Franco Gasparri, il divo dei fotoromanzi anni Settanta

Franco Gasparri, il divo dei fotoromanzi anni Settanta
Non è una storia inedita, ma Giovanna Cavalli sul Corriere di giovedì 12 l'ha riportata alla ribalta con delicatezza: quella del romano Franco Gasparri, il bello di 400 fotoromanzi degli anni Settanta, assediato dalle ragazze. Che a 31 anni rimase paralizzato per un incidente con la moto. Il fratello: "non lo sentii ma lamentarsi"
13 febbraio 2026

Franco Gasparri fu anche un attore dei cosiddetti "poliziotteschi", protagonista di una trilogia nei panni di Mark il poliziotto. Il padre era un apprezzato cartellonista cinematografico, disegnò i manifesti per molti film famosi. È il fratello minore -sedici anni in meno, Franco all'anagrafe mentre il maggiore era Gianfranco- a raccontare il "suo eroe" sul Corriere della Sera di giovedì 11 febbraio. Con quell'epilogo drammatico: l'incidente sul grande raccordo anulare, dalla dinamica mia chiarita.

"Era un grande appassionato di moto, ne aveva più d'una e amava soprattutto la Honda 750 Four. Ma quel giorno guidava una Kawasaki 900 Z1: gli era stata rubata, la trovarono e gliela restituirono. Non era imprudente, gli piaceva tirare ma non era un matto. E con il casco in testa non lo riconosceva nessuno e questo gli piaceva perché era timido. Non ha mai fatto il playboy, anche se le ragazze lo assediavano: era bellissimo, occhi verdi e capelli neri, quasi uno e novanta di altezza, sorriso perfetto...".

Ben 429 fotoromanzi della Lancio interpretati, 390 da protagonista. In quegli anni Settanta pochi ragazzi erano così desiderati dal pubblico femminile. Ma torniamo all'incidente. Era il 4 giugno del 1980.

"Era mattina presto, la troupe lo aspettava agli studi sulla Tiburtina. All'altezza di Settebagni Franco perse il controllo della moto. Non si è mai saputo se qualcuno gli avesse tagliato la strada, o lo urtò o se fece tutto da solo. Di fatto, fu molto sfortunato perché andò a colpire con il capo un paletto di sostegno del guardrail. Frattura tra la quinta e la sesta vertebra cervicale, restò paralizzato dal collo in giù, provammo in Inghilterra e poi in America ma non ci fu nulla da fare".

Il fratello precisa che da Franco non arrivò mai un lamento.

"Reagì come meglio non avrebbe potuto, mai l'ho sentito dire 'meglio se fossi morto', dimostrò una forza di volontà incredibile e piuttosto era lui a rincuorare noi, se ci vedeva tristi o preoccupati. Era molto coraggioso e diceva spesso: poteva andarmi peggio".

Franco faceva tanta fisioterapia, leggeva molto, ascoltava musica. Ma con il fratello minore andava anche a pescare e andava a vedere la partita allo stadio, con un minibus attrezzato. Passava tanto tempo con la moglie e le due figlie, Stella e Luna. Se n'è andato presto, a cinquant'anni, per infarto. Era il 28 marzo del 1999.

Una storia drammatica, che tuttavia in qualche modo rincuora. All'ultima domanda: le manca? Il fratello risponde: "Sempre. La nostra vita insieme è stata una magnifica avventura. Eravamo la famiglia perfetta".

Immagine: Milanocityrumors.it

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