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Maeving, il piccolo e giovane costruttore britannico specializzato in motociclette elettriche dal design retrò, ha annunciato di aver raccolto oltre 10 milioni di sterline (circa 11,8 milioni di euro) attraverso un nuovo round di investimenti. La notizia arriva in un momento cruciale per l'azienda fondata nel 2021, che sta cercando di consolidare la propria presenza nel difficile mercato delle moto elettriche europee.
A far notizia, però non è solo l'entità del finanziamento raccolto quanto anche il fatto che l'operazione finanziaria ha visto la partecipazione della British Business Bank. L'istituto finanziario pubblico del governo britannico, attraverso il suo Future Fund, si è fatta così affiancare da investitori privati lanciando un messaggio chiaro: Londra crede nel potenziale di questa realtà made in UK e vuole sostenere la filiera industriale nazionale nel settore della mobilità elettrica.
I fondi raccolti serviranno principalmente per tre obiettivi. Primo: aumentare la capacità produttiva dell'impianto di Coventry, nel cuore delle Midlands, dove vengono assemblate le moto. Secondo: sviluppare nuovi modelli che vadano ad ampliare la gamma attuale, composta dalla RM1 e dalla RM1S. Terzo: rafforzare la rete di distribuzione europea, con particolare attenzione ai mercati chiave come Germania, Francia e Italia.
L'azienda ha fatto sapere che l'investimento permetterà anche di assumere nuovo personale tecnico e commerciale, sostenendo così l'occupazione locale in un settore considerato strategico per il futuro industriale britannico post-Brexit.
Chi ha già letto la nostra recensione della Maeving RM1 sa bene che questo brand non punta sulla tecnologia spinta o sulle prestazioni estreme. La filosofia è diversa: offrire moto elettriche accessibili, con un design che strizza l'occhio alle bobber classiche anni '40, batterie sostituibili e un utilizzo pensato principalmente per la città e i brevi spostamenti extraurbani.
La RM1, che abbiamo testato personalmente, si distingue per la semplicità costruttiva, la doppia batteria estraibile (utile per chi non ha un garage con presa elettrica) e un'autonomia dichiarata di circa 130 km in modalità Eco. Non è una moto per chi cerca emozioni adrenaliniche, ma funziona bene come mezzo urbano stiloso e a zero emissioni.
L'investimento arriva mentre il mercato delle moto elettriche in Europa fatica ancora a decollare in termini di volumi. Nonostante la crescita delle vendite di scooter elettrici e e-bike, le moto a batteria rappresentano ancora una nicchia nella quale anche i brand presenti da anni faticano a conquistare quote di mercato significative. L'evoluzione di questo segmento sembra aver rallentato il passo rispetto soltanto ad un paio di stagioni fa, ma i prodotti si stanno facendo sempre più maturi e iniziano ad affacciarsi anche i costruttori tradizionali giapponesi. In particolare a breve avremo tra le mani la prima moto di Honda e quando il primo costruttore al mondo rompe gli indugi significa che la prospettiva non manca.
Maeving ha scelto fin dall'inizio un posizionamento particolare ed una personalità precisa: prezzi relativamente contenuti (la RM1 parte da circa 6.000 sterline nel Regno Unito), estetica vintage e target giovane. Una strategia che potrebbe pagare, soprattutto nelle grandi città dove le normative anti-inquinamento diventano sempre più stringenti e l'elettrico rappresenta già la soluzione ai piccoli spostamenti.
La partecipazione del Future Fund del governo UK non è casuale. Dopo la Brexit, Londra sta cercando di incentivare la filiera industriale nazionale, specialmente nei settori innovativi come la mobilità elettrica. Sostenere aziende come Maeving significa non solo creare posti di lavoro, ma anche sviluppare competenze tecnologiche che potrebbero tornare utili in futuro.
Resta da vedere se questo supporto pubblico-privato sarà sufficiente per far crescere il brand fino a diventare un player rilevante a livello europeo, o se Maeving rimarrà un produttore di nicchia con volumi limitati.
Con 10 milioni di sterline in cassa e il sostegno istituzionale, Maeving ha tutto per fare ora un salto di qualità. Serviranno però scelte strategiche azzeccate: quali nuovi modelli sviluppare? Puntare su una moto più potente o restare nella fascia entry-level? Espandere la rete europea o concentrarsi sul mercato britannico? Sicuramente nel cassetto di Maeving ci sono già le risposte e le attendiamo con curiosità. Nel frattempo, come avevamo già individuato alla sua comparsa cinque anni fa, il brand inglese si conferma una delle realtà più interessanti nel panorama delle startup motociclistiche elettriche. Non saranno certo loro a salvare il pianeta, ma almeno ci provano con un prodotto originale, onesto e ben pensato.