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Chi vince festeggia e chi perde spiega. Mi pare dica così questo detto, e ha senso. Marc Marquez ha tutto da festeggiare dopo i 34 punti complessivi intascati a Sepang, contro gli zero di Martin.
E invece MM ha festeggiato poco perché rimane concentrato sul prossimo GP. Ecco le sue parole dopo la vittoria malese.
"La lotta per il titolo sembra ancora lontana. Mancano meno gare, non molte, ma ci sono ancora tanti momenti da vivere, quindi dobbiamo rimanere concentrati, ma parliamo del presente, del recente passato qui in Malesia, perché stiamo già pensando alla prossima. È stato un weekend in cui a volte la vita ti mette in situazioni in cui devi fare qualcosa, ed era il momento di farlo, e l'abbiamo fatto".
Su come sta gestendo tutto...
"Non riesco a spiegarlo bene, penso che l'adrenalina, la forza che si prova sapendo di lottare per un titolo, mentalmente sto raggiungendo livelli che prima non riuscivo a raggiungere. Quindi, sono concentrato, sto cercando di gestire tutto, spingendomi oltre i limiti. Si può sempre sbagliare, c'è sempre un rischio nel motociclismo, ma sto cercando di gestirlo nel miglior modo possibile. Visto come si è sviluppata la mia carriera, in questo momento non posso essere un tipo impulsivo, non posso essere un tipo così esplosivo, e se voglio lottare per questo Campionato del Mondo fino alla fine, devo essere un tipo più calmo e calcolatore"
Dal tuo ritorno dopo il doppio intervento chirurgico di maggio, tutto ciò che ti eri prefissato si è concretizzato?
"Beh, mi sarebbe piaciuto vincere ancora di più, ma è vero che da quando sono tornato, gli obiettivi che mi ero prefissato si sono realizzati, e la cosa più importante è, come mi ha detto qualcuno nel paddock, fare come i cavalli, senza guardare di lato. Basta fare il proprio lavoro e ogni tanto voltarsi a guardare intorno, ma sempre seguendo l'istinto"
Nel giro d'onore a Sepang MM ha mostrato una bandiera spagnola con un nastro nero, in memoria delle vittime dell'incidente ferroviario di Toledo...
"Ieri sera stavo cenando e ho detto ai due José (Martínez e Carrión, ndr) che erano qui: 'Preparate la bandiera perché domani vincerà Máximo e anche io o Álex, quindi Máximo la porterà e poi la porteremo noi'. È il minimo che possiamo fare, essere con il popolo spagnolo, essere con Toledo, con Urda e vicini alle famiglie che sono state vittime di quel tragico incidente"
Stiamo vedendo il miglior Marc Márquez di sempre?
"Mentalmente sì, al cento per cento, fisicamente no"
Chi ha fatto la differenza in questo mondiale: il pilota, la moto o la condizione fisica?
"La squadra. L'ho detto, non so se all'inizio della stagione. Ho la moto migliore e la squadra migliore per ottenere il massimo, ed è per questo che sono fiducioso. Sono sempre stato fiducioso in ogni progetto in cui sono stato coinvolto. Quando ero alla Honda, fino alla fine del progetto Honda, anche nell'ultima gara, lottando per il podio a Valencia, bisogna sempre essere convinti e non dubitare di se stessi, e non guardare al giardino del vicino, perché è sempre più verde. Non si vedono i difetti. Se guardi il giardino del vicino, vedi solo i punti di forza, ma in ogni squadra, ogni moto ha dei difetti, e bisogna essere convinti delle proprie capacità, e io sono convinto di essere nel posto migliore"
"Dobbiamo essere focalizzati, oggi abbiamo preso vantaggio in campionato (su Martin, +44, ndr), l'importante anche è aver preso punti a Bezzecchi perché nelle ultime gare va sempre molto forte e vediamo. Sono concentrato. Mi sono vestito da Alex Marquez in Malesia. Fisicamente sto meglio? Le gare che sono di stanchezza cardiovascolare mi sento bene, quelle di stanchezza muscolare faccio più fatica. Io guido come mi sento in palestra e penso che la mente sia quella che mi sta facendo andare forte, l'adrenalina, più che una riabilitazione è stato un adattamento".