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Le apparenze ingannano... e forse mai più come questa volta. Già, perché la Yamaha YZ250F 2027 cambia poco dal punto di vista estetico, ma tantissimo per quanto riguarda il lato tecnico. In breve? Telaio e motore tutti nuovi. Ma ve li spieghiamo tra pochissimo.
Per questo test abbiamo voluto scegliere una pista da Mondiale e quindi abbiamo optato per il Ciclamino di Arco di Trento. Le qualità tecniche del tracciato di Pietramurata non vanno di certo specificate: basti pensare che è teatro del Mondiale MXGP da più di dieci anni.
Fortunatamente, per la prova i ragazzi del Motoclub Arco non l'hanno preparata a modo, che pare un ossimoro, e quindi qualche buca e qualche canale siamo riusciti a trovarli, per simulare quanto più verosimilmente le condizioni di un tracciato segnato "da weekend" per amatori.
Ok, ma questa Yamaha quanto cambia?
E vi diremo di più: tantissimo, forse, è anche riduttivo. Il 2027 è un vero e proprio anno di rottura con il passato per la piccola 250 di Iwata. Arrivano tantissime novità e migliorie apprezzabili.
Partiamo dalla ciclistica. Il telaio è lo stesso che abbiamo trovato sulla YZ450F 2026, quindi vanta una nuova trave anteriore e zone del cannotto di sterzo e dell'attacco superiore dell'ammortizzatore riviste nella rigidezza. Tutti nuovi anche i supporti motore, che vanno a dare man forte alle caratteristiche per cui è stato pensato il nuovo telaio perimetrale in alluminio.
Il comparto sospensioni è, nemmeno a dirlo, firmato Kayaba e completamente regolabile. Forcella e mono vengono modificati nei setting interni e ora il pilota può intervenire sulle regolazioni della compressione (sul monoammortizzatore solo su quelle relative alle basse velocità) senza l'utilizzo degli attrezzi.
Tutto nuovo anche il freno posteriore. Cambiano, rispetto al modello precedente, i diametri dei pistoni presenti all'interno della pompa e della pinza. A variare, riducendosi, è anche il diametro del disco freno posteriore. Viene modificato anche il sistema di fissaggio del disco al mozzo posteriore, che ora non richiede l'utilizzo dei dadi nella parte posteriore.
A livello estetico sono presenti una nuova copertina della sella, che offre un grip notevole, e nuove plastiche, in particolar modo le tabelle laterali, che ora sono composte da tre pezzi. Il colore? Blu. Tutta blu. Bellissima.
Grandi interventi anche sul motore. La testa viene completamente rivista e arrivano i bilancieri a dito per le valvole. Ciò permette al motore di frullare ancora più in alto. Il limitatore viene infatti alzato di 700 giri al minuto.
Nuovo anche l'airbox, che non solo presenta uno strato insonorizzante, ma anche un risuonatore che ha il compito di abbattere i decibel a frequenze ben studiate. Nuovo anche il sistema di scarico, più chiuso, così da rispettare le nuove norme in materia di rumore, sempre più stringenti, dettate dalla FIM.
A perfezionare il comportamento di questi nuovi componenti ci pensano due nuove mappe motore, selezionabili dal pulsante presente sul lato sinistro del manubrio e integrato con il tasto di spegnimento.
Arriva finalmente anche la frizione idraulica. Non solo il comando sul manubrio, ma anche l'attuatore. E non è tutto, perché l'ingranaggio primario della trasmissione e il cestello frizione ora sono costruiti in un'unica soluzione, in acciaio, per resistere meglio allo stress dell'usura.
La YZ250F 2027 rimane, come già accade da tempo, una delle moto di riferimento della classe MX2. Gli aggiornamenti sono importanti, ma complessivamente promossi e capaci di migliorare una moto già globalmente ottima.
La prima cosa che si nota una volta in sella è quanto questa nuova Yamaha sia silenziosa. Eravamo rimasti colpiti dalla 450 2026, ma questa 250 2027 forse lo è anche di più. La prima cosa che abbiamo pensato è stata: "Sembra una moto normale". Lì per lì può sembrare strano, ma chiunque abbia in garage o abbia provato una Yamaha di qualche anno fa sa quanto rumore di aspirazione producesse. Ecco, eliminato.
Il motore amplia lo spettro di utilizzo: è buono a metà e a tre quarti di gas, ha forza, spinge bene e si distende alla grande anche nei rettilinei più importanti. Se inserite la marcia giusta, meglio, ma anche nel caso doveste dimenticarvela, non mura e non smette mai totalmente di spingere. Soprattutto nei salti di marcia, tra seconda e terza e tra terza e quarta, non si siede e continua a spingere con vigore.
Ottima la frizione. Morbida quanto serve, né troppo né troppo poco, restituisce alle dita un grande feedback e, soprattutto, non necessita di essere regolata durante l'arco della manche, in particolare nel caso di terreni pesanti come sabbia o fango.
Complessivamente, anche la ciclistica è sana. Curva bene, è stabile e ha un buon setting delle sospensioni, anche se sappiamo che il 90% dei crossisti opta poi per una taratura personalizzata dal proprio sospensionista di fiducia.
A lasciarci un attimo "così così" sono le sensazioni che restituisce l'anteriore in fase di staccata. Nei punti più lenti e sulle buche più piccole risulta un po' duro e tende a "battere sulle mani". Molto probabilmente, con un setting ottimizzato per peso e velocità, questa sensazione potrebbe diminuire. Va precisato, però, che la stessa sensazione l'abbiamo riscontrata a Lelystad lo scorso anno, durante il test della 450 2026.
Per concludere, la YZ250F si conferma una delle migliori "armi" per affrontare la guerra della MX2. E se non doveste accontentarvi della moto standard, c'è tutto il catalogo GYTR, con quelle chicche che servono non solo per avere una moto più bella sul cavalletto, ma soprattutto per renderla ancora più competitiva in pista.
La piccola di Iwata, in America, con Star Racing, ha raccolto un sacco di titoli con Deegan e Davies e non stentiamo a capirne il perché. Oltre alla professionalità del team, la base di partenza, ovvero la moto standard, è ottima e, una volta preparata, può essere solo che meglio.
Per questo test è tutto. Noi ci vediamo presto con un prossimo test a ruote tassellate!
Maggiori Info
Tester: Mattia Carpi, 30 anni, 180cm x 95kg
Location: Circuito Ciclamino, Arco di Trento (TN)
Abbigliamento
Casco: Arai MX-V Evo
Maglia: Alpinestars
Pantalone: Alpinestars
Guanti: Alpinestars Radar-Pro
Stivali: Alpinestars Tech 10 Enduro
Occhiali: 100% Armega