Kawasaki Z7 Hybrid TEST. Una moto ibrida? Chissà quanto costa! Meno di uno scooter... [VIDEO]

L’universo delle due ruote sta vivendo una transizione, e se vi state chiedendo se valga la pena provare una moto ibrida, la risposta, dopo il nostro test, è un convinto sì. Oggi mettiamo alla prova la Kawasaki Z7 Hybrid, l'unica naked di serie al mondo a sfruttare questa tecnologia, lanciata sul mercato insieme alla sorella carenata Ninja 7
19 giugno 2026

Ma cosa c'è di nuovo, rispetto alla primissima versione lanciata sul mercato? Trattandosi di un progetto visionario e inedito, Kawasaki ha voluto dare ascolto ai feedback dei propri clienti, introducendo aggiornamenti volti a rendere questa particolarissima naked ancora più fruibile.

Ascoltando le richieste del mercato, i tecnici di Akashi hanno introdotto novità fondamentali, sia dal punto di vista tecnico che commerciale. Il primo grande cambiamento riguarda la gestione elettronica in marcia: adesso è possibile variare la modalità di guida in movimento fino a una velocità massima di 60 chilometri orari, a gas chiuso, sempre agendo semplicemente sui tasti sul blocchetto di sinistra. In precedenza, questa soglia era limitata a soli 25 chilometri orari, il che costringeva di fatto il pilota quasi a fermarsi per poter cambiare anima alla Zeta.
Anche la seconda novità tecnica risolve una mancanza segnalata dai primi utenti: nella versione precedente la modalità Sport escludeva la trasmissione automatica, obbligando all'uso del cambio sequenziale. Ora la clientela è stata accontentata e l'indole più sportiva della moto si può sfruttare anche in totale automatismo.

A chiudere il cerchio delle novità c'è un listino prezzi rivisto al ribasso, con un riposizionamento e un prezzo lancio di cui parleremo nel dettaglio alla fine del nostro percorso.

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Sotto le carene della Z7 Hybrid batte un cuore bicilindrico parallelo da 451 cc, che amichevolmente chiamiamo 500, poiché è lo stesso propulsore ampiamente collaudato e condiviso con altri modelli della gamma, come ad esempio la KLE 500. Lavorando in perfetta sinergia con l'unità elettrica, il sistema eroga una potenza massima complessiva di 69 cavalli a 10.500 giri al minuto, dato è supportato da una coppia vigorosa di 60,4 Newtonnetro disponibile prestissimo, già a 2.800 giri, il che si traduce in una spinta sempre corposa e immediata.

Tutta questa tecnologia è accolta da una ciclistica solida, che si affida a un classico telaio a traliccio in acciaio ad alta resistenza. Per quanto riguarda le sospensioni, all'anteriore troviamo una forcella telescopica con steli da 41 millimetri di diametro e un'escursione di 120 millimetri, abbinata a un impianto frenante con doppio disco da 300 millimetri. Al posteriore lavorano invece un monoammortizzatore regolabile nel precarico e un disco freno singolo da 220 millimetri. Per quanto riguarda le ruote, i cerchi sono entrambi da 17 pollici e calzano pneumatici da 120 all'anteriore e da 160 al posteriore.
Dal punto di vista dell'ergonomia la moto si rivela accogliente: l'altezza della sella si ferma ad appena 79,5 centimetri da terra, una quota rassicurante e perfetta anche per le stature medie. Chi scrive misura 165 centimetri e riesce a toccare terra senza alcun problema. La bilancia segna un peso di 225 chili, è innegabile che la presenza dei due motori si faccia sentire leggermente durante le manovre da fermo, ma il baricentro è ben posizionato e le masse sono ben distribuite attorno al serbatoio da 14 litri.

Salendo in sella, l'impatto iniziale spiazza inevitabilmente i motociclisti navigati: non ci sono né la leva della frizione, né il pedale del cambio. L'istinto porta fisiologicamente a cercarli per i primi chilometri, ma la mente si abitua in pochissimi minuti, scoprendo un mezzo che offre tre anime completamente diverse. La prima è la modalità EV, ovvero Total Electric, pensata per l'ambito urbano, configurazione in cui la Z7 Hybrid si muove nel silenzio più assoluto e senza trasmettere alcuna vibrazione, utilizzando la trasmissione esclusivamente in modalità automatica, disattivando di fatto le palette al manubrio. Le quattro marce disponibili vengono sgranate in totale autonomia in modo rapido fino a raggiungere una velocità di punta che si attesta intorno ai 65 chilometri orari. L'autonomia, pur non permettendo lunghissimi trasferimenti, garantisce un ottimo scatto al semaforo e copre perfettamente le classiche distanze del tragitto casa-lavoro in città.

Attivando la modalità Sport ila storia prende tutt'altra piega, il bicilindrico termico si accende e inizia a lavorare con il propulsore elettrico, così la spinta combinata dei due motori offre prestazioni complessive paragonabili a quelle di una cilindrata 700, ed è proprio da questa sensazione che deriva il nome Z7. Il motore si dimostra estremamente piacevole, privo di vibrazioni, capace di un inaspettato allungo e di un bel sound di scarico. Scegliendo l'opzione automatica l'innesto delle marce è avvertibile e non sempre fluidissimo, passando invece al cambio manuale - gestibile tramite due comode e intuitive palettine posizionate sul blocchetto sinistro per salire e scendere di rapporto - i passaggi risultano decisamente più dolci e fluidi. In ogni caso, ai semafori la moto fa tutto da sola, il motore resta acceso ma elimina ogni stress da ripartenza e azzera il rischio di spegnere la moto o di trovarsi in difficoltà nelle partenze in salita, una vera manna per i principianti.

