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Intervista. Franco Picco: “Ecco il video del mio incidente alla Dakar!” 

Il campione veneto ci mostra in esclusiva i video che documentano la sua caduta durante la terza tappa. Franco però non cede e, con due ossa rotte, termina la Dakar al terzo posto nella Marathon

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Il pilota veneto Franco Picco è stato uno dei grandi protagonisti della 33esima edizione del Rally Dakar (Argentina-Cile-Peru). Se Cyril Despres ha conquistato gli onori della cronaca con un fantastico poker di vittorie, il centauro italiano ha fatto sognare il pubblico grazie a un’impresa degna dei tempi epici della Dakar africana. Paragonabile a quella di Hubert Auriol del 1987, quando il francese concluse la gara con entrambe le caviglie rotte. A ventisette anni dalla sua prima partecipazione, Franco ha preso il via alla Dakar in sella alla Yamaha WR450F dotata del kit da lui realizzato e ha conquistato il 45esimo posto nella classifica finale e la 3a piazza nella classe Marathon, riservata alle moto derivate di serie.
Picco probabilmente avrebbe vinto la classe, se non si fosse seriamente infortunato nel corso della terza tappa. Caduto su una pietraia, si è rotto una costola e un dito del piede, ma non ha mollato. Ed è arrivato sino alla fine.

Il video esclusivo. Picco riparte con due ossa rotte
Franco è un personaggio umile, tanto che siamo venuti a conoscenza quasi per caso della sua impresa epica. Durante il Motor Bike Expo di Verona, il pilota italiano mi ha infatti mostrato sul suo PC il video della caduta ripresa dalla sua telecamera Midland posta sul casco. Un video inedito, che vi mostriamo in esclusiva e che documenta in modo davvero realistico la grande botta presa da Franco. Che, lo ricordiamo, ha 56 anni, ma questo per lui è solo un dettaglio.
Di seguito vi mostriamo un video da non perdere, una sintesi della gara di Franco Picco, con la terribile caduta del terzo giorno:



Lo spirito cavalleresco sopravvive nella Dakar di oggi
Chiacchierando con lui, è emerso un altro lato romantico della Dakar “vecchia maniera”. Vale a dire la cavalleria tra motociclisti, che ti spinge ad aiutare il rivale in difficoltà.
Picco ha infatti attraversato il guado maledetto che ha affogato la moto di Filippo Ciotti subito dopo quest’ultimo (vedi il video di Peterhansel che in auto tampona la moto di Ciotti, mandandola sott’acqua). Ma non ha proseguito la sua corsa, si è fermato e ha prestato il suo aiuto a un Ciotti in palese difficoltà. Franco è ripartito dopo diversi minuti (il tutto è documentato dal nostro video, un’altra esclusiva che ci ha regalato il simpatico campione veneto), solo quando la moto di Filippo Ciotti ha ripreso a funzionare.



Le Dakar di Franco Picco
Picco ha corso la Dakar 2012 anche nella veste di guida del Franco Picco Racing Team. Ha cioè guidato sei clienti italiani appassionati di off-road che hanno potuto fare affidamento sull’assistenza tecnica della sua squadra, appoggiata tra l’altro da Yamaha Motor Italia. Franco Picco ha terminato nel 2012 la sua 19esima Dakar (in precedenza ha corso 10 edizioni su due ruote, 6 in auto e 2 su camion assistenza).
Franco ha esordito nella Parigi-Dakar del 1985 quando conquistò un eccellente terzo posto assoluto finale in sella a una Yamaha TT 600. Il pilota veneto ha ottenuto anche due secondi posti assoluti alla Dakar sempre con la Yamaha Ténéré 750. Sue anche due vittorie al Rally dei Faraoni.

La nostra intervista
45esimo assoluto, davanti a tanti avversari motivati e allenati. Franco, ma la tua non doveva essere una passeggiata? Sei tornato a correre, ottenendo un risultato strepitoso!
«E’ una gara in cui, se vai piano, fai più fatica. Devi avere un bel passo e l’esperienza gioca a tuo favore. Ho fatto una caduta in cui mi sono fratturato un piede e le costole. Questo mi ha impedito di migliorare il risultato dello scorso anno. Mi sono dovuto accontentare del terzo posto nella Marathon, quando invece puntavo a vincere la categoria. Due anni fa avevo vinto infatti. Comunque è importante arrivare in fondo».

Che allenamento hai fatto a casa?
«Sono sempre sulla moto anche a casa grazie al mio lavoro. Faccio poi tanta bicicletta. Ma non ho più fatto un allenamento particolare come 20 anni fa, quando partivo per vincere. Partire tranquilli ti fa consumare meno energia». 
 

