Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Gli Internazionali d’Italia Motocross 2026 si sono conclusi e, come sempre, ci hanno lasciato parecchi spunti interessanti.
Tim Gajser sembra già in forma mondiale, Herlings ha ancora diversi dettagli da affinare, Forato su questa Fantic appare sempre più a suo agio e Ducati, inutile girarci intorno, deve lavorare sull’affidabilità in quest’ultimo mese… anzi, a dire il vero anche meno, visto che le casse con le moto per l’Argentina partiranno prima.
Tutte cose che, bene o male, abbiamo notato un po’ tutti.
Ma nel paddock di Mantova c’era qualcosa di molto più difficile da vedere.
I complimenti vanno fatti a KTM, che è riuscita a mascherare in maniera semplicemente impeccabile quella che sarà la nuova generazione di SX-F. La moto di Andrea Adamo, grazie alle plastiche MY2026, sembrava una KTM “normale”. Per quanto una moto da MXGP possa essere normale. In realtà, come ci è stato confermato da due fonti del paddock più che autorevoli, Andrea ha già corso – e sta tuttora utilizzando – il nuovo telaio, che secondo gli ultimi rumor sarebbe addirittura MY2028.
In pratica, KTM ha fatto un vero e proprio mix: una ciclistica, nuova, che richiama le moto prototipo viste in Sardegna tra fine 2025 e inizio 2026, abbinata alle plastiche attuali, così da non dare nell’occhio.
Le differenze sono davvero difficili da notare. Qualcosina si intuisce, soprattutto quando, a fine giornata, ci siamo potuti avvicinare alla moto priva di serbatoio, ma per cogliere davvero i cambiamenti sarebbe servita una MY2026 parcheggiata fianco a fianco.
Ed ecco, però, dopo aver passato qualche minuto, a casa, ad analizzare le foto che abbiamo scattato che iniziano ad emergere le differenze. Un cannotto di sterzo completamente differente, forma, dimensione, altezza e saldature. Così come alcune differenze sono presenti nella zona dell'attacco del mono anche se le differenze sono minori.
Un telaio che sembra molto più simile a quello della generazione precedente, per capirci fino alle 2022 per noi comuni mortali.
Una cosa però è chiara: è un telaio nato bene. Le prestazioni di Andrea Adamo lo dimostrano senza bisogno di ulteriori conferme. Senza quei problemi alla frizione, il pilota KTM si sarebbe potuto giocare fino in fondo il titolo degli Internazionali 2026 con Tim Gajser.