Ad aggiungere ulteriore pepe e un tocco ludico all'esperienza c'è il tasto E-Boost posizionato sul blocchetto destro. Tenendolo premuto l'indicatore a cruscotto lampeggia e si ottiene un picco supplementare di potenza massima. È una gioia intensa che dura poco, perché ovviamente richiede molta energia e consuma rapidamente la batteria, ma in quegli istanti trasforma la Z7 in una scheggia, rivelandosi ideale per trarsi d'impaccio da situazioni complicate o per effettuare sorpassi in sicurezza.

La vera essenza e la maturità di questo progetto si esprimono al meglio nella modalità Eco, che fa comportare la Zeta esattamente come le moderne auto ibride a cui siamo ormai abituati: parte sempre e solo in elettrico e, guadagnando velocità, poi avvia dolcemente il propulsore termico. Abbiamo testato questa configurazione nel traffico dell'ora di punta a Milano con una temperatura ambientale di ben 30 gradi e il risultato è una moto non scalda affatto, non vibra e non fa rumore inutile, spegnendo intelligentemente il motore termico a ogni sosta o incolonnamento. Guidandola in Eco con il cambio impostato in manuale si raggiunge il nirvana dell'ibrido perché si può assecondare l'orecchio cambiando al giusto numero di giri, rendendo l'esperienza di guida fluida, scorrevole e piacevole.

Tra le curve e nei percorsi guidati la Kawa hybrid mantiene intatta l'anima dinamica che ha reso celebre la serie Z di Kawasaki, scende in piega volentieri e si dimostra svelta nei cambi di direzione, permettendo di godersi a pieno una gita fuori porta o un passo di montagna. La vera e inaspettata sorpresa riguarda il comportamento delle sospensioni, che si è dimostrato capace di digerire egregiamente le insidie metropolitane come il pavé, i dossi e le buche di Milano, regalando un comfort a bordo d'eccezione per una naked. La posizione di guida è piacevolmente eretta, con un manubrio alto e largo che offre un ottimo braccio di leva, pedane posizionate alla giusta altezza e una sella che risulta comoda anche per il passeggero.
In fase di frenata la combinazione dei due dischi anteriori offre spazi d'arresto ridotti, garantendo grande modulabilità e totale sicurezza. Di contro, il freno posteriore è apparso fin troppo blando e poco incisivo, complice probabilmente la giovinezza del veicolo in prova ancora in fase di rodaggio.

Un plus niente male, utile in particolar modo per i neofiti o per chi fatica a gestire i 225 chili di massa, è la funzione Walk. Tenendo premuto l'apposito tasto, la moto entra in una modalità a bassa velocità e si muove a passo d'uomo in avanti per agevolare le manovre e i parcheggi. Ma la vera magia avviene ruotando la manopola del gas al contrario, in modo da attivare una vera e propria retromarcia. Lo spunto in retro è volutamente molto morbido per evitare perdite di equilibrio o strattoni improvvisi, ma richiede comunque attenzione e delicatezza se non si è abituati a gestire un veicolo a due ruote che arretra a motore!

Un capitolo a parte lo meritano i costi di gestione, perché l'efficienza di questo sistema permette letteralmente di dimenticarsi del benzinaio e viaggiando in modalità Eco Hybrid si percorrono agilmente 27 chilometri con un singolo litro di carburante. Selezionando la più prestazionale modalità Sport il dato scende davvero di pochissimo, attestandosi sui 25 chilometri per litro. Per quanto riguarda la gestione dell'energia, la batteria si ricarica in modo rapido durante la marcia, senza bisogno di prese o pensieri, fa tutto da sola.

Volendo trarre un bilancio finale, i pregi di questa Kawasaki Z7 Hybrid superano di gran lunga i difetti, l'idea di base è eccellente e messa su strada in modo brillante grazie alla perfetta sintonia tra i due motori, così come sorprende l'utilità inaspettata della modalità elettrica, che si finisce per usare molto più spesso del previsto. Il comfort delle sospensioni e i consumi irrisori completano un quadro positivo, senza dimenticare chicche tecnologiche come la comodità della retromarcia e la serenità delle partenze in salita senza l'ingombro della frizione. Tra gli aspetti migliorabili invece, oltre alla frenata posteriore e alla taratura delle marce in automatico che risulta un po' troppo irruenta, bisogna segnalare un raggio di sterzo moderato dovuto alle particolari geometrie introdotte per ospitare il sistema ibrido, che alle bassissime velocità porta l'avantreno a "chiudere" un pochino.

Ma a conti fatti questa Kawasaki si rivela insomma una moto incredibilmente intelligente. È capace di sostituire in tutto e per tutto (capacità di carico esclusa, purtroppo) il comodo scooter durante la settimana lavorativa nel traffico congestionato - e costa anche meno di alcuni scooter di media cilindrata - per poi trasformarsi e far divertire come una vera naked sportiva sui passi di montagna nel weekend. Certo, ai motociclisti più passionali mancherà forse il rombo tradizionale fin dai primissimi metri, ma a volte viaggiare avvolti dal solo sibilo dell'aria sul casco è un'esperienza nuova e affascinante, provare per credere!

A rendere il tutto ancora più ok è il riposizionamento del prezzo di cui parlavamo in apertura: sia la Z7 Hybrid che la sorella carenata Ninja 7 Hybrid vengono ora proposte a listino a 7.995 euro, con i modelli a chilometro zero che costano 6.995 euro