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A volte fare il tester può essere complicato. Non brutto, mai brutto, ma complicato sì. In pochissime sessioni in pista (di solito un’ora in totale) o in qualche centinaio di chilometri dobbiamo farci un’idea ben precisa di tutti gli aspetti della moto in prova: erogazione del motore, facilità di utilizzo, funzionamento delle sospensioni, carattere in curva, stabilità sul veloce e agilità nello stretto, come scende nei canali e come si muove in aria. E dobbiamo essere il più rapidi possibile nel capire queste cose e il più bravi possibile a trasmettervi queste sensazioni. Ve l’abbiamo detto: è un lavoro complicato.
A volte, però, succede – come in questo caso – che un brand voglia andare oltre la singola giornata dedicata al press test. E quando succede noi siamo contentissimi, perché una sola giornata in pista (soprattutto in off-road) a volte non riesce a rispondere al meglio a tutte le nostre domande. Se il tracciato è preparato alla perfezione, ad esempio, come andrà la ciclistica quando viene messa sotto stress in mezzo alle buche? Se la pista è stretta e tortuosa, come si comporterà il motore in alto e in allungo? E se il tracciato è morbido e con tanto grip, come sarà l’erogazione su un terreno duro e con poco grip?
Ecco, a volte succede che aziende come Beta capiscano queste dinamiche, e ciò che ne esce è un lavoro estremamente sensato e preciso come quello che abbiamo realizzato.
Sì, perché al Miravalle di Montevarchi, durante la prova di giugno 2025, questa Beta RX 450 2026 ci aveva impressionato. Ma dopo averla messa alla prova in qualsiasi condizione, come ne sarà uscita? Giudizio confermato o sensazioni da rivedere?
Questa volta andiamo dritti al sodo. Dato che questa Beta RX 450 MY2026 ve l’abbiamo già raccontata in tutte le sue novità durante il press test di Montevarchi, partiamo subito in quinta: quindi, come va?
Partiamo dal motore. Il monocilindrico quattro tempi della RX 450, se confrontato con le dirette rivali della classe MX1, non spicca per potenza e coppia. A sensazione, anzi “a chiappa”, sotto la sella mancano almeno tre o quattro cavalli rispetto alle top competitor. Dove si avverte di più questa carenza? Ovviamente sui terreni molto morbidi, come ad esempio la spiaggia di Rosolina.
Su terreni morbidi più “normali”, come Chieve – dove abbiamo girato due volte dopo aver concluso il video e prima di scrivere queste righe – la differenza si percepisce meno. Attenzione però, perché nelle curve più strette è consigliabile usare la seconda, soprattutto se siete smanettoni alla ricerca del tempo.
Nei tracciati più duri e secchi, invece, dove spesso c’è poca o pochissima trazione, questo divario si nota decisamente meno e, anzi, l’estrema rotondità del motore viene parecchio in aiuto. Spesso ci siamo ritrovati a girare su terreni duri senza dover correggere o “pelare” di frizione per parecchio tempo (cosa strana, soprattutto per me, ndr), e questo ci ha fatto riflettere sull’estrema facilità di utilizzo del motore.
I tecnici Beta, infatti, si sono chiaramente focalizzati sull’erogazione più che sulla potenza massima.
"In breve, vorrei fare una constatazione. Il mio pensiero va agli amatori, quelli che magari non gareggiano o non gareggiano più. O che, quando si mettono dietro al cancelletto, non lo fanno nelle categorie Fast o Elite della FMI. Spesso nei paddock vedo gente lamentarsi di quanto vadano forte le 450 oggigiorno. Moto che ti strappano le mani, ti allungano le braccia: sono 450, hanno 60 cavalli e pesano 110 kg. È come se la vostra utilitaria da 1.500 kg avesse 800 cavalli… a volte il 450 è semplicemente troppo.
E perché non usare il 250? Quella che può sembrare una scelta sensata può rivelarsi un problema ancora più grande. Perché? Perché la 250 va usata in alto, va fatta “frullare”, e se si cerca di usarla sottocoppia tutto diventa più difficile, anche chiudere i salti più semplici.
Questa Beta potrebbe essere la soluzione giusta: un 450 con un’erogazione semplice, che non ti mette alle corde se sei stanco o tecnicamente non ancora pronto".
Tornando al nostro test: se siete piloti dell’Italiano Prestige probabilmente vorrete più motore, più coppia sotto e a metà per venir fuori più rapidamente dai canali, magari senza dover mettere così spesso la seconda. Parliamoci chiaro però: nel 2026 chi si presenta al cancelletto dell’Italiano Prestige con una moto completamente di serie? "Passo e chiudo".
A livello ciclistico, questa Beta RX 450 MY26 è davvero ben riuscita. Le sospensioni sono firmate Kayaba e, francamente, non hanno bisogno di presentazioni: al momento si tratta del prodotto commerciale di serie migliore sul mercato.
Sul telaio abbiamo riscontrato una discreta flessibilità, sia longitudinale che torsionale, e come sempre questo porta a pro e contro.
Tra i pro c’è sicuramente la stabilità sul veloce. Più si arriva forte in mezzo alle buche in staccata, più questa Beta sembra avere un ulteriore step di sospensioni oltre alle Kayaba: il telaio morbido filtra le asperità e lavora davvero bene sulle buche più importanti e inaspettate. Le reazioni sono filtrate e la moto trasmette un senso di sicurezza notevole. In questa fase di guida la Beta è molto sincera e prevedibile. Ottima anche la percorrenza di curva una volta che la moto è inserita nel canale, e molto buona anche la curva “sul pari”, dove non c’è nessun canale da sfruttare.
Di contro, il telaio ci è sembrato un filo troppo morbido dal punto di vista torsionale. Tutto quel filtro di cui parlavamo prima sulle buche in staccata si traduce in una leggera imprecisione quando si mollano i freni e si va in cerca del canale: in quel momento bisogna essere convinti della linea che si sta facendo. Inoltre, questa flessibilità torsionale genera un senso di pesantezza nei cambi di direzione più rapidi.
Se dovessimo riassumere tutto al volo, le sensazioni sono quelle di un tipico telaio in ferro: morbido, stabile, ma che potrebbe essere più preciso. Lo sappiamo, il motosport è una coperta corta: togli da una parte e metti dall’altra.
Maggiori Info
Tester: Mattia Carpi, 180cm, 94kg
Location: Villacidro (SU), Baccalamanza (CA), Sardara (VS), Lula (NU), Siniscola (NU), Arco di Trento (TN), Rosolina Mare (RO), Chieve (CR), Rivarolo Mantovano (MN), Crotta d'Adda (CR)
Abbigliamento
Casco: Bell Moto 10
Occhiali: 100% Armega
Abbigliamento: Seven
Pettorina: Alpinestars Tech-Air MX
Stivali: Alpinestars Tech 10
Betamotor
Pian dell'Isola, 72
50067 Rignano sull'Arno
(FI) - Italia
055 8348741
info@betamotor.com
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