Quanto va forte la Yamaha R9 che ha vinto il CIV Supersport? L'abbiamo provata, con il Campione [VIDEO E GALLERY]

Siamo saliti in sella alla Yamaha R9 del Team Promodriver che ha dominato il CIV Supersport 2026. Un test esclusivo sul circuito di Cremona per scoprire i segreti e le sensazioni di guida della regina d'Italia insieme al campione del mondo Lorenzo Dalla Porta. Quanto va forte una R9 da più di 140 cavalli? Ve lo raccontiamo
1 novembre 2026

Dopo il test della R1 GYTR di Alessandro Delbianco, abbiamo avuto l'opportunità unica di mettere alla prova sul tracciato del Cremona Circuit la straordinaria Yamaha R9 CIV Supersport del Team Promodriver, fresca vincitrice del titolo italiano 2026 con Lorenzo Dalla Porta. Questo test esclusivo, svoltosi subito dopo il trionfo iridato del pilota toscano, nasce con l'obiettivo di svelare i segreti tecnologici e le reali sensazioni dinamiche di una moto che ha cambiato le regole della categoria fin dal suo debutto assoluto, avvenuto proprio quest'anno.

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A guardarla da lontano, la moto con cui Lorenzo Dalla Porta ha conquistato il CIV SSP 2026 sembra una "semplice" R9, ma avvicinandosi si scopre un livello di preparazione che rasenta l'opera d'arte. L'elemento che colpisce immediatamente l'occhio è l'enorme condotto di aspirazione anteriore in fibra di carbonio, una bocca così generosa da poter ospitare letteralmente un intero braccio. Il celebre propulsore tre cilindri CP3 di Yamaha è stato profondamente ottimizzato dai tecnici Promodriver: sono stati sostituiti i pistoni e lavorati accuratamente tutti gli scorrimenti interni, arrivando a sprigionare ben 145 cavalli di pura spinta a fronte dei 119 cavalli della versione stradale.

Il comparto ciclistico e frenante è stato stravorlto per rispondere alle esigenze di una guida racing estrema. All'anteriore troviamo una forcella KYB racing dotata di trattamenti superficiali speciali per ridurre gli attriti, mentre al posteriore lavora un monoammortizzatore Ohlins pluriregolabile che si innesca su un forcellone ad hoc. Questa modifica ha permesso di allungare l'interasse della moto rispetto al modello di serie. L'impianto frenante è a canale dritto, c'è poi il caratteristico sistema di freno posteriore a leva posizionato a portata di dito. Lo scarico completo in titanio Arrow, completa un pacchetto tecnico esclusivo. Ma c'è molto di più...

Quanto va forte?

Salire a bordo della regina del CIV riserva la prima, enorme sorpresa: l'ergonomia. A differenza di molte supersportive moderne, che sacrificano l'abitabilità sull'altare dell'aerodinamica estrema, la R9 CIV è insospettabilmente accogliente. Le pedane non sono collocate ad altezze proibitive e il manubrio è aperto e piatto, senza costringere i polsi ad angoli innaturali. C'è tantissimo spazio in sella per arretrare nei rettilinei, accucciandosi dietro la generosa protezione offerta dal cupolino bombato racing. Questa eccezionale triangolazione sella-pedane-manubrio riduce drasticamente l'affaticamento fisico.

Una volta in pista, la facilità di guida disorienta. Ti aspetti un mezzo nervoso, rigido, scorbutico, e invece ti trovi tra le mani un giocattolo incredibilmente sincero. L'avantreno è una lama affilata e diretta: la moto chiude le traiettorie in maniera disarmante. La confidenza che trasmette l'anteriore è superba; senti perfettamente il lavoro della sospensione e avverti millimetricamente il livello di aderenza offerto dalle coperture slick. È una sensazione che infonde una sicurezza totale, spingendoti a cercare la corda con una velocità di percorrenza che su una stradale standard sembrerebbe pura follia.

Ma è nella fase di decelerazione che questa R9 rivela la sua vera natura da mondiale. La staccata è semplicemente una goduria per prontezza, potenza e modulabilità. Dimenticatevi la spugnosità dei sistemi stradali: qui il collegamento tra la tua mano destra e le pastiglie è immediato, a canale dritto. Appena sfiori la leva, percepisci distintamente il punto di contatto iniziale sul disco e puoi dosare la pressione con una precisione chirurgica, entrando in curva profondo con i freni ancora in mano senza che l'avantreno tenda a raddrizzarsi o a farsi pesante.

Il propulsore tre cilindri CP3 asseconda questa ciclistica sublime con un'erogazione piena. Non c'è la violenza brutale che ti strappa le braccia tipica delle 1000 cc, ma una spinta ai medi regimi talmente corposa e lineare da tirarti fuori dalle curve con una progressione inarrestabile. Anche se sbagli marcia ed entri un rapporto sopra, la generosa coppia del tre cilindri ti rimette in linea in un attimo. Agli alti regimi l'allungo è meno marcato rispetto a un classico quattro cilindri, sembra quasi che la moto faccia poca strada. Si tratta però di un'illusione acustica smentita dai fatti: sul rettilineo di Cremona la velocità sale con una rapidità stratosferica, facendo segnare ben 30 km/h di differenza in fondo al dritto rispetto a un'R9 stradale. Trovare il vero limite di un mezzo simile per un pilota amatore è pressoché impossibile, ma il bello è che ti permette di divertirti senza richiedere uno sforzo fisico sovrumano.

