MotoGP 2026. Yamaha, un 2026 come se fosse un test per il 2027, spiega Max Bartolini: "Con il V4 è tutto diverso. L'850 sarà un fratello dell'attuale 1000"

MotoGP 2026. Yamaha, un 2026 come se fosse un test per il 2027, spiega Max Bartolini: "Con il V4 è tutto diverso. L'850 sarà un fratello dell'attuale 1000"
Bartolini spiega la logica dietro la scelta più discussa del paddock: un motore da 1000cc sacrificato sull'altare del regolamento 2027
27 febbraio 2026

Yamaha non vince un titolo MotoGP dal 2021. Cinque anni di rincorsa, di aggiornamenti, di promesse mancate. E ora la casa dei tre diapason ha deciso di cambiare tutto, puntando su un motore V4 completamente nuovo. Una scelta ambiziosa, certo. Ma anche una che lascia qualche dubbio.

Il V4 Yamaha gira su un banco prova per la prima volta nell'autunno del 2024. Nel 2025 arrivano i test in pista con il collaudatore Augusto Fernandez, poi le wildcard in gara, poi il test finale di novembre a Valencia con tutti e quattro i piloti ufficiali. Un percorso accelerato, costruito in parallelo a una stagione di gara piena. "È stata una grande sfida", ammette il direttore tecnico Max Bartolini. "Abbiamo percorso una strada difficile per arrivare a questa stagione in condizioni migliori."

La motivazione tecnica c'è: dal 2027 la MotoGP cambierà radicalmente. Cilindrata ridotta da 1000 a 850cc, aerodinamica limitata, sospensioni ad altezza variabile vietate e pneumatici Pirelli al posto delle Michelin. Yamaha ha valutato che con queste nuove regole un motore V fosse la scelta giusta. Fin qui, tutto chiaro.

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Il problema è che la nuova M1 con V4 non è ancora competitiva. Nei test invernali a Sepang e Buriram il migliore dei piloti Yamaha è Jack Miller, sedicesimo con un secondo di distacco dalla vetta. Quartararo, Rins e Razgatlioglu chiudono 17°, 20° e 21° su 22 piloti. Non esattamente il segnale che ci si aspettava da una moto completamente nuova.

E Quartararo, che con quella moto ha vinto il mondiale nel 2021, non ci crede più. A fine stagione lascerà Yamaha dopo sette anni per passare alla Honda — praticamente il simbolo della crisi nel paddock MotoGP. Al suo posto arriverà Jorge Martin, campione del mondo 2024, che dovrà farsi carico di un progetto ancora tutto in costruzione.

Bartolini è trasparente sulla strategia: "Da fuori può sembrare folle costruire un V4 da 1000cc per usarlo solo un anno. Ma ci permette di capire il motore e costruire attorno a lui la moto giusta." Nel 2025 il 90% delle risorse è andato sullo sviluppo del V4 attuale, solo il 10% sull'850cc futuro. Nel corso del 2026 la proporzione si invertirà gradualmente.

Sul fronte concorrenza, Bartolini non si aspetta rivoluzioni: "Chi è veloce conosce bene il proprio motore e non cambierà nulla di radicale. Tutti monteranno un V, al massimo qualcuno sperimenterà con la sequenza di accensione."

Il rischio è evidente: Yamaha sta costruendo il futuro mentre il presente arranca. Il 2026 sarà quasi certamente un'altra stagione di sofferenza. E nella speranza che il 2027 porti davvero il riscatto, la pazienza dei tifosi giapponesi verrà messa a dura prova.