MotoGP 2021. Il GP di Valencia. Valentino Rossi: "Cambierei il 2015: ho perso non per colpa mia"

MotoGP 2021. Il GP di Valencia. Valentino Rossi: "Cambierei il 2015: ho perso non per colpa mia"
Francesco Bagini
Il pilota di Tavullia sorride al termine del suo ultimo GP della carriera in MotoGP: "Era facile arrendersi dopo aver annunciato il ritiro, ma nessuno l’ha fatto. E’ stata la migliore gara della stagione". L'ultimo giro? "Ho cercato di non pensare che era l'ultimo"
14 novembre 2021

Valentino Rossi ha chiuso il suo ultimo GP al decimo posto.

Non solo davanti ai compagni di Marca Franco Morbidelli e Andrea Dovizioso, che avrebbero anche potuto avere un certo 'riguardo' nei suoi confronti, ma anche ad Alex Marquez, Maverick Vinales e a tre Ktm: "A Portimao con i miei tecnici ci siamo detti: a Valencia dobbiamo dare tutto".

Rossi si era classificato nella 'top ten' nel 2021 solo altre tre volte: Mugello (decimo), Austria (ottavo) e Misano2 (decimo).

Valentino, che weekend è stato?

"Molto speciale. Ero un po' preoccupato, non sapevo come mi sarei sentito, se sarebbe stato possibile mantenere la concentrazione. Ma è stato un grande fine settimana, fin da giovedì, con tante sorprese".

Quali le più sorprendenti?

"Non mi aspettavo di vedere i miei piloti con i miei caschi e le mie 9 moto con cui ho vinto il titolo esposte nel paddock. Mi è piaciuto anche ricevere grande rispetto da tutti i piloti, anche in conferenza stampa giovedì, e da tutta la gente del paddock: non è così normale".

E arrivare decimo è stata un'altra sorpresa?

"Prima di tutto, abbiamo lavorato bene con la squadra e la moto era migliorata in FP3. Da sabato a domenica abbiamo fatto passi avanti ulteriori, ieri Pecco mi ha aiutato a stare nei primi 10 e da lì puoi fare un’altra gara. Oggi avevo le motivazioni come se mi stessi giocando il titolo: l’ultima gara è molto importante, non la dimenticherai mai. E’ stata dura mantenere la concentrazione, ma ho guidato bene, non ho fatto errori, è stato fantastico. Ho chiuso la mia lunga carriera con i migliori dieci del mondo: potrò dire a lungo di aver finito nei 10. Nei box alla fine c'era tanto casino, era una sensazione che mi mancava".

Come vedi il 2022 per i tuoi piloti?

"Il prossimo anno avremo quattro ragazzi in MotoGP. Spero che uno di loro, credo Pecco, ma anche Franco, possano lottare per il titolo. Possono diventare delle super star della MotoGP".

Che stagione è stata?

"Nelle ultime gare abbiamo migliorato tanto la moto, abbiamo lavorato bene con David e Matteo. E’ stato un anno difficile, cruciale per decidere se continuare o meno, ma i risultati non arrivavano. Era facile arrendersi dopo aver annunciato il ritiro, ma nessuno l’ha fatto. E dopo Portimao non volevo arrivare ultimo qui. E’ stata la mia migliore gara della stagione".

Due parole per descrivere la tua carriera.

"Divertente e molto competitiva".

Non hai pianto nemmeno un momento oggi?

"Lo farò stasera, vi manderò un video (ride, n.d.r.). Ero un po' preoccupato per questa ultima gara, invece, è finita nel mio stile, in allegria. Hanno provato in tutti i modi a farmi piangere, ma non ci sono riusciti. E' stata una bella festa, mi sono trovato bene: magari smetto anche nel 2022...".

Ti mancheranno i gran premi?

"A parte gli scherzi, sono contento che sia finita, anche se adesso vedo ancora il GP di oggi come l’ultimo dell’anno, non della carriera. Lo capirò meglio a marzo. Ho sperato di vincere il decimo titolo, ma non posso lamentarmi dei miei risultati. Se mi fossi impegnato all’inizio come alla fine, forse, avrei vinto ancora di più".

Ai box è venuto pure Ronaldo a salutarti.

"Lui è il mio idolo, al di là degli sportivi del motore, lui è il mio eroe. Ronaldo mi ha dato quello che io ho dato agli altri, ho capito di più con lui cosa vuol dire 'stare dall’altra parte'. A proposito di tifosi: il mio sogno è sempre stato quello di buttarmi nella folla come fece Jim Morrison a Los Angeles nel 1978. Volevo farlo al Mugello ma avevo paura di sparire e che non sarei mai più tornato...".

All’ultimo giro cosa hai pensato?

"Ho cercato proprio di non pensare che era l’ultimo giro, ho pensato pochissime volte durante la gara che era l’ultima. E’ stata una grande prova psicologica. La moto alla fine andava piuttosto bene, con meno benzina entravo forte in curva. Ho fatto di tutto per stare davanti a Franco, potrò sempre rinfacciargli che finché c’ero gli sono stato davanti".

Cosa non rifaresti in pista?

"Tornassi indietro rifarei il week end di Valencia 2006: mi sarei preparato meglio e magari non sarei caduto. Nel 2015 invece ho fatto tutto quello che dovevo, ma non è stata colpa mia se ho perso. Quello è il rimpianto più grande. Nel 2006 ci poteva anche stare, venivo da tante vittorie di fila, ci può stare di perdere. Nel 2015 sarei arrivato a 10 allori, avrei allungato la mia carriera di campione del mondo di sei anni. Finire così ha fatto male".

Nelle competizioni a quattro ruote in futuro proverai le stesse sensazioni?

"Oggi era la mia ultima gara con la MotoGP: la cosa che mi dà più gusto è fare il pilota di MotoGP, ho voluto farlo fino alla fine. Da una parte sono contento di avere più tempo libero e correre in macchina lo volevo fare da tanto tempo".

Sei triste?

“Alla vigilia pensavo di essere tristissimo e disperato a fine GP. Ora è un po’ una sorpresa essere così contento. Non è come vincere una corsa o un campionato, ma mi sono divertito, è stato bello, me la sono goduta come avessi vinto un mondiale”.

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