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No, non siamo impazziti. Sulle curve del Passo della Raticosa e del Giogo, abbiamo voluto rispondere a una domanda affascinante: come è cambiata la vera sportività motociclistica in oltre vent'anni di evoluzione tecnica? Protagoniste di questo insolito esperimento su strada targato Moto.it sono la Brutale (di nome e di fatto) MV Agusta 910S dei primi anni 2000 e l'inedita supersportiva cinese QJMotor SRK 921 RR del 2026. Due macchine del tempo diametralmente opposte, portate sull'asfalto per capire se a farci sorridere dentro al casco sia più l'analogico senza compromessi o la sicurezza dell'era moderna
Mettere a confronto una scultura nuda dei primi anni 2000 con una sportiva asiatica di ultima generazione potrebbe sembrare una forzatura giornalistica, ma c'è un filo conduttore tecnico molto solido a unire queste due moto: il propulsore. Le due moto condividono infatti l'architettura di un portentoso quattro cilindri in linea, frutto dell'accordo di collaborazione e condivisione di know-how stretto negli scorsi anni tra il brand italiano e il colosso cinese. Da una parte abbiamo il progetto originale, capace di sprigionare rabbia meccanica allo stato puro; dall'altra un'evoluzione modernizzata e riprogettata, filtrata dalle stringenti normative antinquinamento europee e addomesticata dall'elettronica odierna.
Tornare in sella alla Brutale 910S significa fare pace con un concetto di moto che non esiste più: quello in cui l'acceleratore è direttamente connesso alla ruota. Il capolavoro disegnato da Massimo Tamburini vanta un avantreno granitico, con un cannotto di sterzo massiccio e una forcella che solca letteralmente l'asfalto. È una moto esigente, che richiede di darle rigorosamente del lei. L'erogazione è piena, cattiva e priva di qualsiasi paracadute elettronico: niente mappe motore, niente traction control, niente ABS.
Dal punto di vista dinamico, stupisce come un progetto con più di due decenni sulle spalle risulti ancora così affilato e preciso, grazie anche al provvidenziale accoppiamento con coperture moderne come le Pirelli Diablo Rosso IV, capaci di esaltare una ciclistica rigidissima. Certo, i freni mostrano i limiti del tempo: a dispetto di mordente e fascino, l'impianto oggi "rallenta" più che frenare se paragonato agli standard moderni. Ma il sound dello scarico, libero da tappi omologativi odierni, è pura sinfonia meccanica.
Se la MV è istinto, la QJMotor SRK 921 RR è controllo. I suoi 128 cavalli per 209 kg di peso (con il pieno) si presentano in un pacchetto estetico che attira clamorosamente gli sguardi. Forcellone monobraccio, alette aerodinamiche (molto in stile MotoGP), e un design generale che strizza apertamente l'occhio ai canoni stilistici nostrani. Al semaforo o all'autolavaggio, la sportiva asiatica calamita l'attenzione dei curiosi, venendo spesso scambiata per competitor ben più blasonate.
In sella, l'ergonomia rivela una sportiva fisica ma accessibile. Dinamicamente parlando, c'è ancora qualche margine di sviluppo: l'avantreno tende fisiologicamente ad allargare un po' la traiettoria nelle curve lente, richiedendo convinzione per chiudere la linea. L'impianto frenante marchiato Brembo Stylema fa un lavoro eccellente in termini di componentistica, ma deve fare i conti con un ABS decisamente conservativo e invasivo, votato più alla sicurezza che alla staccata al limite.
Il motore canta forte, ma l'elettronica (comprensiva di piattaforma inerziale) e i filtri normativi ne smussano il carattere: sotto spinge bene, ma in alto manca di quella brutalità esplosiva tipica della sua lontana antenata. Qualche affinamento lo richiederebbero anche il quickshifter, leggermente ruvido in scalata, e un avvertibile effetto on-off del ride-by-wire.
