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Brno - Massimo Rivola, CEO di Aprilia Racing, ha commentato il giorno dopo la sospensione di Marco Bezzecchi dal GP di Brno, in seguito agli schiaffi dati a un commissario di pista. Il team aveva presentato ricorso contro la sanzione, ricorso che è stato respinto.
Hai parlato con Marco oggi, come sta? Pensi che questo possa influenzarlo per il proseguo della stagione?
"Credo che in questi momenti sia importante comportarsi da squadra unita, come abbiamo fatto anche purtroppo di recente con quello che è successo con Ogura. Ma credo che sia forte abbastanza, e con noi ancora di più, per rialzarsi subito e reagire alla grande. Domani fortunatamente torniamo in moto, quindi reagiremo"
Nella reazione di Marco, facendo lei un po' da portavoce visto che il pilota non parla, cosa le ha spiegato? C'era da una parte l'adrenalina che lo portava a fare quel gesto, ma anche la preoccupazione che la moto potesse rompersi o che si potessero far male delle persone?
"Sì, la verità è sì. Se guardate esattamente il filmato, lui era tranquillo, tra virgolette, camminava. Ha iniziato a correre quando ha sentito il motore che si era attaccato, anche perché la ruota stava girando esattamente a 165 all'ora, tirava pietre ovunque, e immaginate il commissario se la moto parte, dove lo raccogliamo. Detto questo, il suo gesto non è accettabile e basta. La sua reazione è stata data proprio dal 'la mia moto, sta succedendo una situazione di pericolo', ma ripeto, non è una giustificazione"
Pensavate che la penalità a Marco fosse troppo severa, dato che avete presentato ricorso?
"Innanzitutto, ancora scuse al commissario. In secondo luogo, siamo per la tolleranza zero, quindi va bene così e accettiamo la decisione. Il motivo per cui ci sentivamo di protestare è che in passato ci sono stati casi molto più leggeri ma comunque eclatanti, trattati all'acqua di rose, come quello di Aleix Espargaró con Morbidelli, che fu 10mila euro di multa e sei posizioni in griglia. Quindi il mio pensiero era che forse questa sanzione fosse un po' troppo severa. Volevamo vederlo correre: dategli una multa salata, dategli una grande penalità in griglia, ma fatelo correre, perché non era mai successo in passato. Detto questo, se questa è la strada da seguire, va bene, sono d'accordo. Tolleranza zero anche da parte nostra, e basta. Abbiamo stabilito un precedente che è bene seguire"
Vi pentite del ricorso, visto il messaggio che potrebbe mandare?
"No, perché alla fine devo proteggere la mia squadra e i miei piloti in qualche modo. Mi sarebbe piaciuto vederlo correre, non l'ho mai visto fatto in passato, e come ho detto in passato era stato fatto per casi simili ma più leggeri. Detto ciò, tolleranza zero anche da parte nostra, quindi va bene così"
Era sorpreso quando ha visto le immagini ieri?
"Sì, non per il primo schiaffo, perché stava salvando la moto, in un certo senso. Ma il secondo schiaffo, diciamolo chiaramente, non è accettabile"
Gestire le emozioni dei piloti deve essere difficile per lei come leader del team: tenere viva la passione ma anche calmarli e fargli vedere il quadro generale...
"Questi sono piloti che mettono tutto quello che hanno, col cuore, con tutto. E onestamente, per quanto possa sembrare stupido da dire, amo lavorare con piloti che danno tutto quello che hanno. Chiaramente abbiamo margine di miglioramento anche dal mio lato, nella gestione di casi come questi, ed è quindi una buona lezione anche per me"
Quando avete saputo dell'incidente? Ve l'ha detto Marco o qualcun altro?
"È stato un po' dopo la gara, ci hanno informato e mi hanno chiamato al box per dirmi cosa fosse successo. Marco all'inizio ha detto solo: 'Ah sì, ho spinto il commissario perché stava rompendo il motore', okay, dimenticando completamente la seconda parte. In quel momento il picco di adrenalina è... non è una giustificazione, ma un atleta di questo tipo di sport raggiunge picchi di adrenalina del genere, di nuovo: non è una giustificazione ma è un dato di fatto
Massimo, siete passati in pochissimo tempo dalla gioia assoluta del Mugello a due weekend da dimenticare. Come si serrano i ranghi, da capitano della nave?
"Guarda, come dico sempre: quando le cose vanno bene non siamo dei fenomeni, e dopo non siamo dei pirla. Dobbiamo solo lavorare senza guardare la classifica. Credo che abbiamo una moto competitiva, un gruppo di piloti forte, l'hanno dimostrato anche oggi, sicuramente dobbiamo crescere e dobbiamo fare i complimenti a Ducati, che ha fatto un salto in avanti, a parte le nostre disgrazie. Márquez faceva paura quando non stava bene, adesso che sta bene, figurati. Quindi questa è la situazione in cui ci troviamo"
Può essere che proprio da questa sconfitta così forte nasca la spinta per il mondiale? E se sì, come si gestisce questa situazione?
"È una buona domanda, nel senso che chiaramente quando lotti per qualcosa di importante hai più tensione. Da un lato mi fa piacere che sia così. Credo che anch'io, nel mio ruolo, abbia margine di miglioramento per riuscire a gestire i piloti, ma preferisco sia così. Preferisco avere piloti veri, persone vere che hanno questo tipo di reazione, anche se condanno la reazione, quindi non interpretate le mie parole. Ma sono questi i piloti che ci mettono qualcosa in più, ci mettono il cuore, ci mettono la testa, e io adoro questo tipo di piloti, anche se questa volta sono da condannare"
Massimo, cosa la preoccupa più in questo weekend: gli errori frequenti dei suoi piloti o Marc Márquez che vince due gran premi di fila?
"Prima di tutto penso che dobbiamo guardare a noi stessi. Penso che siamo preoccupati, se posso dirlo, della gara di Marco Bezzecchi. Penso che Marc sia una minaccia, sta facendo un grande lavoro, complimenti a lui e a Ducati. Penso che dobbiamo sistemare quello che non ha funzionato negli ultimi weekend, e poi possiamo essere di nuovo competitivi, come ho dimostrato anche questo weekend"
Ogura è un candidato al mondiale?
"Sono super felice per Ogura, penso che meriti di essere lì. Sono super felice di vederlo in pole position. Speravo nella sua vittoria, penso che la meriti, ma Marc è Marc. Quindi penso che ci saranno gare più combattute, magari con Ogura, Martín e Marco insieme, e anche Raul. Quindi è positivo avere più Aprilia. Quindi il pacchetto è forte, i piloti sono forti, forse troppo emotivi a volte, ma sta a noi gestirli, e mi prendo anche io le mie responsabilità"