MotoGP 2026. GP del Regno Unito a Silverstone. Jorge Martin riparte da leader del mondiale: "Incredibile essere in testa, ma so di poter essere più veloce"

MotoGP 2026. GP del Regno Unito a Silverstone. Jorge Martin riparte da leader del mondiale: "Incredibile essere in testa, ma so di poter essere più veloce"
L'89 sui rivali in campionato: "Al momento sento che siano più forti di me. Se riuscirò a ritrovare la mia velocità potrò lottare con loro, ma in questo momento sono ancora lontano"
6 agosto 2026

Jorge Martin si presenta a Silverstone dopo la pausa estiva come il leader del Mondiale, una posizione costruita con grande costanza e un ottimo avvio di stagione, nel quale ha conquistato cinque podi e due successi: la vittoria nella Sprint di Austin e quella nella gara lunga di Le Mans.

Dopo quel brillante inizio però, il pilota ha vissuto una fase più complicata, perdendo progressivamente il feeling con la sua Aprilia. Eppure è riuscito a presentarsi al giro di boa del campionato al comando della classifica.

Lo spagnolo ha ammesso di non spiegarsi come ci sia riuscito, ma ha chiarito che il suo obiettivo in questo momento è ritrovare le buone sensazioni e la fiducia sulla moto.

Ecco le sue parole ai giornalisti inglesi:

Perché non eri a Londra (alla conferenza stampa, ndr) come leader del Mondiale?

“Onestamente non volevo dormire a Londra questa notte, quindi ho preferito essere già in pista. Per il resto dovete chiederlo a qualcun altro”

Ti senti più positivo dopo la pausa estiva?

“Penso che sia proprio nei momenti difficili che si capiscano davvero le cose. Nella prima parte di stagione abbiamo raccolto informazioni molto importanti. Dopo Barcellona abbiamo perso un po' la direzione perché sono caduto sette volte e questo ti fa perdere fiducia. Abbiamo iniziato a modificare molto la moto e questo non mi ha aiutato. Ora credo di aver capito dove ero veloce e quale fosse la combinazione giusta di setup. Per la seconda parte della stagione tutto è molto più chiaro”

È curioso che tu sia ancora leader del campionato dopo aver perso la direzione...

“È incredibile. Non capisco nemmeno io perché sia in testa al Mondiale. Ho fatto vari podi, credo cinque, e anche molti podi nelle Sprint. Però ci sono state gare in cui ero molto indietro, con Long Lap e risultati davvero brutti. Alla fine però porto sempre a casa punti e finisco sempre le gare, ed è questo il motivo per cui sono ancora leader. Al momento sento che i miei rivali siano più forti di me. Devo continuare a migliorare, questo è il mio obiettivo. Se riuscirò a ritrovare la mia velocità potrò lottare con loro, ma in questo momento sono ancora lontano”

È soprattutto una questione di fiducia?

“È una questione di capire la moto, di capire cosa mi serve dalla moto per essere veloce. Quando ho fiducia e velocità posso lottare per la vittoria, altrimenti sono distante”

Se dici che gli altri sono più veloci, dove pensi di meritare di essere in classifica?

“La mia prestazione mi porta comunque al primo posto, quindi evidentemente devo capire cosa stanno sbagliando gli altri. Per me questa moto è completamente nuova, anche il team è quasi nuovo e l'anno scorso praticamente non ho corso. Sto già facendo molto più di quanto mi aspettassi, ma so di poter essere molto più veloce. Il mio potenziale non devo dimostrarlo a nessuno, mi serve soltanto più fiducia”

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Hai pensato alla classifica durante le vacanze?

“Onestamente non so nemmeno quanti punti ho. Non so chi sia secondo o terzo e non mi interessa. Durante la pausa non ho pensato alle moto, ero completamente disconnesso. Mi concentro solo sul guidare e, se a fine stagione avrò la possibilità di lottare, ci proverò”

I cambiamenti fatti dopo i test vi hanno creato confusione?

“Si. Dopo Barcellona ci siamo confusi parecchio. Al Mugello sono arrivato secondo, ma non avevamo un buon feeling. Abbiamo iniziato a rincorrere qualcosa per essere più veloci e invece siamo diventati più lenti. Credo che adesso torneremo alla nostra base e penso che funzionerà”

In che senso il team è ancora nuovo per te?

“È un insieme di fattori. Con il mio ex capotecnico Daniele abbiamo lavorato insieme quattro anni in Pramac e sapevamo perfettamente come reagire quando la moto faceva una determinata cosa. Adesso, invece, quando la moto presenta un comportamento particolare proviamo diverse soluzioni: a volte funzionano, altre no. Ci servono più giorni, più informazioni. Mi piacerebbe fare un test, ma non abbiamo tempo. Così utilizziamo i venerdì quasi come fossero dei test, provando tante cose e anche componenti nuove per migliorare il pacchetto”

Hai ritrovato completamente la fiducia nel tuo fisico?

“Quando mi alleno mi sento veloce come sempre, quindi non è un problema di velocità. Credo che ci sia semplicemente qualcosa sulla moto che non funziona per me. Si vede che gli altri piloti Aprilia sono molto forti e io sto perdendo qualcosa. Ho piena fiducia in me stesso, mi serve soltanto il tempo per capire quale sia il pacchetto migliore e poi sfruttarlo”