MotoGP 2026. GP di Thailandia. Jorge Martin: “Marc Marquez è l'uomo da battere, ma Marco Bezzecchi nei test faceva quasi paura”

MotoGP 2026. GP di Thailandia. Jorge Martin: “Marc Marquez è l'uomo da battere, ma Marco Bezzecchi nei test faceva quasi paura”
Lo spagnolo, alla vigilia del venerdì della Thailandia ha risposto ad alcune domande: “Gli infortuni sono guariti. Devo essere intelligente con l'Aprilia e non forzare”
26 febbraio 2026

ThailandiaJorge Martin è pronto a iniziare la stagione in sella alla Aprilia. Il pilota, a causa di vari infortuni, non è riuscito a disputare correre regolarmente durante la stagione 2025, ma ora è determinato a riscattarsi nel 2026.

Alla vigilia del venerdì della Thailandia, lo spagnolo ha risposto ad alcune domande dei media inglesi e spagnoli riguardo alla sua condizione fisica, all’Aprilia, ai suoi rivali e ai compagni di marca. Di seguito le sue dichiarazioni.

Sei ottimista dopo i test degli scorsi giorni?

“Sì, si può sempre essere ottimisti. Il punto è che voglio essere intelligente, voglio fare il mio lavoro. Penso che sia stato positivo testare qui e poi avere la gara, perché almeno abbiamo già fatto molto lavoro. Ora si tratta solo di aggiustare un po’ il setup e sicuramente provare meno cose, perché ora siamo più concentrati sulla guida. Ma la gara è la gara. Vedremo domani quando usciremo, che sensazioni avremo e come potremo migliorare. Penso che tutti saranno molto, molto forti. Sarà sempre importante essere veloci, come sempre”

Cosa significa ‘devo essere intelligente’?

“Non voglio fare più di quello che posso, perché l’anno scorso cercavo sempre di recuperare e poi facevo qualcosa in più rispetto a quello che ero in grado di fare con la moto. Voglio capire bene la moto, capire bene dove posso arrivare e fare del mio meglio, questo è sicuro. Ma senza correre rischi inutili. Però darò il 100%, mi sento bene, mi sento in forma. Ed è sempre bello correre, perché migliorerò sempre di più durante le gare”

Alcuni piloti dicono che Buriram non è così fisico per correre, è quello che pensi anche tu?

“Non la penso così. Non è il peggiore, ma con il caldo diventa fisico. Le moto ora sono davvero pesanti con tutta l’aerodinamica. Sicuramente dipende un po’ dal passo: se sei più rilassato è meno fisico, ma se spingi davvero forte è sempre fisico”

Se lo confronti con due o tre anni fa in MotoGP, diresti che ora ci sono più possibilità di cambiamento sulle moto anche per via dell’aerodinamica?

"Non lo so, penso che ora le moto siano molto più complicate rispetto al passato. Quindi credo che ora cambiare sia più difficile, diciamo. Prima c’erano solo la moto, il telaio e il motore. Ora con tutta l’aerodinamica hai diverse specifiche che cambiano completamente tutto. È davvero molto difficile, ci sono tante cose diverse da capire. Ma siamo top riders, quindi ci abituiamo. Però penso che sia più complicato rispetto al passato”

Come ha reagito il tuo corpo dopo due giorni di test?

“Ha reagito davvero molto bene. Onestamente, dopo due giorni ero distrutto, non riuscivo nemmeno a dormire, ero super stanco. Ma è positivo, perché significa che il mio corpo si sta adattando alla MotoGP e sarò in forma migliore durante la gara. Sicuramente ho margine di miglioramento, lavorerò su questo nelle prossime settimane. È un processo, non posso essere al 100% adesso. Devo dare tempo al mio corpo. Ma la cosa importante è che gli infortuni sono completamente guariti”

Qual è stato il run più lungo che hai fatto nei test?

“Andato bene. Ero stanco. Sono stati 12 giri, una sprint, non tantissimi. Però è stato buono, ero costante. Le gomme calavano come normale”

Ogura diceva che sei forte in ingresso curva, soprattutto nella fase di inserimento. Sembra che ci sia stato un miglioramento, è così?

