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La Kawasaki KLE 500 non è solo una moto: è una pietra miliare. Lo è per la sua storia, ma anche perché è la prima moto di un colosso giapponese che va a sfidare a muso duro la concorrenza cinese in un segmento oggi dominato proprio da loro.
La KLE consacra definitivamente il mercato delle 450/500 bicilindriche enduro stradali/adventure come quello che in questo momento tira di più. Anche se, dopo EICMA 2025, forse questa conferma non era nemmeno più così necessaria.
È una moto importante anche per Kawasaki: la Casa di Akashi torna ad avere in gamma una vera adventure con ruota da 21” e cerchi a raggi (escludendo ovviamente le specialistiche KX da fuoristrada puro).
La KLE ribalta le carte in tavola. In un mercato dove le cinesi vanno all’attacco delle “vecchie guardie”, qui è una giapponese che entra in un territorio ormai dominato dai brand cinesi.
Fino a oggi siamo stati abituati a segmenti dominati — o quantomeno contesi — dai Big Four giapponesi e dalle case europee, con i marchi cinesi spesso alternative valide soprattutto sotto il profilo del prezzo.
Questa volta no!
La KLE entra nel segmento delle 450 bicilindriche, oggi dominato dalle cinesi. Ed è proprio per questo che, per noi, era una moto particolarmente attesa e sentita.
Su Moto.it trovate già due video dedicati a lei: uno di approfondimento tecnico completo e uno in cui la mettiamo, per ora, a confronto con le dirette rivali solo sulla carta. Ma non preoccupatevi: presto arriverà il vero faccia a faccia… o, come dire, carena contro carena.
In questa prova abbiamo potuto apprezzare soprattutto la qualità dei materiali.
Certo, alcune scelte tecniche sono vincolate al prezzo a cui viene proposta, quindi non aspettatevi componenti racing o soluzioni super fancy. Però quello che c’è funziona molto bene. Si è badato al sodo.
Gli accoppiamenti delle plastiche sono curati, la sella è ben imbottita — sostiene senza essere troppo dura — e il comando del gas, a cavo, trasmette un bel feeling di connessione diretta con il motore.
La frizione è morbida ma comunicativa: si percepisce bene il punto di stacco e il lavoro del pacco dischi. Anche il cambio è preciso e morbido negli innesti.
La triangolazione è ottima. Nonostante gli 870 mm di altezza sella, se siete intorno ai 180 cm toccate bene a terra con entrambi i piedi. La gamba non è troppo chiusa, il busto rimane eretto e il manubrio — largo il giusto — permette di tenere i gomiti alti senza sforzo.
Il motore ha un bel carattere ai bassi e medi regimi e spinge bene, salvo poi “spianarsi” un po’ agli alti. Peccato per una vibrazione che cresce fino ai 5.500/6.000 giri (in sesta marcia corrispondono a circa 100 km/h), per poi diminuire progressivamente.
Il sound non è esagerato, ma lì non è certo colpa di Kawasaki… maledetto Euro 5+. La risposta al gas è piacevole e non abbiamo riscontrato un on/off fastidioso: segno che i tecnici Kawasaki hanno lavorato bene sulla mappatura della centralina (una e fatta bene). Se volete divertirvi con qualche traverso in fuoristrada, però, serve un po’ di tecnica e magari qualche colpo di frizione.
E sì, abbiamo usato volutamente il singolare: mappa motore. Niente mappature extra, niente riding mode, niente traction control, niente quickshifter e niente ride-by-wire. Niente fronzoli — che invece qualche rivale offre — ma tutto ciò che serve per guidare bene.
Ovviamente c’è l’ABS, disinseribile su entrambi gli assi contemporaneamente tramite un comodo pulsante sul manubrio. È rosso: impossibile sbagliarsi.
La moto si guida in modo piacevole: in curva scende progressiva e naturale. La ciclistica è intuitiva, facile, e ti mette a tuo agio fin dai primi metri. Ed è un grande punto a favore per chi la sta considerando come prima moto — eventualità tutt’altro che rara in questo segmento.
La moto in prova era la SE, l’allestimento più ricco, che include:
- parabrezza più alto (+106 mm rispetto alla standard)
- paramani con anima in acciaio
- frecce a LED
- paramotore più voluminoso e protettivo
- tre colorazioni dedicate
- TFT da 4,3” con connettività smartphone tramite app Rideology
La KLE 500 2026 arriverà nelle concessionarie italiane a marzo. Il prezzo della versione base è di 6.340 €, disponibile solo in nero.
La SE costa 6.990 € ed è proposta in tre colorazioni: bianca, grigia e “blueish green”, un verde particolare tendente al blu.
Kawasaki propone inoltre una gamma completa di optional: barre paratelaio, borse da viaggio, quattro tipologie di sella e l’immancabile scarico Akrapovič.
Per noi la KLE 500 2026 è promossa. Funziona bene, è facile, intuitiva e ti mette a tuo agio fin da subito. Da una giapponese sotto i 7.000 € ti aspetti determinate soluzioni tecniche, e qui ci sono.
Rispetto ad alcune dirette avversarie c’è ancora un gap di prezzo che per qualcuno può sembrare importante. Ma non vogliamo sbilanciarci ora: la comparativa è dietro l’angolo… e lì si giocherà a carte scoperte.
Brava Kawasaki: a volte per prendere certe decisioni serve coraggio. E questa volta lo avete avuto.
Maggiori info
Tester: Mattia Carpi, 180cm, 94kg
Luogo: Spagna, Almerìa e deserto di Tàbernas, 14-18°C
Abbigliamento
Casco: Caberg Tanami
Giacca: Spidi 4 Season V3
Pantalone: Spidi 4 Season V3
Guanti: Spidi
Stivali: XPD
Kawasaki
Via Luigi Meraviglia, 31
20020 Lainate
(MI) - Italia
848 580102
https://www.kawasaki.it
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