Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su [email protected]
Il debutto internazionale al Salone EICMA di Milano, nei prossimi giorni, segna l'apertura di un capitolo inedito per la casa di Milwaukee. La nuova Harley-Davidson Sprint 440 irrompe nel segmento delle medie cilindrate con un obiettivo ambizioso: trasformare ogni uscita in una vera e propria Joyride e rendere il marchio accessibile a un pubblico trasversale, dai neofiti con patente A2 ai motociclisti di ritorno, per avvicinare i più giovani ad Harley senza sminuire l'autentico DNA delle cruiser americane. È fondamentale chiarire subito un aspetto, per fugare ogni dubbio: pur nascendo in stretta collaborazione con Hero MotoCorp, uno dei principali colossi delle due ruote, non si tratta di un progetto commissionato a terzi e semplicemente rimarchiato. Harley-Davidson ha utilizzato una piattaforma tecnica di base per poi sviluppare e plasmare interamente la sua motocicletta, curandone il design, la ciclistica e, soprattutto, il carattere. L'abbiamo messa alla prova in Spagna, spaziando dal traffico di Barcellona alle strade collinari, attraversando tratti a scorrimento veloce, per poi ritornare giù, verso la sinuosa costa.
Il colpo d'occhio è tipicamente Harley-Davidson, un richiamo evidente al linguaggio stilistico classico del marchio concentrato in proporzioni snelle e compatte. Come sottolineato da Bjorn Shuster, Head of Design del brand, l'inclinazione della forcella, l'altezza delle sospensioni e le dimensioni di ruote e pneumatici contribuiscono a creare un'impostazione cruiser inequivocabile. Il faro anteriore sospeso full LED con il logo al centro, il serbatoio a goccia, il parafango posteriore corto e la sella fastback trasmettono una cura del dettaglio che sorprende considerando il prezzo del modello. Spiccano altresì le finiture lavorate del motore, la forma rastremata del silenziatore (unico aspetto su cui forse si poteva fare di meglio, senza esagerare con la cover cromata) e i bei cerchi in alluminio pressofuso a dieci razze. La Sprint è proposta nelle tre colorazioni Dark Billiard Gray, Vivid Black e Teal Thunder, tutte impreziosite da una grafica sul serbatoio con un motivo a scacchi e dal nuovo personaggio grafico Harley Hare sulle fiancatine, a simboleggiare l'agilità e il divertimento del modello.
Salendo a bordo, la sensazione dominante è quella di controllo e semplicità. Con un'altezza della sella con pilota a bordo di soli 671 millimetri e un peso in ordine di marcia fermo a 189 chili (non pochissimi, ma tutti puntati verso il basso e quindi ben gestibili), la moto risulta estremamente maneggevole e rassicurante, permettendo a chiunque di appoggiare saldamente i piedi a terra. L'ergonomia generale e il posizionamento dei comandi intuitivi non affaticano minimamente; la sella di serie è comoda e accoglie anche l'eventuale passeggero, per quanto la vocazione della Sprint, come abbiamo potuto constatare tra le curve, resti principalmente solitaria. Per i piloti più alti l'impostazione può risultare leggermente infossata, ma il catalogo Genuine Motor Parts & Accessories risolve il problema alla radice: la sella Tallboy, ad esempio, alza la seduta di circa 5 centimetri e la arretra di 6,4, ottimizzando la triangolazione tra braccia e gambe. Sul fronte opposto, chi desidera avvicinarsi ulteriormente ai comandi a pedale e al manubrio può optare per la sella Reach, che sposta il bacino in avanti di 2,5 centimetri ed evita lo scivolamento in accelerazione, mentre i puristi apprezzeranno la linea rastremata della Brawler Solo.
Sotto il serbatoio da 9 litri pulsa il vero cuore del progetto: un motore monocilindrico da 440 cc raffreddato ad aria e olio, studiato per contenere pesi e complessità meccanica. Caratterizzato da un singolo albero a camme in testa e due valvole (una di aspirazione e una di scarico), segna un alesaggio per corsa di 79,6 x 88,4 mm e un rapporto di compressione di 9,81:1. Il propulsore eroga 27 cavalli (20 kW) a 6.000 giri/min, rendendo la moto guidabile con patente A2.
