La Bonneville per chi inizia e quella per chi è arrivato: Triumph T100 e T120 my2026, TEST a confronto

L'una è la classica ideale per salire in sella al mito inglese e l'altra per rimanerci a lungo. Le abbiamo provate assieme in anteprima nella loro più recente edizione e vi aiutiamo a capire quale fa al caso vostro
13 gennaio 2026

Oceanside, California. Mentre l'Oceano Pacifico infrange le sue onde sulla costa che ha fatto da sfondo al Top Gun originale del 1986, noi ci troviamo a guidare in scenari da film. Più che Tom Cruise ci sentiamo però Steve McQueen, perché siamo qui per testare quella che è probabilmente la regina delle Modern Classic: la Triumph Bonneville. Un nome che è leggenda, una moto che ha di fatto creato il segmento delle "modern classic" quasi un quarto di secolo fa con la sua reinterpretazione moderna.

Siamo qui per provare in anteprima le versioni 2026 della T100 e della T120, le due anime più classiche della famiglia Bonneville che rappresentano due interpretazioni ben distinte pur condividendo molto non solo a livello di DNA. La prima è da sempre considerata la porta d'ingresso al mondo Bonneville, accessibile, amichevole, perfetta per chi vuole iniziare con una classica vera. La seconda invece è secondo noi il traguardo, la moto definitiva per chi vuole rimanere fedele allo stile British ma con prestazioni in formato maxi e comfort turistico.

Guidarle sulle stesse strade, nelle stesse condizioni, ci ha permesso di capire esattamente cosa le distingue e soprattutto quale delle due fa al caso vostro. Perché sì, sono sorelle, ma rispondono a due domande diverse, forse a due momenti diversi della vita.

La Triumph Bonneville T120 my 2026 nella colorazione Aegean Blue
La Triumph Bonneville T120 my 2026 nella colorazione Aegean Blue
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La Triumph Bonneville T100 my2026 nella colorazione Jet Black/Diablo Red
La Triumph Bonneville T100 my2026 nella colorazione Jet Black/Diablo Red

Come cambiano per il 2026

Le novità per il model year 2026 mantengono intatta la filosofia Triumph: evolvere senza tradire. E ci mancherebbe altro! Esteticamente le Bonneville restano fedeli al loro codice stilistico, con quella linea intramontabile che le rende riconoscibili a chilometri di distanza. Ma sotto l'aspetto classico troviamo molta più tecnologia di quanto sembra e troviamo anche le principali novità per questo 2026.

La T100 riceve gli aggiornamenti più importanti. Arriva la piattaforma inerziale IMU, che porta con sé ABS Cornering e Traction Control, sistemi che vanno a integrare le due mappature (Road e Rain). Non sono cambiamenti da poco: rendono questo prodotto ancora più raffinato e sicuro, soprattutto per chi sta muovendo i primi passi nel mondo delle moto di cilindrata medio-alta e allo stesso tempo più completo per chi invece sa già cosa vuole.

Il faro diventa a LED con firma luminosa DRL, migliorando sensibilmente la visibilità. Il cruise control diventa disponibile come optional, così come le manopole riscaldabili - entrambi accessori che ci sentiamo di consigliare. Sul fianco sinistro della strumentazione compare anche una pratica presa USB-C per ricaricare i dispositivi in viaggio.

La T120 riceve aggiornamenti più di dettaglio, essendo già una moto estremamente matura. Anche qui troviamo il faro a LED, i riding mode e la piattaforma inerziale con ABS Cornering. Il cruise control è di serie, non optional come sulla sorella minore, un dettaglio che la proietta ancora di più in una dimensione di viaggio.

Grande novità 2026: se la T100 era già disponibile in versione depotenziata, ora anche la T120 può essere scelta in versione per patente A2. Un'opportunità in più per chi sogna la Bonneville definitiva ma non ha ancora l'esperienza richiesta e la vuole fare macinando strada.

Come cambiano tra loro

Dal punto di vista estetico potremmo quasi definirle gemelle. Certo le piccole differenze ci sono e all'occhio dell'appassionato non possono di certo sfuggire i dettagli stilistici che impreziosiscono la T120, ma entrambe incarnano il classicone british per eccellenza con bicilindrico parallelo frontemarcia raffreddato a liquido in configurazione "High Torque". Ma è proprio nel motore che si gioca la partita principale.