Franco Picco motoit (9)
Franco Picco in gara

Raccontaci questa edizione, da molti descritta come durissima.
«Abbiamo attraversato tre nazioni e ogni paese ha voluto dimostrare di essere all’altezza con tappe durissime, non abbiamo mai avuto momenti in cui tirare un po’ il fiato in gara. È stata molto faticosa».

Che tipo di assistenza hai avuto in gara?
«Nella Marathon parti con la moto di serie, che viene punzonata. Il punto di domanda grosso è il motore: ogni giorno ho cambiato olio motore e filtro dell’aria, che nel mio kit è ben riparato. Quindi direi che è andato tutto bene e la WR-F 450 si è confermata una gran moto».

Il budget per la Dakar è impegnativo. Come hai coperto tutte le spese?
«E’ sempre questione di sponsor. La Dakar fa notizia e tra amici e conoscenti riesci a raccogliere i soldi per correre. La moto poi ti resta e la usi per altre gare. In totale 30.000 euro ci vogliono tra iscrizione e spese vive».
 

La Dakar è diventata un enduro estremo di 14 giorni! Una volta si partiva piano e poi a metà corsa arrivavano le difficoltà. Quest’anno la gara è stata dura dal primo all’ultimo giorno

Ti piace correre in Sud America? Cosa ti manca della vecchia Dakar?
«Le gare africane le ho fatte 20 anni fa e le ho seguite anche in auto. C’era molto più deserto, i posti erano da navigazione aperta. Oggi la gara è completamente diversa, nelle prime edizioni i percorsi erano monotoni e poco selettivi. Oggi si conoscono meglio i tracciati, è diventato un enduro estremo di 14 giorni! Una volta si partiva piano e poi a metà corsa arrivavano le difficoltà. Quest’anno la gara è stata dura dal primo all’ultimo giorno, con enduro anche estremo, e meno navigazione. In certe zone guardavi poco il road book e ti affidavi alle tracce in terra. Una volta c’era più navigazione, oggi più difficoltà tecnica».

Cambieresti il nome alla Dakar?
«No, oggi è mitica e va bene così. Le gare estreme durano mezza giornata (Erzberg, Hell’s gate eccetera), la Dakar sono 14 giorni di fatica e navigazione. Oggi in Sud America c’è tanto seguito, i Paesi pagano pur di avere la gara e quindi ci sono dei vantaggi a correre in questi Paesi, dove il pubblico è davvero numeroso».

Che effetto ti fa vedere i camper e tante comodità per gli ufficiali ai bivacchi?
«E’ vero, sono cambiate tante cose. Io sono ancora in tenda, per questioni di budget. Io corro anche per portare i miei clienti e per sperimentare il kit da rally che produco. Quindi cerco il lato economico migliore: il minimo indispensabile per avere assistenza. Non propongo il camper, le cifre andrebbero alle stelle. Ogni cosa in questa gara costa e tanto. Persino mandare un fax».

Il parere di un esperto come te su Coma e Despres: come riescono a fare il vuoto dietro di loro? Nessuno pare in grado di competere con questi campioni.
«Capirlo è difficile! Hanno un ritmo alto, alimentato dalla loro rivalità. Sono i più bravi a leggere e andare forte. Anche quando non vincono sono sempre tra i primi e vincono pure partendo per primi, senza seguire le tracce. È una dote incredibile, colpo d’occhio sulla strumentazione e via a gas aperto. Oggi sono 4 a 3 per Despres, forse Coma l’ha persa per avere cambiato un motore in più».

Non credi che sarebbe bello vedere in corsa moto di serie? Come i G/S, le XT e le Africa Twin di una volta. Moto meno esasperate e più robuste. Cosa ne pensi? Non crescerebbe ancora l'interesse delle Case e degli appassionati?
«Non sarebbero adatte per i terreni che ci fanno fare. Pensa che oggi i percorsi sarebbero inadatti anche alle agili 690. Il 450 è perfetto, leggero, agile da girare. C’è stato il 50% di ritiri quest’anno, e sono ancora pochi. Moto più pesanti non andrebbero da nessuna parte».

I tuoi coscritti passano alle auto e tu “giochi” ancora con le moto?
«Ho trovato le auto più affaticanti, dico sul serio. In moto sopperisci col fisico allenato, in auto no. Certe discese in moto le faccio con una certa paura, in auto o camion sarebbe ancora peggio, non le farei proprio».

Raccontaci un episodio.
«Partiamo dal presupposto che in gara io cerco di dare una mano agli altri, sperando che al momento del bisogno mi torni indietro. Ho aiutato Ciotti in un paio di occasioni. La sua moto perdeva qualche colpo di motore, gli ho fatto cenno di spegnere le luci e dopo lui mi ha ripassato a cannone. La batteria si stava scaricando e togliendo i fanali, la moto è ripartita subito. Sono i segreti del mestiere di uno come me, che ha fatto tante Dakar. Un altro episodio riguarda la mia caduta, su un sasso non visto. Mi sono rotto una costola sugli strumenti e il piede sulle pietre. Ma la moto non si è fatta nulla e sono potuto ripartire. Devo ringraziare anche la Gaerne, dato che lo stivale ha protetto davvero bene il piede!».

