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Seconda vittoria in MotoGP per Raul Fernandez, che i suoi due successi li ha ottenuti su due piste iconiche: Phillip Island nel 2025 e, appunto, Silverstone adesso.
Quale occasione migliore di pubblicare un'intervista esclusiva con il talento spagnolo classe 2000 di questa? Un pilota che ha iniziato ad andare in moto tardi, ma che poi è riuscito a recuperare e ad arrivare a essere uno dei 22 migliori al mondo. Questa è la sua 5ª stagione in MotoGP.
Il pilota Aprilia Trackhouse ha ripercorso il rapporto con Massimo Rivola e Davide Brivio. Quando abbiamo realizzato questa intervista (un mesetto fa in Germania, durante il GP al Sachsenring) Raul e Trackhouse non avevano ancora ufficializzato il rinnovo biennale, ufficializzazione che è arrivato a inizio agosto.
Qual è per te il contrario della parola paura?
"Guidare una MotoGP!"
Tu hai iniziato a guidare la moto molto tardi (a 11 anni, ndr). Quando pensi di aver recuperato il gap che avevi con gli altri piloti?
"Questo è difficile, perché è vero che ho iniziato abbastanza tardi, però ho iniziato direttamente nella categoria della mia età, forse sì, ho iniziato un po' in ritardo, però sono andato direttamente dove dovevo andare"
Al Mugello, dopo la vittoria nella Sprint, hai detto che era il momento più bello e più difficile della tua vita. Perché?
"Più bello perché ho vinto, con fiducia, con la mentalità chiara di farlo, però difficile perché avevo una situazione difficile, più a livello personale che professionale. Per quello l'ho detto, era quello che sentivo in quel momento. Ho ringraziato tanto la mia famiglia perché sono sempre lì quando mi manca qualcosa"
Hai altre passioni oltre alla moto?
"Sì, tutti gli sport mi piacciono tanto. Mi piace tanto giocare a padel, fare bici, tutti gli sport che si possono fare. Mi piace anche la Formula 1, mi piace vedere supercross, motocross, se posso lo faccio. Il supercross è quasi impossibile, però mi piace tanto vederlo, e il tennis lo gioco, ma mi piace anche vederlo. Sono un appassionato di sport"
Dove vivi?
"Andorra"
Hai mai lavorato con uno psicologo?
"Sì, a volte"
In cosa ti ha aiutato?
"Più che per qualcosa a livello professionale, ho lavorato a livello personale, perché sono capace, quando mi metto la felpa della squadra, di essere molto professionale. Il problema è che tante volte il mio problema è il contrario, cioè che porto a casa i problemi della pista e non so separarli. Per imparare a separarli ho lavorato con uno psicologo. Normalmente la gente lavora perché un problema della vita influisce nello sport, per me era diverso, perché io portavo a casa il problema dello sport"
In questi anni in Aprilia, cosa ha significato per te Massimo Rivola? È uno che ti ha dato tanta fiducia, no?
"Sì, fiducia. Lui mi ha aiutato soprattutto quando ho finito la Moto2, si è sempre impegnato per portarmi in Aprilia, anche se il primo anno ero abbastanza legato alla KTM (il primo anno in MotoGP, 2022, Raul lo ha corso con il team satellite KTM, ndr). Lui è stato una persona importante perché è stato il primo ad avere fiducia nel portarmi in Aprilia, e devo dire che anche quando il progetto non era come adesso, si è impegnato a venire qui, a restare focalizzato, a portare questa moto al massimo. È un rapporto che non ho avuto la possibilità di sfruttare lavorando con lui direttamente, però è sempre stato vicino a me"
Si nota un po' di rivalità tra te e Jorge Martin, siete rivali? Entrambi di Madrid...
"No, con tutti siamo rivali. Alla fine siamo tutti lì per lo stesso sogno, e questa domanda è legata a quello che è successo a Barcellona (quest'anno, quando Raul ha provocato la caduta di Martin in gara, ndr), però non mi piace entrare in queste cose, fa parte dello sport, può capitare. Per quello dico che non cambia niente, Jorge lo vedo come un professionista, un campione del mondo, come tutti quelli che stanno giocandosi la pelle in pista"
Se tu potessi andare a cena con una persona famosa - un'attrice, un attore, un politico, un cantante, uno sportivo, vivo o morto - chi sarebbe?