La T100 monta il bicilindrico da 900cc (lo stesso di Scrambler e Speed Twin) che eroga 65 CV a 7.000 giri/min e soprattutto 80 Nm di coppia a 3.750 giri/min. La T120 invece ha il 1200cc (lo stesso di Bobber e Speedmaster) con 80 CV a 6.550 giri/min e ben 105 Nm di coppia già a 3.500 giri/min.

Sulla carta sono 25 Nm di differenza, ma su strada il gap si sente eccome. La T120 ha una vigorosità ai bassi regimi decisamente superiore, che permette di raccordare le curve praticamente solo con il filo del gas. La T100 richiede qualche manciata in più di acceleratore, ma l'erogazione resta sempre dolce, mai brusca, perfettamente gestibile anche per chi non ha grande esperienza e in ogni caso sufficientemente appagante anche per chi l'esperienza l'ha già fatta. 

Altra differenza sostanziale: la T100 ha il cambio a 5 marce, mentre la T120 monta una sesta che funziona praticamente da overdrive nei trasferimenti autostradali. Qui la T100 gira più alta e chiamerebbe una marcia in più che però non c'è, mentre la T120 in sesta (ma pure in quinta...) è rilassatissima, con il motore che gira ancora più sotto. Inoltre la T100 chiama più spesso la scalata, mentre con la T120 si può praticamente scegliere una marcia a caso, possibilmente lunga. Una differenza che nei lunghi viaggi si fa sentire a favore della T120, mentre i piccoli spostamenti urbani sono più favorevoli alla T100.

Il comparto frenante segna un'altra distinzione importante. La T100 monta un disco singolo anteriore con pinza Nissin a 2 pistoncini, efficace ma che richiede di anticipare leggermente le frenate quando si guida con maggiore allegria. La T120 invece sfoggia un doppio disco con pinze Brembo, decisamente più potente e modulabile, ideale per chi vuole guidare con andature più sostenute.

Durante il test abbiamo percepito il nuovo ABS cornering piuttosto sensibile, specialmente sulla T100. Lo abbiamo sentito entrare in azione in diverse occasioni durante le pinzate a moto piegata su asfalto non impeccabile, risultando leggermente più invadente rispetto ad altri sistemi. Sulla T120, grazie al doppio disco, l'intervento è meno percettibile proprio perché si arriva meno a tirare il freno, si è più dolci sul comando.

Il serbatoio è identico su entrambe: 14,5 litri di capacità. Anche le dimensioni generali sono pressoché sovrapponibili, così come l'altezza sella di 790mm - una misura ideale per il segmento che garantisce accessibilità alla maggior parte dei piloti.

Un dettaglio importante: la sella della T120 ha una sagomatura diversa, leggermente più larga e con una cucitura differente che la rende sensibilmente più confortevole nei lunghi viaggi. Non che la T100 sia scomoda, ma se l'obiettivo è macinare chilometri, la T120 è oggettivamente superiore.

I cerchi sono da 18" davanti e 17" dietro per entrambe, con pneumatici 100/90 e 150/70. Di primo equipaggiamento troviamo i Michelin Road Classic, un buon compromesso pensato per questo tipo di moto, anche se sulla T120 si potrebbe osare qualcosa di più sportivo senza snaturarne il carattere.

In un mondo dominato da display TFT e schermi touch, rivedere i due splendidi orologoni analogici della Bonneville è quasi commovente. Non ti distrai, hai tutte le informazioni essenziali grazie ai due piccoli display LCD (trip, livello carburante, marcia inserita, riding mode) e soprattutto godi di una bellezza senza tempo. Praticità e classe britannica in perfetto equilibrio: what else?

La T100 nella colorazione Snowdonia white / Sapphire black in azione
La T100 nella colorazione Snowdonia white / Sapphire black in azione

Bonneville: quale fa per te tra T100 e T120?

Alla fine del test sulle strade californiane il verdetto è chiaro: anche in questo aggiornamento 2026 entrambe sono rimaste splendide, ma per motociclisti diversi.

La T100 è quella con cui iniziare. Ha tutto ciò che serve per farti innamorare delle Modern Classic senza metterti in difficoltà. L'erogazione del 900cc è corposa già dai bassi, mai brusca, perfetta per chi sta ancora costruendo sensibilità al gas. I 65 CV bastano e avanzano per divertirsi, e con il nuovo ABS cornering e traction control la sicurezza fa un bel passo avanti.

