SBK 2026. Stefano Manzi e la difficoltà di godersi il successo: “Non mi sono mai detto bravo” [VIDEO]

SBK 2026. Stefano Manzi e la difficoltà di godersi il successo: “Non mi sono mai detto bravo” [VIDEO]
Il campione Supersport 2025, ora in SBK con Yamaha, ha parlato di passato, presente e futuro: "Toprak? Anche le SBK non sono moto di serie, la difficoltà sono le gomme"
17 aprile 2026

Gerno di Lesmo - Dalla Supersport alla Superbike, Stefano Manzi, alla presentazione della stagione racing di Yamaha, ha raccontato il lato meno visibile del successo: la difficoltà di godersi una vittoria, il peso del futuro e l’approccio da eterno lavoratore.

In sostanza Stefano Manzi è un campione del mondo che continua a vivere come se dovesse ancora dimostrare tutto.

Senti, c'è un momento in cui tu ti sei detto "Cazzo, bravo, sono stato bravo"?

"Eh, no, purtroppo no. Eh, col senno di poi"

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"Purtroppo no. E col senno di poi quando riguardi indietro, ma anche le stagioni prima dove poi ho finito secondo, comunque ho fatto delle bellissime gare, mi sono divertito e dico cavolo, sono state delle belle stagioni, ma lo dico adesso, magari 3 anni dopo, sul momento faccio fatica a godermelo perché poi pensi sempre al dopo e quindi anche mentre stavo vincendo, ho vinto il titolo, già comunque stavo facendo test, provando la superbike, quindi il pensiero era lì e ho fatto fatica a godermi il momento"

Questa cosa mi fa venire in mente un'altra similitudine che stavo pensando: tu e Nicolò Bulega avete molte similitudini, tutti e due venite dal motomondiale, siete passati in Supersport, vinto la Supersport, ora in Superbike. Ovviamente non hai una Ducati come aveva lui. Quale può essere l'obiettivo?

"Allora, innanzitutto l'obiettivo è ritornare al 100% di forma fisica, che purtroppo nei primi test in Australia mi sono fatto male a una caviglia e ancora ci sto dietro e quindi in primis quello, poi crescere, abituarsi alla categoria e sinceramente per come è partita faccio fatica a dirti cosa posso fare, dove posso arrivare, quindi ti posso dire: tornare alla normalità fisicamente e poi cercare di fare il meglio. Questo l'unica cosa che posso dire"

Ti chiedo un esercizio di mettersi nei panni dell'altro. Tu hai fatto il percorso motomondiale, poi mondiali di derivate di serie. Qual è secondo te la difficoltà più grande che può incontrare Toprak Razgatlıoğlu di là?

"Se devo dare un commento mio, parere personale, al momento secondo me sono le gomme e la differenza delle moto che c'è. Andrà meglio il prossimo anno perché entreranno gomme e Pirelli e le moto diventeranno più simili alla Superbike. Quindi questo primo anno secondo me è lo scoglio più grosso, ma soprattutto per la variante gomma"

C'è un discorso che fanno tanti, lui ha sempre corso con moto di serie e i prototipi sono molto più rigidi, è una cosa che tu senti che è un grosso scalino oppure quando tu sei passato dai prototipi alle moto di serie hai detto "Oh, è più facile"?

"Ma la Supersport già è più una moto di serie, ma Superbike... parlarti di moto di serie faccio fatica, perché si parla di moto di serie, ma di serie non c'è niente, quindi alla fine sono dei prototipi anche quelli. Quindi cambia tutto perché ci sono i freni in carbonio, quello cambia, noi abbiamo i dischi in acciaio e cambiano le gomme. Ma se ti devo dire a livello di moto sì, può essere più rigida, può avere delle dinamiche diverse, ma magari cambia tanto l'aerodinamica adesso che poi non ci sarà il prossimo anno. Però diciamo sulle rigidezze, non è quello il problema"

Pista preferita?

"Misano"

Vittoria preferita?

"Vittoria preferita Philip Island l'anno scorso perché gara 1 al debutto con l' R9, nei test ero andato piano e tutti mi avevano dato fuori dai giochi e io ho vinto e ho detto "ehi, sono qui!""

L'ultima cosa, ritorno su questa cosa di essere campioni del mondo. Ti capita mai di andare a letto la sera e dire 'oh ma io sono un campione del mondo'?

"Non per fare il fenomeno, ma come dire, mi dimentico perché adesso sono sommerso dai pensieri di quello che sta succedendo adesso e non gli do troppo peso. Non so se son bene o male, però io, cioè, mi sveglio ogni mattina, mi alleno e lavoro per migliorare come se non avessi mai vinto niente. Penso questo è il mio approccio al momento alla vita"