“Sento di aver migliorato molto il mio stile in frenata, ma non ancora del tutto nell’ingresso curva. Mi manca un po’ quella sensazione nel rilasciare il freno ed entrare. È lì che sono davvero veloce. Ma devo adattare un po’ la moto al mio stile di guida. Nei test avevo molte cose da provare, diverse soluzioni. Non ho lavorato sul setup, ho lavorato solo su quelle cose. Ora proverò ad aggiustare e magari sistemare il setup per quella parte del tracciato”

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Domande in spagnolo

Questa forma fisica che hai, a che percentuale è rispetto al migliore Martín?

“Non lo so. È impossibile dirti una percentuale. Mi manca ancora qualcosa e soprattutto non è tanto una questione fisica, ma mi manca tanta moto, mi manca fare giri con una MotoGP. E soprattutto rendere la mia guida più efficiente con l’Aprilia, perché sento che posso guidarla, posso essere competitivo, ma sto ancora tirando fuori quel fisico che forse ora non ho del tutto. Allora magari sono all’85%, 90%… 89%, dai, lasciamola lì (ride, ndr). Né troppo né troppo poco. È un processo, poco a poco prenderò ritmo e non bisogna fare più di quello che si deve. Arrivare fin dove il corpo permette, e basta”

Bezzecchi e Aprilia sembrano al 100%. Ti mette pressione?

“No, mettere pressione mai. Ti dico: i test sono test, le gare sono gare. Vedremo. Sappiamo che ci sono altri rivali che sono migliorati e magari ora mostreranno le loro carte. Vedremo nelle prossime settimane. È chiaro che Marco è molto forte. Per me avere un compagno di squadra forte è positivo, perché ti fa vedere dove soffri e dove puoi migliorare. Spero che tra noi due possiamo alzare il livello ed essere lì davanti”

Dove devi migliorare? Cosa vedi che si può fare con questa moto che ancora non fai al meglio?

“Credo, come dicevo prima, essere più efficiente nella mia guida. A volte forzo troppo e non è produttivo, anzi perdo tempo. In molte curve sto forzando per far girare la moto, quando in realtà è meglio lasciarla girare da sola. Piccole cose così: qui perdo due o tre curve, in totale due o tre decimi. Ma è un processo. Devo conoscere la moto e continuare a costruire”

Possiamo dire che è l’Aprilia è una buona moto? Hai un po’ di timore pensando alla Ducati?

“Lo vedremo durante l’anno, ora non so dirlo. So che la moto è migliorata: è migliorata da quando l’ho provata la prima volta, è migliorata da Valencia, e ora funziona bene. Sento che posso guidare con uno stile molto più naturale. È più stabile, meno reattiva. E c’è ancora margine di miglioramento. Sarà una battaglia intensa. Più che Ducati, penso che il rivale sia Marc (Marquez, ndr), perché è lui che ha vinto il mondiale, il favorito sopra tutti. Però Marco l’ho visto molto competitivo nei test, faceva quasi paura. Ora bisogna vedere se in gara sarà ugualmente competitivo”

E Ogura? È anche lui tra i favoriti?

“È una pista che gli piace molto. Ha molto talento, ovviamente. Credo che sia uno dei favoriti insieme a Marco. Vedremo come andrà. Però, vedendo i test, io punterei dei soldi su di lui”

E il futuro?

“Il futuro è futuro, il presente è presente. Questo lo sappiamo. Non c’è nulla di nuovo. Il mio manager ci sta lavorando. Io sinceramente sto pensando molto all’adesso. Voglio rendere con questa Aprilia che funziona e sfruttare il momento”

A livello fisico c’è ancora qualcosa che ti limita? O è solo questione di girare?

“Sì, ancora un po’ la mano e un po’ la spalla. Sento più una mancanza di forza che dolore. E con i giri, questa mancanza di forza può generare un piccolo fastidio. Però dal primo al secondo giorno c’è stato un grande passo avanti e sicuramente durante il mese migliorerà”