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A volte il motocross mostra il suo volto più duro. Crudo, senza filtri. Uno sport adrenalinico da vedere, ma che non fa sconti a chi lo pratica, soprattutto ai massimi livelli.
Lo si è capito chiaramente sabato notte, durante la prima gara del Monster Energy Supercross 2026. Pochi salti dopo il via, Justin Barcia e Malcolm Stewart sono rimasti coinvolti in un incidente violentissimo, di quelli che gelano lo stadio e fanno dimenticare per un attimo la gara.
La dinamica è già stata analizzata nel dettaglio durante la diretta DopoGP del lunedì — che vi invitiamo a recuperare se ve la foste persa — appuntamento che tornerà anche la prossima settimana (LUNEDI' ORE 20:30 CANALE YOUTUBE MOTO.IT), in vista dell’appuntamento di San Diego. Ma al di là delle traiettorie e delle responsabilità, quello che ha colpito tutti è stato l’impatto visivo della caduta.
Barcia, pilota Ducati, è rimasto a terra per diversi momenti senza muoversi. Un’immagine forte, che ha fatto calare il silenzio sugli spalti. Solo dopo alcuni istanti sono intervenuti i soccorsi della clinica mobile Alpinestars. Stewart è stato accompagnato all’interno della struttura medica all’esterno dello stadio, mentre per Barcia si è reso necessario il trasferimento immediato in un ospedale della zona.
Fortunatamente, il bollettino medico è stato molto meno pesante di quanto si temesse nei primi minuti. Malcolm Stewart ha riportato una lussazione alla spalla, mentre Justin Barcia ha subito “solo” una frattura composta alla scapola. Un infortunio serio, ma che appare quasi lieve se rapportato alla violenza dell’incidente.
A colpire, nelle ore successive, è stato anche il messaggio pubblicato da Barcia sui social. Il numero 51 ha voluto ringraziare apertamente Alpinestars e, in particolare, il nuovo sistema Tech-Air MX, l’airbag sviluppato specificamente per il motocross. Un dettaglio tutt’altro che secondario.
Dopo una caduta di questo tipo, l’efficacia dell’airbag non sembra più un argomento teorico. Guardando la dinamica dell’incidente e confrontandola con le conseguenze fisiche riportate dal pilota, diventa difficile mettere in discussione l’importanza di una tecnologia che, probabilmente, ha limitato danni ben più gravi.
Il Supercross va avanti, lo spettacolo riparte, ma episodi come questo ricordano quanto sottile sia il confine tra adrenalina e rischio. E quanto, oggi più che mai, la sicurezza possa fare davvero la differenza.