Conta di più la testa o il fisico?
«La testa è importante, oggi comincia a mancarmi un po’ il fisico. Bisogna tener duro e andare avanti. Mi sono riempito di antidolorifici per proseguire dopo l’incidente. È importante anche mangiare bene e tanto!».

Segui una dieta particolare?
«Tanta pastasciutta e poi moltissime barrette energetiche. Avevo fatto una bella scorta in Italia prima di partire, e mi sono servite tutte! Bere e mangiare in gara è importante».

Franco, di cosa ti occupi ora?
«Di viaggi e moto. Preparo le moto per affrontare i rally. E organizzo viaggi nel deserto. Do una mano ai miei clienti. Se uno vuole andare sul sicuro, gli offro tutto il mio supporto nei rally. A 45 anni avevo mollato, ma oggi a 56 anni i rally mi tengono vivo e sono felice di correre ancora».

L’anno prossimo tornerai a correre?
«Durante la gara dicevo basta, basta, basta. Ma la prossima sarà la mia 20esima Dakar, come faccio a dir di no? Devo trovare i classici aiutini e poi vedrò di esserci».

Grazie!
«Grazie a voi, alla prossima!».  
 

Andrea Perfetti


03/02/2012

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono stati inseriti 32 COMMENTI. Commenta »

  • 1. inossidabile

    Sei un grande Franco!!!!Uno degli ultimi dakariani doc !!!

  • 2. grande uomo

    un pilota eccezzionale forza Franco!!!!!

  • 3. Complimenti

    Complimenti per il tuo spirito sportivo ed umano !

  • 4. TANTO DI CAPPELLO!!!

  • 5.

    grandissimo franco!

  • 6. che motociclista!

    un pilota con tante palle che mi chiedo come fanno a starci sulla moto..
    gli hanno fatto una sella speciale?

    Vai Franco! l'anno prossimo so chi tifare alla Dakar!

  • 7. Un uomo vero

    Bravo , sei un'uomo vero. Grande rispettp ed ammirazione.

  • 8. iron picco

    grande

  • 9. CHAPEAU!!!!!

    Grandissimo Franco.......oltre la pastasciutta sonta anche le luganeghe e i goti!!!!

  • 10. GRANDE! GRANDE! GRANDE!

    QUESTO è IL VERO SPIRITO CHE DEVE AVERE UN MOTOCICLISTA!!!
    SEI UN ESEMPIO E AL GIORNO D'OGGI QUESTI ESEMPI VALGONO PIU' DELL'ORO!!!
    QUANTI PERDEREBBERO 15 MINUTI DI GARA PER AIUTARE UNO IN PANNE, ANCHE SE QUESTO è UN TUO AMICO....

  • 11. Franco

    E' stato un piacere conoscerti, sei un grande .
    Ci vediamo presto !!!

  • 12. Sei un esempio per tutti!

    Franco sei veramente un mito,ti seguivo quando battagliavi con gli altri mitici e vederti oggi ancora in moto mi fa un immenso piacere.Il fisico come dici tu incomincia a faticare,ma la testa conta di più!! Credo che tutti noi appassionati praticanti vorremmo essere come te. Grazie Franco continua così!!

  • 13. E un onore.....

    ......averti conosciuto di persona nel lontano 1992 al Rally dei 7 Guadi in quel di Pagnacco (UD). Che bei ricordi e che belle foto.... eri in sella alla Gilera 600 RC "rally".
    Grande Franco, sei un esempio per tutti!

  • 14. Hehehehehe......

    FRANGO PIGGO BAMBER-UAN !! hehehe

  • 15. UN VERO DAKARIANO !!!! SEI SEMPRE IL "MITO" dell

    Con i tuoi consigli sono arrivato a disputare le mie due Dakar.
    Visto che tu sei ancora così in forma e certamente ne farai ancora …. devo riuscire a farne un'altra, e questa volta assieme a te!!
    Il tuo esempio mi da fiducia e mi fa sognare di poter avverare un'altro sogno.
    BRAVO FRANCO !!
    P.S.: CHE EMOZIONE VEDERE LE IMMAGINI FILMATE IN GARA DALLA MOTO, MI RIAFFIORAVANO I RICORDI DEI PANORAMI ARGENTINI DEL 2009…. E CHE ADRENALINA VEDERE IL TUO TUFFO …...