Abbiamo provato anche la R9 CUP!
Abbiamo provato anche la R9 CUP!

Guidare una moto da corsa configurata per un pilota professionista richiede sempre qualche adattamento. Lorenzo Dalla Porta ferma l'ago della bilancia a soli 60 chilogrammi, mentre chi scrive supera i 90 chilogrammi con la tuta da pista indossata. Questa notevole differenza di peso si è tradotta in una parziale morbidezza del mono durante il test, evidenziando come l'assetto perfetto sia una questione di millimetri e di tarature personalizzate.

Inoltre, la risposta dell'acceleratore elettronico inizialmente impostata da Lorenzo con un rapporto diretto "uno a uno" è stata addolcita del 5% dai tecnici del Team Promodriver dopo il primo turno in pista, consentendomi di trovare una connessione perfetta con il gas senza strappi bruschi in percorrenza. A livello di posizionamento sul mercato, questa R9 ha un valore economico elevato, intorno ai 50.000€, ben distante sia dal listino stradale sia dal pacchetto della R9 Cup. Per chi vuole una moto simile c'è il catalogo GYTR. 

"La R9 è una moto estremamente facile da capire. Ci sono bastati appena due giorni di test precampionato per ritrovarci subito a livelli competitivi: l'erogazione del tre cilindri è lineare, sincera e facilissima da interpretare, il che mi ha permesso di adattarmi molto rapidamente. Certo, portarla al limite assoluto in gara è un'altra storia, ma la confidenza di base è eccezionale. Se dovessi fare un paragone diretto con la vecchia R6, questa R9 è decisamente migliore sotto l'aspetto della coppia, anche se perde qualcosina in termini di pura potenza agli altissimi regimi. L'unica pecca che ho riscontrato all'inizio è stata la larghezza del serbatoio: essendo io piuttosto bassino, i fianchi e gli spigoli pronunciati mi davano un po' fastidio nei movimenti in curva. Ma mi ci sono abituato in fretta durante l'anno e ora mi trovo a meraviglia su ogni tracciato. A livello di sviluppo complessivo credo che siamo ormai vicini al limite massimo del pacchetto, anche a causa del Balance of Performance del CIV. Quest'anno ci hanno tolto un filo di spinta in basso dove avevamo tantissima coppia, ma il compromesso finale è ottimo. Nonostante manchi un pizzico di allungo rispetto alle quattro cilindri concorrenti, la facilità di gestione ai medi ci permette di compensare e fare una strada pazzesca in uscita di curva."

Lorenzo Dalla Porta, Campione Italiano 2026

Il confronto diretto che il campione toscano traccia con la gloriosa e rimpianta R6 a quattro cilindri evidenzia il fulcro di questa svolta: la vittoria della coppia motrice sulla potenza pura. Con il motore CP3 della R9, la musica cambia radicalmente. La spinta generosa ai medi regimi permette una guida più moderna, redditizia e, paradossalmente, meno stressante fisicamente. La moto perdona l'errore, riparte con una forza sconosciuta alle vecchie seicento e fa scorrere i metri in uscita di curva con una trazione disarmante.

Il dettaglio fisico evidenziato da Dalla Porta sulla larghezza del serbatoio ci ricorda infine quanto questa moto, seppur raffinatissima e vincente in gara, rimanga strettamente derivata dalla produzione di serie. La condivisione dei medesimi ingombri telaistici della R9 stradale testimonia la bontà del progetto che chiunque può acquistare in concessionaria. Le nuove supersport sono il manifesto di una nuova era del motociclismo sportivo se guardiamo il palcoscenico da più lontano.

Siete d'accordo con questa nuova direzione della Supersport o rimpiangete le urla a 16.000 giri delle vecchie 600 a quattro cilindri? Spazio ai commenti qui sotto!

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Yamaha YZF R9 (2025 - 26)
Yamaha

Yamaha
Via Tinelli 67/69
20050 Gerno di Lesmo (MI) - Italia
848 580 569
https://www.yamaha-motor.eu/it/it/

  • Prezzo 13.499 €
  • Cilindrata 890 cc
  • Potenza 119 cv
  • Peso 195 kg
  • Sella 830 mm
  • Serbatoio 14 lt
Yamaha

Yamaha
Via Tinelli 67/69
20050 Gerno di Lesmo (MI) - Italia
848 580 569
https://www.yamaha-motor.eu/it/it/

Scheda tecnica Yamaha YZF R9 (2025 - 26)

Cilindrata
890 cc
Cilindri
3 in linea
Categoria
Super Sportive
Potenza
119 cv 88 kw 10.000 rpm
Peso
195 kg
Sella
830 mm
Pneumatico anteriore
Bridgestone Battlax Hypersport RS11 180/55-ZR17M/C (73W) Tubeless
Pneumatico posteriore
Bridgestone Battlax Hypersport RS11 120/70-ZR17M/C (58W) Tubeless
Inizio produzione
2025
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