MotoGP 2026. Rins torna sul passato: sfiorò la Ducati con Gresini

MotoGP 2026. Rins torna sul passato: sfiorò la Ducati con Gresini
Il catalano, oggi in Yamaha, rivela che nel 2023 ricevette la proposta di Gresini Corse. Non la colse perché Honda gli aveva promesso un trattamento da ufficiale in LCR. E non fu una scelta per soldi
13 febbraio 2026

Alex Rins, pronto alla terza stagione con Yamaha, guarda al passato in una intervista con un sito catalano (lesportiudecatalunya) e ha dei rimpianti da ammettere: oggi avrebbe potuto, forse, essere in un'altra squadra e con una moto più competitiva. Scelse la Honda nel 2023 e adesso rivela: perse il treno Ducati, aveva una proposta di Gresini Corse e non la colse.

Ricorderete i tempi: l'improvviso stop di Suzuki colse tutti di sprovvista, Alex saltò sulla Honda di Cecchinello nel team LCR, conquistò quell'incredibile vittoria ad Austin poi si fece male al Mugello: tibia e perone, doppia brutta frattura. Era all'ospedale quando si accordò con Yamaha, non ritrovò mai la forma, la prima stagione fu amarissima.

Ora rivela che Honda non era l'unica opzione del 2023: c'era anche la Ducati di Gresini Corse.

"Scelsi Honda perché mi era stato offerto un trattamento uguale a quello dei piloti ufficiali, lo stesso materiale di Mir e di Marc Marquez. Invece con Gresini, a quei tempi, il supporto diretto della fabbrica non c'era. Non fu assolutamente un tema economico, i soldi non contarono".

Poi, dice Rins, Honda non mantenne tutti gli impegni e così un anno dopo era già in Yamaha, con la M1 che non era in grado di vincere ma poteva diventarlo. "Finora non abbiamo ottenuto dei grandi risultati -conclude- ma con la nuova V4 ci proveremo".

MotoGP 2026. Jorge Martin saluta Aprilia e si mette in Yamaha (con Pecco Bagnaia!) [VIDEO]
Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese
MotoGP 2026. Lorenzo Savadori sulla nuova RS-GP: “La moto è nata bene. Ora aspettiamo conferme in Thailandia”
MotoGP. Casey Stoner smonta il mito della difesa del titolo: “Non ho mai difeso un campionato, il mio più grande rivale ero io stesso”