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Ennesimo weekend ricchissimo di spunti e di episodi da analizzare. A catalizzare l’attenzione, senza ombra di dubbio, è stato il debutto in Honda di Jeffrey Herlings. Una giornata epocale, di quelle che sanno di momento storico e che ti fanno dire: “Io c’ero”. Un esordio dolceamaro, capace di mettere in luce sia aspetti molto positivi – come la pole position del mattino – sia elementi sui quali c’è ancora parecchio lavoro da fare. Come ci ha anticipato Giacomo Gariboldi, però, c’è ancora un mese di tempo prima del primo GP del 2026, e non è certo poco.
A convincere di più, almeno dal punto di vista del feeling “da fuori”, è stato Tom Vialle. Il francese sembra nato per stare sopra questa Honda 450 HRC. Alla sua prima gara di motocross in Europa dopo qualche anno di “vacanza” negli USA, Vialle chiude secondo alle spalle di Tim Gajser. Il neo acquisto Yamaha è apparso, come spesso accade in queste gare, già in forma mondiale: gli avversari, di fatto, lo hanno visto solo da dietro. Il binomio Gajser-Yamaha sembra decisamente nato sotto una buona stella.
Terzo posto per Alberto Forato, miglior italiano di giornata. Bene anche Mattia Guadagnini, che chiude a ridosso delle posizioni che contano nonostante un piccolo errore in gara 2.
Altro weekend complicato, invece, per Ducati in 450. L’unico alfiere in pista era Andrea Bonacorsi, visto che Vlaanderen è stato fermato da un’influenza. Per il bergamasco, purtroppo, due problemi tecnici: uno nelle prove cronometrate e uno in gara 1, che gli hanno impedito di schierarsi al via di gara 2.
Passando alla MX2, la vittoria va a Simon Längenfelder che, pur molto guardingo e “abbottonato”, riesce a imporsi in entrambe le manche. Weekend di alti e bassi per gli italiani. In gara 1 Valerio Lata e Ferruccio Zanchi restano coinvolti in una brutta caduta subito dopo il via. Grande rimonta per entrambi, ma ormai troppo lontani dalle posizioni di vertice.
In gara 2 Lata parte fortissimo e conduce per una ventina di minuti, guidando alla grande e facendo registrare tempi davvero interessanti. Peccato per il recupero finale di Längenfelder, che riesce a sopravanzarlo nelle fasi decisive. Seconda manche più positiva anche per Zanchi che, nonostante una caduta piuttosto importante – con tanto di attivazione dell’airbag – riesce comunque a chiudere quarto.
Dall’altra parte del mondo, negli Stati Uniti, si è corso a Glendale il quinto round del Supercross 2026. A tornare alla vittoria è Ken Roczen, praticamente undici mesi dopo l’ultimo successo a Daytona 2025. Una prestazione maiuscola per il tedesco. Sul podio con lui Hunter Lawrence, ancora secondo e non particolarmente incisivo, ma capace di uscire dal Texas con la tabella rossa da leader di campionato. Terzo Cooper Webb.
Gara da dimenticare per Eli Tomac, tutto in rimonta dopo una caduta in partenza: chiude appena fuori dalla top ten. Grandissima prova invece per Jorge Prado, che domina la heat di qualificazione e nel Main Event riesce a recuperare diverse posizioni dopo una partenza non perfetta. Serata incredibilmente anonima per Chase Sexton: mai davvero inquadrato, mai della partita, e alla fine addirittura fuori dalla top five.