A stupire su strada, però, è l'erogazione: la corsa lunga garantisce una coppia massima di 38 Nm già a 4.000 giri/min, offrendo un tiro in basso corposo e immediato, ideale per scattare rapidamente al semaforo e divincolarsi in scioltezza nel traffico urbano senza perdersi però nell'allungo, che tira bene fino oltre i 100 chilometri orari. Ma il dato tecnico passa quasi in secondo piano quando si preme il tasto di avviamento: il sound emesso dal silenziatore è profondo e avvolgente. Suona in tutto e per tutto come un piccolo bicilindrico, restituendo un'acustica che non tradisce il blasone H-D. L'iniezione elettronica assicura fluidità, traducendosi in un'efficienza notevole: i consumi dichiarati di 3,1 l/100 km nel ciclo combinato sono realistici, permettendo percorrenze reali ben oltre i 30 chilometri con un singolo litro di carburante.
Abbandonando la città per il misto collinare, la ciclistica rivela doti dinamiche sorprendenti e fa davvero divertire. All'anteriore lavora una forcella a steli rovesciati da 43 millimetri con sistema a doppia cartuccia e 130 millimetri di escursione, mentre il posteriore è affidato a un doppio ammortizzatore a molla con serbatoio esterno integrato (piggyback), regolazione meccanica del precarico su sette posizioni ed escursione di 76 millimetri. Questa sinergia, unita a un diametro ruote da 19 pollici all'anin piega volentieri, con l'unico limite nella guida allegra che arriva ovviamente dalla luce a terra: le pedane iniziano a grattare l'asfalto presto, un dazio quasi obbligato per mantenere la rigorosa impostazione estetica e l'impronta tipica del mondo Harley. Sulle strade a scorrimento veloce la stabilità è irreprensibile, l'adozione di un contralbero di bilanciamento azionato a ingranaggi annulla del tutto le vibrazioni primarie a qualsiasi regime, mentre il cambio a sei rapporti, morbidissimo grazie alla frizione assistita e antisaltellamento, sfrutta una quinta e sesta marcia con rapporti di tipo overdrive. In sesta marcia non si avvertono vibrazioni di alcun tipo, e il motore lavora a un regime di relax. La protezione aerodinamica di serie è nulla, ma anche qui il catalogo interviene con un generoso parabrezza trasparente a sgancio rapido, perfetto per l'inverno e le tangenziali.
Il comparto frenante, supervisionato da un ABS di serie ben tarato e molto discreto (durante l'intera giornata non è mai intervenuto se non provocato deliberatamente), utilizza un disco anteriore da 320 millimetri con pinza a due pistoncini e un disco posteriore da 240 con pinza a singolo pistoncino. La frenata si dimostra sicura e modulabile, ma a voler fare i pignoli si avverte la necessità di un po' più di mordente nella primissima fase di attacco della leva anteriore, mentre il freno posteriore morde l'asfalto con una decisione inaspettata. La dotazione tecnologica integra modernità e stile classico: dietro al faro tondo spicca un alloggiamento circolare contenente un display TFT a colori da 3,5 pollici. Un elemento bello da vedere e perfettamente leggibile in ogni condizione di luce, che fornisce tachimetro, contagiri, contachilometri totale e parziale e tutte le spie di sicurezza. Praticissima anche la presa USB-C da 5 volt posizionata proprio sopra il gruppo ottico anteriore. Se dovessimo trovarle un difetto, sarebbe l'assenza di un sistema di accensione keyless: una funzionalità ormai diffusa anche su scooter di fascia economica che, sebbene non amata dai tutti, avrebbe conferito alla Sprint 440 quel tocco premium definitivo.
Non c'è Harley-Davidson senza una profonda vocazione alla customizzazione. Oltre alle selle e al plexiglass, la casa madre ha già predisposto una ricca linea di accessori specifici. Tra questi figurano le borse laterali Throw-Over in tessuto nero (capacità di 7 litri e portata di 2,7 chili per borsa), il Sissy Bar Upright con Backrest Pad per migliorare il comfort del passeggero, il manubrio Moto caratterizzato da una curvatura più piatta per un look aggressivo, la protezione motore tubolare in acciaio (Engine Guard) e i dettagli della collezione Willie G Skull, che includono pedane, specchietti bar-end e manopole dedicate.
In definitiva, con questa nuova Sprint 440 Harley-Davidson ha centrato il bersaglio, mantenendo fede alle parole del CEO Artie Starrs: un vero invito a mettersi in sella che unisce facilità disarmante, ciclistica sana e un sound inconfondibile, dando vita a una moto da cui, per puro divertimento, non si vorrebbe mai scendere!
Il prezzo? 5.790 euro. Da record!