velocità e solidità. Mattia Guadagnini lascia la Ducati ufficiale e passa alla KTM Van Veenrooy, ritrovando brillantezza dopo un 2025 complicato. Alberto Forato saluta Honda e approda in Fantic, pronto a ripartire da dove si era fermato prima dell’infortunio al ginocchio: la top 5.
Infine Andrea Bonacorsi. Il miglior italiano in MXGP nel 2025 resta nel team di Louis Vosters ma cambia marchio: da Fantic a Ducati. Le prime uscite sono state un po’ complicate, ma il talento del “Bona” non si discute. Quando troverà il giusto feeling con la Desmo450 MX ufficiale, aspettarsi qualche podio — soprattutto sulla sabbia — sarà tutt’altro che azzardato.
Insomma, il 2026 si preannuncia come una stagione esplosiva. I big sono pronti, i giovani scalpitano e gli italiani hanno tutte le carte in regola per regalarci emozioni forti.
Ora basta parole: che si abbassi il cancello. Forza ragazzi.
Con il passaggio in MXGP di Kay de Wolf e Andrea Adamo, la corsa al titolo MX2 2026 sembra parlare soprattutto arancione. Sulla carta è una sfida tutta KTM tra il campione in carica Simon Langenfelder e il talento cristallino di Sacha Coenen.
La domanda è semplice quanto intrigante: riuscirà anche quest’anno la costanza metodica di Langenfelder ad avere la meglio sulla velocità pura di Coenen? Oppure il belga troverà finalmente quella continuità che finora gli è mancata, limitando errori e cadute?
Ma attenzione a chi potrebbe inserirsi nella lotta. Il francese Mathis Valin sulla Kawasaki ufficiale è pronto a sorprendere, così come i fratelli Karlis Reisulis e Janis Reisulis con le Yamaha factory. Occhi puntati anche su Cas Valk con l’italianissima TM e sul debutto di Ducati in MX2, con una struttura interamente italiana pronta a scrivere una nuova pagina.
Capitolo azzurri. Valerio Lata, riconfermato in Honda e unico portacolori MX2 di HRC, è chiamato al salto di qualità definitivo: serve quello step in più per giocarsi con continuità il podio e, perché no, puntare alla prima vittoria.
Con lui ci sarà Ferruccio Zanchi, ex compagno di squadra proprio di Lata. Dalla rossa Honda alla rossa di Borgo Panigale: Zanchi sarà il pilota ufficiale Ducati in MX2. Peccato per l’infortunio rimediato negli ultimi giorni in allenamento, che lo costringerà a saltare la trasferta argentina. Al suo posto scenderà in pista Simone Mancini, destinato però a concentrarsi per il resto della stagione sull’Europeo EMX250.
Fuoco alle polveri. L’inverno è finito, i cancelletti stanno per abbassarsi.
Le gare sono alle porte. E quanto ci era mancato, il motocross.