La guida è immediatamente piacevole: gironzoli con il sorriso, le curve si concatenano con naturalezza anche se devi aprire un po' di più il gas rispetto alla sorella maggiore. Te ne accorgi specialmente quando hai davanti una salita più impegnativa. Il freno singolo richiede di anticipare leggermente la frenata nelle guide più allegre, o di essere più spremuto, ma per un utilizzo normale e per chi sta ancora affinando la tecnica è più che sufficiente.

Per chi è perfetta: neopatentati (con kit A2) o chi cerca la prima moto di cilindrata medio-alta, chi vuole una classica vera ma accessibile, chi fa prevalentemente uso urbano ed extraurbano con qualche gita fuoriporta. Per chi vuole una moto in ogni caso destinata a durare nel tempo.

Limiti: in autostrada a velocità sostenute il motore si fa sentire per giri e vibrazioni, la mancanza della sesta marcia è il vero e ultimo tallone d'Achille per i trasferimenti lunghi, il freno singolo è sufficiente ma non entusiasmante.

La T120 è il traguardo, quella con cui rimanere per sempre, la classica definitiva. Qui i 105 Nm di coppia fanno davvero la differenza: raccordi le curve praticamente solo con il filo del gas, le accelerazioni sono più arrembanti, tutto è più rilassato e riposante ma anche più galvanizzante quando acceleriamo. Quando carichi la moto per un viaggio, senti immediatamente il vantaggio della cilindrata maggiore.

La sesta marcia si usa solo nei trasferimenti autostradali, e qui fa una differenza notevole. A 100 km/h sei rilassatissimo, il motore gira basso, le vibrazioni sono contenute. Il doppio disco con pinze Brembo ti permette frenate più decise e modulabili, ideale se ti piace guidare con un po' più di verve.

La sella è più comoda e benché sia una roadster senza protezioni, con lei ti trovi subito a progettare lunghi viaggi. Non ti stanca, non ti stressa, ti porta dove vuoi con quella classe british che non passa (e non passerà) mai di moda.

Per chi è perfetta: chi cerca il top delle classiche, per chi fa molti chilometri e viaggi lunghi, chi vuole prestazioni più brillanti senza rinunciare al carattere Bonneville, chi apprezza il comfort superiore, chi si trova ad avere più spesso un passeggero.

Limiti: prezzo più elevato (3.055€ in più rispetto alla T100), forse sovradimensionata per chi fa solo uso urbano, le prestazioni potrebbero intimidire i meno esperti (ma c'è il kit A2).

Triumph Bonneville T100 my 2026
Triumph Bonneville T100 my 2026

Bonneville T100 2026

Pro

  • Equilibrio prestazionale ideale per ogni tipo di esperienza
  • Finiture e dettagli
  • è la più economica delle due

Contro

  • Frenata: si può ancora migliorare davanti
  • Continua a mancare la sesta marcia
Triumph Bonneville T120 my2026
Triumph Bonneville T120 my2026

Bonneville T120 2026

Pro

  • Estetica: tra le due finisci sempre per guardare lei
  • Frenata superiore davanti
  • Sella più comfortevole
  • Cruise control di serie
  • Motorone con gran coppia ai bassi

Contro

  • Prezzo ben più elevato della T100

Il twin Triumph: un campione di fluidità

Indipendentemente dalla scelta, il bicilindrico parallelo Triumph resta un capolavoro di ingegneria. Fluido, vigoroso dai bassi, mai brusco, con quella fasatura a 270° che regala un sound inconfondibile. Non ha mai bisogno di essere tirato agli alti giri eppure riesce sempre a divertire. È il motore perfetto per una Modern Classic: carattere d'epoca, affidabilità moderna. A proposito, gli intervalli di manutenzione sono previsti ogni 16.000 km.

Un capitolo a parte merita la qualità costruttiva. Le finiture sono impeccabili, ogni dettaglio è curato maniacalmente. Sono moto belle da vedere, belle da toccare, belle da guidare. Hanno raggiunto una piena maturità ed è difficile immaginare come potrebbero evolvere ancora, specie la T120. Certo, tanta qualità ha un prezzo: €11.695 per la T100 e €14.750 per la T120 (stesso prezzo per la versione Black con finiture nere del motore).

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Triumph Bonneville T100 (2026)
Triumph

Triumph
Via R. Morandi, 27/B
20090 Segrate (MI) - Italia
02 84130994
stefano.nizzola@triumph.co.uk
https://www.triumphmotorcycles.it

  • Prezzo 11.695 €
  • Cilindrata 900 cc
  • Potenza 65 cv
  • Peso 233 kg
  • Sella 790 mm
  • Serbatoio 15 lt
Triumph

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