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Il motocross è uno sport che non fa sconti, nemmeno in off season, e l’errore si paga spesso a caro prezzo, soprattutto quando si parla di piloti del Mondiale.
Più vai forte, più cadi forte. E quando cadi forte, ti fai male forte. È una legge non scritta di questo sport. Cruda, semplice, inevitabile.
Il Mondiale MXGP 2026 è alle porte. Sabato si riabbassa il cancelletto. Ma prima ancora che la stagione inizi, la lista degli assenti è già pesante.
Partiamo da chi è ancora in forse, ma con quasi certezza non sarà in Argentina: Kay de Wolf. L’olandese è caduto a Sommières la scorsa domenica, riportando problemi a un pollice. Kay è già stato sottoposto con successo a un intervento chirurgico che però lo ha costretto a saltare, proprio ieri, la gara prestagionale di Lierop. Proprio per questo siamo abbastanza convinti che il debutto nella classe MXGP di De Wolf non avverrà in Argentina, ma più avanti nel campionato.
Chi invece sicuramente non sarà in Argentina è il nostro Ferruccio Zanchi, che pare aver riportato una frattura a una mano a seguito di una caduta in allenamento. Il debutto di Ducati in MX2 pare, al momento, confermato in Argentina con la sostituzione di Zanchi da parte del suo compagno di squadra, impegnato nell’Europeo, Simone Mancini. Un vero peccato per Zanchi, che nelle primissime gare prestagionali aveva ben figurato.
Poi ci sono le assenze che fanno rumore in modo diverso. Valentin Guillod non sarà in Argentina: ha scelto gli Stati Uniti e il Supercross 250 East Coast.
Glenn Coldenhoff, invece, resta fuori da un Mondiale che perde un altro nome pesante.
E proprio il caso Coldenhoff è l’emblema di un sistema che inizia, o forse continua, a mostrare crepe evidenti. Terzo nel Mondiale lo scorso anno — e terzo non ci arrivi per caso — vincitore di una manche a Matterley Basin, eppure costretto ad arrangiarsi, ad aprirsi un team, a correre in Brasile, dove per altro, comunque, porta a casa un ingaggio più che interessante.
Se questo non è il cortocircuito del sistema..
Intanto, davanti, i pretendenti al titolo ci sono tutti: Gajser, Herlings, Coenen, Vialle, Febvre. E soprattutto gli italiani: Andrea Adamo, Mattia Guadagnini, Alberto Forato, Andrea Bonacorsi, Valerio Lata. Talento, ambizione, pressione. Tutto pronto.
Gli infortuni hanno già fatto la prima selezione. Adesso, finalmente,inizia a parlare la pista.