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Lunedì significa DopoGP. Significa analisi, confronto e, ovviamente, diretta! Anche oggi metteremo sotto la lente tutto quello che è successo nel weekend, partendo da uno degli appuntamenti più iconici della stagione Supercross: Daytona.
Sulla sabbia della Florida, Eli Tomac ha scritto un’altra pagina di storia vincendo per l’ottava volta il main event. Otto successi a Daytona non sono un dettaglio statistico: sono leggenda pura. Una gara dura, fisica, selettiva, che ancora una volta ha esaltato la sua capacità di fare la differenza quando conta. Gli è costata addirittura un incisivo sul podio, ma siamo abbastanza sicuri che, con una vittoria così, ne sia valsa decisamente la pena.
Il campionato, però, resta apertissimo. Nonostante le quattro vittorie stagionali di Tomac, la classifica racconta di una battaglia ancora tutta da scrivere. Il motivo? L’impressionante costanza di Hunter Lawrence, ancora una volta secondo questo weekend. Sempre lì, sempre competitivo, sempre pronto ad approfittare di ogni minima sbavatura. Sul terzo gradino del podio troviamo Ken Roczen, che con la sua Suzuki continua a far sognare. Per un momento è sembrato persino in grado di poter bissare il successo conquistato nel 2025, segno che la velocità e la fiducia non mancano.
Ci si aspettava una 250 più combattuta, più elettrica, più imprevedibile. Invece Seth Hammaker ha preso in mano la serata e l’ha dominata con autorità, senza lasciare spazio agli avversari. Alle sue spalle grande rimonta di Cole Davies, capace di risalire il gruppo con determinazione, mentre Pierce Brown ha completato il podio con una prova solida e concreta.
Ma non parleremo solo di Supercross. Il Mondiale MXGP è ormai alle porte e l’attesa cresce di ora in ora. Analizzeremo la situazione dei grandi assenti: chi è fermo per infortunio, chi ha fatto scelte diverse per strategia o convenienza. E poi c’è il tema caldo della nuova regola che colpisce chi non si presenta alle gare: 10.000 euro di multa per chi, senza giustificato motivo, non si schiera dietro al cancelletto. Una norma che sa un po’ di misura anti-protesta e un po’ di obbligo implicito verso trasferte oltreoceano complicate e costose per i team. Una questione tutt’altro che semplice, che merita un’analisi approfondita.
Insomma, carne al fuoco non manca. Vi aspettiamo in diretta per parlarne insieme.