MotoGP 2026. GP di Thailandia. Jorge Martin: “Guido ancora con il setup di Marco Bezzecchi, ma io non sono lui. Sorpreso di essere nei primi cinque? Non del tutto”

MotoGP 2026. GP di Thailandia. Jorge Martin: “Guido ancora con il setup di Marco Bezzecchi, ma io non sono lui. Sorpreso di essere nei primi cinque? Non del tutto”
Lo spagnolo è partito molto bene nel venerdì thailandese ma deve continuare ad adattarsi alla Aprilia: “So che Marco al momento è molto avanti, è molto competitivo, ma è un processo: devo capire bene come fare per colmare il gap”
27 febbraio 2026

Jorge Martin chiude il primo venerdì della stagione con un’ottima quinta posizione. Il pilota spagnolo è tornato in sella alla sua Aprilia soltanto nei recenti test in Thailandia, dopo aver saltato quelli di Sepang a causa di due operazioni a cui si è sottoposto durante la pausa invernale. Ecco cosa ha detto al termine della giornata.

Le parole di Jorge Martin

È stata una sorpresa per te essere nei primi cinque, praticamente per tutta la giornata?
“Non del tutto. Oggi il mio obiettivo era andare direttamente in Q2 perché nei test ero già veloce, quindi volevo migliorare. Sicuramente ero un po’ nervoso già da mercoledì, perché quando senti di essere competitivo, arriva anche la pressione. Però è una cosa bella, positiva. Al mattino mi sono sentito subito molto bene, già al primo giro ero competitivo ed ero terzo. Nel pomeriggio mi sono sentito un po’ meno competitivo, ma anche perché le condizioni erano difficili. Quando sono uscito per il time attack c’era molto vento, credo fosse il momento peggiore in pista, con anche un po’ di pioggia leggera. Penso che domani abbiamo margine per migliorare e ogni giorno mi sento meglio sulla moto. So che Marco al momento è molto avanti, è molto competitivo, ma è un processo: devo capire bene come fare per colmare il gap”

Cosa senti che ti manca ancora sulla moto, considerando la mancanza di giorni di test?
“Difficile dirlo. Penso che ora stiamo iniziando ad adattare il setup di base al mio stile di guida. Al momento sto ancora guidando con la moto di Marco, ma io non sono Marco: non ho la stessa posizione in sella, non ho lo stesso peso. Ci sono alcuni punti in cui mi manca feeling, faccio ancora fatica a sentire bene la moto e devo adattarla al mio stile. È un processo: sicuramente devo adattare il mio stile, ma ho anche bisogno che la moto mi aiuti, quindi serve un po’ di tempo”

Se dici questo, dove ti penalizza di più? Nel time attack o nel passo gara?
“Penso in entrambi. Forse nel time attack è peggio perché vado ho degli automatismi, tolgo un po’ di controllo, e magari in frenata sono troppo aggressivo. Invece quando giro con il passo gara sono molto più pulito, più fluido, ed è quello che la moto vuole. Marco riesce a frenare più tardi di me e in modo più dolce, mentre io sono molto aggressivo e freno prima. È una questione di tempo, di fiducia, e con il setup, appena mi aiuteranno, migliorerò”

Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese
Pre-qualifiche: Marco Bezzecchi primo con record, poi Marc Márquez, Pecco Bagnaia fuori dalla Q2! [RISULTATI e VIDEO]

Il nuovo sistema aerodinamico…
“Sì, sicuramente sentiamo un po’ più aria sulle spalle, ma per noi piloti non è una grande differenza, onestamente. Non ho mai provato senza. Per me, appena sono salito sulla moto, era già così, con la nuova aerodinamica. La moto sta funzionando bene, non so se sia per quello oppure no, ma sta andando bene”

Quando introducono qualcosa del genere vi fanno una specie di spiegazione prima? Vi dicono cosa si aspettano da voi o come sfruttarlo al meglio?
“Sicuramente lo adattano per ogni pilota, ma io non sento molto. L’unica cosa che percepisco è un po’ più aria sulle spalle, ma mi piace. Con queste condizioni di caldo senti che soffri un po’ meno. Di solito quando c’è una novità la montano e poi sei tu a dare il feedback. Non vogliono dirti prima cosa dovrebbe fare”

Sembri più naturale sull’Aprilia rispetto a quanto lo fossi sulla Ducati. Ti senti bene?
“Davvero? No, non penso. Forse quello che sento è che questa moto vuole essere, come dicevo prima, molto fluida. Non accetta uno stile troppo aggressivo. Appena provo a essere aggressivo, inizia a muoversi, a fare cose che non voglio. Quindi devo spingere me stesso ad andare nella direzione opposta. Cerco di essere molto dolce in frenata, nei cambi di direzione, ed è così che la moto funziona. Sento che la mia posizione in sella dovrebbe caricare di più l’anteriore. Paragonandomi con Marco, vedo che lui è molto più avanzato, mentre io sono più indietro”