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Brno - Balaton è un esercizio di stile, pista piccolissima, stretta, sinistrorsa, completamente piatta e inserita in una pianura vicino all’omonimo lago ungherese: sembra una di quelle piste dove i piloti vanno allenarsi con le moto 600.
Poi c’è Brno, una pista lunga, 5,4 km, larga, piena di saliscendi, inserita nelle verdi colline vicino alla città omonima.
Due cose totalmente diverse. Gare diverse, ma bellissime. Balaton è l’estremo più basso, Brno (insieme a Mugello, Barcellona, Texas, Phillip Island, Malesia magari ce ne sono altre ma a me queste vengono in mente) quello più alto a livello di piste.
Due opposti con lo stesso vincitore tre volte su quattro: Marc Márquez.
74 punti in palio, MM ne ha presi 69.
Come sempre: sono riflessioni e considerazioni con un numero da 1 a 10 che le precede, il voto è soggettivo e non diamogli troppo peso, che stiamo parlando comunque di sport e intrattenimento. Un mio amico diceva: credici, ma un’ti ci fissà, cioè “fallo seriamente, ma non dargli troppa importanza”.
Marc Márquez voto 10: mi frulla in testa il 2022. Il Marc che abbiamo visto da fine 2022 fino all’incidente con Bez in Indonesia nel 2025 è quello post quarta operazione all’omero, quella in cui l’omero destro era stato finalmente sistemato (prima si era ri-attaccato ruotato di 30° gradi). Da fine 2022 a settembre 2025 è stato fisicamente bene. Credo che dopo l’operazione alla spalla di maggio 2026 possa ri-essere in una condizione simile, ora che la vite o le viti sono state rimosse e non toccano più il nervo.
Balaton è stato incredibile, ma Brno lo è di più per i motivi che tutti – oddio tutti, esagerato, molti - sappiamo: pista faticosa, destrorsa, impegnativa.
Assen, l’università della moto, mi pare si dicesse una volta: vediamo come MM andrà lì. Il più grande nemico di MM è sempre stato MM: riuscirà a gestirsi, controllarsi? A inizio anno disse che il suo problema non era la velocità, ma il fatto che lui riesce subito – da sempre – a raggiungere il limite, a giocare su quel confine. Fino a che riesce a starci dentro, e se riesce anche a voltarsi, vede che gli altri 21 sono comunque distanti da lui.
Al Mugello, tre settimane fa, era a meno 102 da Bez, ora è a meno 40. I meriti di MM sono tanti, i demeriti (e la sfortunata gara di Balaton) di Bez altrettanti.
Ai Ogura voto 9: pole position e due secondi posti. Weekend da top rider. Da qui inizia il difficile: è arrivato in cima al gruppo, Marc lo teme per la spavalderia che porta in pista (“mi aspettavo una sua mossa pazza - ha detto sabato MM, poi ha un po’ aggiustato il tiro – cioè aggressiva”). Ogura è di ghiaccio: pochi sorrisi, poche parole, eppure qualche volta mi sembra di averlo visto contenere dei sorrisi di compiacimento per quel che aveva fatto, per esempio la pole, che fino a ora la qualifica era stata un suo punto debole.
Ora, dicevo, inizia il difficile: rimanere davanti, rimanere costanti.
Bagnaia voto 8,5: guarda che bella parabolina discendente di voti, prima 10, poi 9, poi 8,5. Mi sembrano appropriati. Bagnaia, sabato dopo la vittoria della Sprint, ha detto più o meno: “dobbiamo mettere da parte il Pecco del passato”.
Io gli ho chiesto “se una vittoria dà felicità 10 questa Sprint vinta quanta ne dà?”
“10”. Stesso numero, la vittoria di sabato è stata bella, in pieno stile Bagnaia: partenza ottima, primi giri aggressivi e poi gestione del vantaggio: chirurgico.
Ha provato a fare lo stesso domenica, non ci è riuscito e in qualche modo ha fatto il lavoro sporco per MM: ha tenuto dietro Ogura all’inizio, è stato davanti dal 2° al 16° giro. Poi MM e Ogura sono tornati su e lui ha finito terzo, quarto podio domenicale consecutivo, 7° posto in campionato a meno 13 da MM e a meno 53 da Bezzecchi.
Nel film Easy Rider – in cui peraltro i protagonisti sono due motociclisti – uno a un certo punto ascolta la storia di un lavoratore e gli dice: “Ognuno fa la sua cosa quando può, c’è da esserne fieri”. Bagnaia è tornato a fare la sua cosa, da qualche GP, ed è una bella cosa per chi guarda.
Dio che discorsi lunghi ho fatto sui primi tre. Sto scrivendo mentre sono in volo, lunedì, di ritorno a casa, nel frattempo in questo momento le 850 saranno in pista nel caldo di Brno. Mio proposito: vediamo di abbreviare di qui in avanti. Ah, c’è da parlare ancora un bel po’ però, per esempio di Martín, Bez, Acosta, Marini, Morbidelli e altri.
Acosta voto 7: ha fatto il massimo domenica, che era il 5° posto, poi all'ultimo giro la KTM lo ha lasciato a piedi. Sul momento si è ovviamente disperato, poi arrivato a parlare con i giornalisti ha detto che i problemi della moto sono cose che lui non può controllare. Era molto sereno. Il cambiamento è in arrivo (e anche gli annunci di tutto il mercato piloti arghhhh)
Diggia voto 7: forse poteva fare di più, anche il nuovo record all'ultimo giro della gara, 1'53.122. lo dimostra. Però oh, due quarti posti e tanti punti recuperati sulle due Aprilia. Terzo in campionato a meno 23 dalla vetta, cioè è lì.