| Specifiche Tecniche | MV Agusta Brutale 910S (2005-2007) | QJ Motor SRK 921 RR (2026) |
|---|---|---|
| Motore | 4 cilindri in linea, 909 cc, bialbero a 16 valvole | 4 cilindri in linea, 921 cc (di derivazione MV Agusta) |
| Potenza Massima | 139 CV a 11.000 giri/min | 127,9 CV a 10.000 giri/min |
| Coppia Massima | 96 Nm a 8.000 giri/min | 93 Nm a 8.000 giri/min |
| Telaio | Traliccio in tubi d'acciaio con piastre laterali in alluminio | Traliccio misto tubi e piastre in alluminio |
| Sospensione Anteriore | Forcella rovesciata Marzocchi da 50 mm, pluriregolabile | Forcella rovesciata Marzocchi, completamente regolabile |
| Sospensione Posteriore | Monoammortizzatore Sachs pluriregolabile | Monoammortizzatore Marzocchi regolabile |
| Forcellone | Monobraccio in lega d'alluminio | Monobraccio in lega d'alluminio |
| Impianto Frenante Ant. | Doppio disco da 310 mm, pinze Nissin a 6 pistoncini (assiali) | Doppio disco da 320 mm, pinze Brembo Stylema a 4 pistoncini (radiali) |
| Peso | 185 kg (dichiarato a secco) | 209 kg (in ordine di marcia col pieno) |
| Capacità Serbatoio | 19 litri | 16 litri |
| Gestione Elettronica | Totalmente assente (acceleratore a cavo, no ABS) | Full Ride-by-Wire, IMU a 6 assi, ABS Cornering, Traction Control, 3 Riding Mode |
| Cambio e Trasmissione | 6 marce, frizione meccanica (no antisaltellamento) | 6 marce con Quickshifter (Up/Down) e frizione antisaltellamento |
| Strumentazione | Misto analogico-digitale (contagiri a lancetta) | Display TFT a colori da 5" con connettività |
| Prezzo di Mercato | **~ 5.000 - 8.000 €** (mercato dell'usato) | 12.790 € (f.c. - listino nuovo) |
Guardando i numeri, emerge subito come l'impostazione "alla Tamburini" della Brutale 910S si affidasse a componentistica estremamente rigida (come la forcella Marzocchi da 50 mm) e a pinze freno che richiedevano molta forza sulla leva.
La QJ Motor, forte del progresso ingegneristico, sfrutta componenti allo stato dell'arte moderno: le pinze Brembo Stylema radiali offrono una potenza frenante immensamente superiore col minimo sforzo (tenute a bada però da un ABS un po' conservativo). Allo stesso tempo, l'elettronica moderna della sportiva asiatica (IMU, quickshifter, controlli di trazione) e i quasi 25 chili in più a serbatoio pieno la rendono molto più pacata e "ingabbiata" nell'erogazione rispetto ai nervosi e scalpitanti 139 cavalli a briglie sciolte della naked varesina.
Mettere a confronto la Brutale 910S e la SRK 921 RR non è stato solo un divertente esperimento, ma un vero e proprio scontro filosofico su cosa significhi la parola "sportività".
La sportività del 2026, incarnata dalla QJ, è democratica e orientata alla sicurezza. L'evoluzione ingegneristica ha fatto passi da gigante, portando pacchetti elettronici (come l'ABS Cornering e la piattaforma inerziale) a livelli tali da consentire a quasi chiunque di gestire potenze vicine ai 130 cavalli senza sudare freddo. La SRK 921 RR rappresenta una moto "entry level" per approcciarsi al mondo delle carenate ad alte prestazioni proprio per questo motivo: l'elettronica ingabbia la brutalità, ti perdona le sbavature e ti invita ad alzare progressivamente il ritmo, offrendoti una rete di salvataggio invisibile ma costantemente vigile. È una sportività che accompagna e rassicura, con i suoi nei.
Tuttavia, facendo un salto nel passato sulla Brutale 910S, si comprende immediatamente cosa ci siamo lasciati alle spalle. La sportività dei primi anni 2000 era viscerale, faticosa e splendidamente prepotente. Sulla MV non ci sono microchip a salvarti da una manata troppo violenta sul gas: c'è solo una connessione intima, a tratti spaventosa e romanticamente cruda tra il tuo polso destro, i corpi farfallati e l'asfalto. Quei 139 cavalli analogici, sparati a terra senza alcun filtro, sembrano almeno 170 per la rabbia con cui si manifestano. È una moto a cui bisogna dare rigorosamente del lei, che incute un sano timore reverenziale capace di generare fiumi di adrenalina pura.
Chi vince questo confronto intergenerazionale? La moderna sportività asiatica ci dimostra come la tecnologia abbia reso le prestazioni elevate un territorio finalmente accessibile, godibile e sicuro. Ma l'analogica belva varesina ci ricorda che la vera essenza della guida, quella imperfetta che ti fa scendere dalla sella con il battito accelerato e un sorriso a trentadue denti, oggi è diventata merce rara.
Il nostro verdetto è semplice: sfruttate la confidenza e la sicurezza che le sportive moderne sanno regalarvi, ma se ne avete l'occasione, provate almeno una volta nella vita una vera sportiva analogica. Solo così capirete cosa significa domare un motore davvero vivo.
MV Agusta
Via Giovanni Macchi, 144
21100 Varese
(VA) - Italia
0332 254111
info@mvagusta.com
https://www.mvagusta.com/it/
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