  • 16. Maestro

    Un vero maestro di vita e campione dello Sport. Complimenti....

  • 17. grandi e pensare che

    ....quando fanno le presentazioni di match calcistici tendono a chiamare i calciatori guerrieri nelle arene....leoni che lottano ecc ecc.....poi sui tg la dakar il cross e altri sport veramente fatto da uomini veri vengono limitati in 10 secondi di notizia o neanche quelli......
    onore a voi grandi piloti di ogni eta' onore a te franco!!!

  • 18. Grande Pilota Grande Uomo

    Grande Franchino, tosto e gajardo!
    Con te i miei sogni sono diventati realtà. Sei un mito e seguirti ovunque è un onore......certo seguirti è un problema perchè di gas ne dai sempre tanto!!!! Yamaha grande moto.....con te ancora di più..... . Yalla yalla

  • 19. Dakar spettacolare

    Grazie per i video e l'intervista. Veramente emozionante. La Dakar resta la gara più eroica e spettacolare al mondo.
    Appena riesco a raccogliere 30 000 € vengo alla Dakar con la tua organizzazione. Continua così Franco. Complimenti.

  • 20. Lo spirito motociclistico e sportivo..

    ormai rimangono patrimonio di pochi; tutto è diventato business e quantificato in €.
    Per fortuna che esistono ancora atleti così, che non riescono a lasciarti lì in panne ma "sprecano" il proprio tempo duramente guadagnato durante le tappe.
    E nessuno (se non moto.it ) che ti mette a conoscenza di questi gesti dettati dal cavallerismo e dal cuore che andrebbero documentati sui libri di scuola per i giovani.
    Grande Franco, complimenti.

  • 21. Ammirazione

    Ho comprato da Picco la mia prima yz125... Avevo 14 anni era l'ormai lontano 2000, non avevo nessuna esperienza... Oggi a 25 anni sono ancora un crossista, ma posseggo anche un r80gs ed ogni volta che salgo in sella non mi capacito di come fosse possbile affrontare una Dakar con quella moto, Franco è arrivato subito dopo l'era bmw daccorso...MA ERANO MOTOCICLISTI COME FRANCO... MOTOCICLISTI ORMAI RARI... UOMINI VERI... Rispetto infinito...

  • 22. Grande Franco!

    Grande Franco tutta la mia stima!
    Sei un vero duro!

    Per rispondere a nox ktm la R 80 Gs, che posseggo anche io, ha vinto la dakar perchè nel dritto sfiorava i 160 km/h mentere le monocilindriche arrancavano per fare i 120 km/h.
    L'ho letto su un articolo di motociclismo d'epoca.

  • 23. peschiera dei muzzi

    Sei uno dei pochi di una volta, unico ADESSO !!!
    sono orgoglioso di conoscerti, ci troveremo al giardino !

  • 24. GRANDE

    Grande Franco ,complimenti

  • 25. che gente!

    Complimenti Franco, a te a questo magnifico sport di vita!

  • 26. In piedi

    Ho letto l'articolo su Franco Picco in piedi. Onore ai motociclisti come Lui.

  • 27. CHAPEAU!

    Come dicono i Francesi: CHAPEAU!.per Franco, un grande, e non c'e' altro da aggiungere.
    Anzi no: un grande ringraziamento va a MOTO.IT per il fatto di raccontarci queste storie e per come lo fa.

    Amarone

  • 28. ... senza parole!!!

    ciao Franco... a leggere, vedere e sentire certe cose mi sento così minuscolo!!! sei un grandissimo e speriamo che il tuo esempio venga seguito da molte altre persone.. spero di avere l'onore di tringerti la mano e slutarti di persona.

  • 29. il giusto spirito

    Veramente un esempio di quello che dovrebbe essere lo spirito di tutte le gare, come diciamo a Roma Mitico Franchino......

  • 30. solo commenti positivi

  • 31. IL MITO

    Dai road-book e la bussola, per navigare nei roventi mari sabbiosi dell'Africa, e fare sognare noi appassionati in Italia che aspettavamo i servizi sulla Dakar a tarda serata, le interviste a Picco, Orioli, De Petri impegnati a dare paga ai francesi...
    Periodi EPICI fatti da piloti di questo stampo che attraversavano il SAHARA e le sue zone limitrofe....
    Paragonabili ai mondiali gp '500 con Schwantz,Rainey,Gardner,Lawson,Sarron(unico europeo all'altezza)
    GRAZIE FRANCO per esere tornato ! ! !

  • 32. Grande Picco!!!

    Questo è lo spirito giusto con cui affrontare la Dakar e anche andando in moto tutti i giorni o in viaggio. Fà un piacere enerme essere aiutati da un'altro motoclista, ed è ancora più bello aiutare chi è in difficoltà.

 
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