Martín voto 6,5: dopo l'incidente di Balaton è arrivato in Repubblica Ceca ancora non perfetto, poi lui ha spiegato che ultimamente non si sente come a inizio stagione, quando il podio era sempre alla portata. Quinto nella Sprint, 9° in gara con due Long lap fatti: sempre a punti, che era quello che contava. Ha pure recuperato 12 punti a Bezzecchi e ora è a meno 8 dal primo posto
Álex Márquez voto ulteriore esempio che i piloti di moto sono speciali: camminava normalmente a vederlo, normalmente! Dopo quello che gli è successo a Barcellona. Cose che noi umani... poi al sabato dopo le qualifiche si è ritirato (ma era 14°, con otto piloti dietro, mica male). Intanto ha ripreso confidenza con la MotoGP, poi arriverà il resto. Era molto sorridente, bentornato!
Marini voto 8 per la capacità di spiegare: uscirà a breve su Moto.it e in video un'intervista che ho realizzato con Christian Pupulin, il suo capotecnico: spiega bene chi è e cosa fa Marini. Al di là del weekend in moto, che Marini ha definito positivo, con l'8° posto domenica (ma Mir 5°) se volete leggetevi le riflessioni di Marini sul caso Bezzecchi
"Ducati è una moto per vincere" voto 9: seconda vittoria domenicale consecutiva, quarta in totale (2 MM, 1 Diggia, 1 ÁM, avevo erroneamente scritto tre in una precedente versione). La frase in grassetto è di Marc Márquez, detta nel venerdì di Brno
Aprilia voto 9: è ancora probabilmente la miglior moto, anche se Ducati si è di nuovo avvicinata (o è MM a stare bene a fare questo effetto? Anche Bagnaia sta andando forte)
Accordo Case MotoGPSEG dove SEG sta per Sports Entertainement Group in attesa di valutazione: tutto, di fatto, deve ancora succedere. Al momento la MotoGP è uguale a se stessa, fatto salvo "il carretto passava e quell'uomo gridava piloti di MotoGP" alla domenica mattina, la sparizione dei warm up delle classi minori e l'introduzione delle Sprint.
Qualcuno dice "la sospensione a Bezzecchi" è un segnale della nuova proprietà che vuole creare spettacolo anche attraverso queste cose. Boh, non posso certo dire che sia vero. E così, con questo gancio arrivo a Bezzecchi e al doppio schiaffo al marshal dopo al caduta di sabato.
Per quanto riguarda il nuovo accordo vediamo che succederà da qua in avanti: Ezpeleta junior ha detto che secondo lui le Case debbono essere contento per l'accordo raggiunto, anche dal punto di vista economico.
Bezzecchi, il doppio schiaffo al marshal e tutto il resto: la scena è stata brutta e questo Bezzecchi lo sa benissimo. Il tema è che quando ci sono uomini che giudicano altri uomini una pena perfettamente giusta probabilmente non può esistere.
Una pena dovrebbe avere sempre due componenti: una punitiva e una educativa. È anche per questo che, in alcuni casi, si ricorre ai lavori socialmente utili o ad altre forme di restituzione alla collettività.
Nel caso di Bezzecchi e del doppio schiaffo al marshal, la pena scelta è stata la sospensione da un Gran Premio. Una pena che, a mio avviso, dal punto di vista punitivo è più efficace di una multa, anche molto elevata.
Provo a spiegare perché.
Ipotizziamo che Bezzecchi guadagni un milione di euro all’anno. Una multa da 100.000 euro rappresenterebbe il 10% del suo reddito.
Facendo una proporzione, per un lavoratore che guadagna 1.500 euro netti al mese, quindi circa 18.000 euro all’anno, sarebbe come ricevere una multa da 1.800 euro. Una cifra importante, senza dubbio.
Ma il paragone è comunque imperfetto. Un atleta che guadagna un milione di euro può continuare a costruire il proprio patrimonio anche dopo aver pagato una multa da 100.000 euro. Per molte persone che vivono con uno stipendio normale, invece, una perdita improvvisa di 1.800 euro può creare problemi concreti e immediati nella gestione della vita quotidiana.
Per questo considero la sospensione una sanzione più incisiva della multa.
C’è poi un secondo aspetto. Per un pilota professionista il bene più prezioso spesso non è il denaro, ma la possibilità di correre per vincere. E l’obiettivo principale di Bezzecchi, credo senza rischio di smentita, è vincere il Mondiale. Lo dimostrano anche le parole di suo padre Vito a Sky subito dopo il successo al Mugello: "Marco pensa solo a lavorare".
Se la conseguenza di un errore va a colpire proprio la rincorsa a quell’obiettivo, allora la pena diventa inevitabilmente più pesante e più significativa di una semplice sanzione economica.
Resta infine il lato educativo della questione.
Bezzecchi, visibilmente commosso, è andato personalmente a scusarsi con Ladislav, il marshal coinvolto nell’episodio. Un bel momento di riconciliazione. Ovviamente Bezzecchi sa di aver sbagliato e forse nella visione in tv e nella relativa presa di coscienza si esplica anche la parte educativa della pena.
Teoricamente una pena che riesce contemporaneamente a punire l’errore e a favorire una presa di coscienza è probabilmente la cosa più vicina che possiamo ottenere. Ci siamo riusciti - noi uomini di questo mondo e di questo tempo - in questo caso? Non lo so, onestamente.
Probabilmente lo capiremo meglio dalle prime parole di Bezzecchi e dal proseguo della sua carriera.
Ps: questo fatto mi ha ricordato la tesi che feci all’università, proprio sulle pene. In quel lavoro analizzai e incrociai il lavoro di Beccaria, “dei delitti e delle pene” e il progetto “Panopticon” di Bentham, un carcere con un solo controllore al centro e i detenuti disposti in celle di un edificio circolare