"Nadal. Rafa Nadal, per com'è stata la sua carriera, tutto. Adesso hanno fatto un documentario su Netflix incredibile, sì, andrei con Nadal"
Davide Brivio ti ha descritto così: "Esplosivo, istintivo, ma da tenere sotto controllo", che ne pensi?
"(Ride, ndr) Forse da tenere sotto controllo perché quando lui è arrivato eravamo in un momento in cui la moto non era come adesso, un progetto abbastanza giovane, è arrivato in un momento in cui la squadra iniziava in MotoGP, era tutto giovane, siamo giovani, persone che hanno 20-25 anni e stanno guidando la miglior moto del mondo. A volte manca una persona che ti aiuti a gestire qualche emozione. Per me il 'sotto controllo' è che a volte dobbiamo calmarci, perché sono molto impegnato a fare sempre tutto perfetto, e dobbiamo sapere che è uno sport dove si deve dimenticare l'errore"
"Mi portavo a casa i problemi della pista, uno psicologo mi ha aiutato a separare le cose"
Dimmi se sbaglio, ma uno dei limiti che puoi aver avuto in questi anni in MotoGP era il fatto che, pur essendo molto veloce, volevi fare le cose troppo perfette, e questo era un po' un problema...
"Forse sì, forse no, questa è una domanda che puoi fare più a chi lavora con me, perché se te lo spiego io sembra che non sono critico, o che lo sono troppo, non so come spiegarlo"
Tu sei un pilota che ha vinto gare in MotoGP, che è il livello massimo.
"Sì, sì"
Hai vinto la prima gara l'anno scorso, quest'anno hai fatto delle gare meravigliose...
"Sì, però anche l'anno scorso, era la prima volta che avevamo una moto così competitiva, la squadra era pronta per lottare, prima era più il team factory ad essere competitivo, finché non è arrivato Davide Brivio in Trackhouse non era tutto perfetto per vincere""
La squadra è migliorata tanto con l'arrivo di Davide?
"Sì, la connessione con Aprilia, tutto è migliorato. Non è la stessa squadra, e io non sono lo stesso pilota del 2023-2024"
Siete in otto vicini al leader del campionato, che è Martin. Ti senti in lotta per il titolo o no?
"Io sono giovane, sono una persona che sta sfruttando tanto il momento di guidare adesso la moto. Come abbiamo detto, ci sono stati 3 anni in cui i risultati sono stati in difficoltà, perché sappiamo che la MotoGP è difficile. Voglio godermi questo momento in cui siamo. La pressione o la lotta per il mondiale deve essere per i piloti factory, credo, non per Ai, non per me. Noi siamo lì, ma anche perché loro hanno fatto tanti errori, però ancora non credo che noi siamo i veri contendenti. Sono più Marco, Martin che hanno l'esperienza, Marquez, forse posso dire anche Di Giannantonio che è la seconda Ducati, Pecco. Noi siamo quelli che a volte rompano un po' le scatole a chi si gioca il titolo"
Ultima: costruiamo il pilota ideale della MotoGP. Miglior frenata?
"Pecco o Fabio"
Miglior cambio di direzione?
"Lorenzo"
Miglior percorrenza in curva?
"Lorenzo, o posso dire anche Martin"
Miglior giro secco?
"Marquez"
Pilota più completo?
"Marc e Valentino"
Miglior passo gara?
"Per me Valentino, andava sempre di meno, ma vinceva"
Qual è la tua miglior qualità come pilota?
"(lunga pausa di riflessione, ndr) Non lo so, forse... non è proprio una qualità, forse a volte è anche quello che non aiuta, sono una persona che vuole sempre di più"
L'ambizione?
"L'ambizione, sì, sempre voglio di più"
"Finché non è arrivato Davide Brivio in Trackhouse non era tutto perfetto per vincere"