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Kawasaki ha costruito un caso interessante di coesistenza pacifica all'interno dello stesso listino: la Z900 RS e la Z900 condividono motore e telaio, ma propongono esperienze di guida — ed estetiche — radicalmente diverse. La prima è un omaggio vivente alla Z1 degli anni '70, con faro tondo, serbatoio a goccia, sellone imbottito e cromature; la seconda incarna lo stile Sugomi, linee taglienti, muscolose, aggressive, da hypernaked contemporanea. Entrambe disponibili nella versione SE (Special Edition), con componenti premium che alzano sensibilmente il livello qualitativo. Entrambe fanno godere, ma in modo diverso... Così in redazione la domanda è scattata spontanea quando il sottoscritto si è schierato subito a favore della RS e il nostro giovane redattore Pietro ha difeso a spada tratta la "Zetona". E allora? Era necessario un video per mettere le cose in chiaro!
La Z900 SE Performance è la naked moderna per chi vuole una moto che non lasci scampo tra le curve. Il motore 4 cilindri in linea da 125 CV e 97 Nm di coppia a 7.700 giri è identico a quello della RS, ma qui la mappatura privilegia una risposta più pronta e decisa, più appuntita. La ciclistica è stata affinata per la guida all'attacco: interasse leggermente più corto, cannotto di sterzo più chiuso e posizione in sella più raccolta, con il peso del pilota caricato sull'anteriore. Il risultato è una moto che tende a chiudere la traiettoria, che invita ad alzare i giri e che nel guidato più allegro dà soddisfazioni immediate.
La versione SE aggiunge le pinze Brembo M4.32 ad attacco radiale, il mono Öhlins regolabile, tubazioni freno in treccia metallica e - in questo momento - lo scarico Akrapovič in omaggio nella promozione di maggio. La strumentazione TFT da 5 pollici gestisce riding mode, traction control disattivabile con memoria al riavvio (comodità apprezzata dai "teppistelli") e IMU a sei assi. Prezzo: 13.440 € per la SE Performance.
La Z900 RS SE è un esercizio riuscito di stile retrò applicato a una moto moderna. L'ispirazione alla Z1 è dichiarata e convincente: faro tondo, serbatoio a goccia da 17 litri, scarico quattro in uno cromato e colorazioni dedicate che ci riportano a metà degli anni Settanta o in un episodio del Joe Bar. Ma sotto l'aspetto vintage c'è tecnologia contemporanea: stessa IMU a sei assi, traction control, cruise control e connettività via app Kawasaki, tutto integrato in una strumentazione ibrida con doppio quadrante analogico e display digitale centrale. Rispetto alla Z900 qui il livello di personalizzazione dell'elettronica è più basso non avendo un TFT tramite cui customizzare le modalità di guida.
Il motore è lo stesso 4 cilindri, ma la curva di erogazione è volutamente più morbida e corposa ai medi: perfetta per chi ama guidare con una marcia lunga e pennellare le curve senza stare a guardare il contagiri (per quanto sia comunque molto bello da guardar salire!). La geometria è di poco più distesa — cannotto di sterzo più aperto, interasse maggiore — il che si traduce in una moto più stabile sul veloce e meno "nervosa", più confortevole e con un angolo di sterzo generoso per le manovre. Sella alta e imbottita, posizione eretta: si viaggia bene, anche in coppia. Dotazione SE identica alla Z900: pinze Brembo M4.32, tubi in treccia e mono Öhlins con registro remoto. Prezzo: 14.590 € (con promozione di 900 € attiva a maggio).
Alla fine, la scelta tra Z900 RS e Z900 Performance dice più di voi che delle moto: se vuoi una compagna di scorribande da guidare con il sorriso stampato in faccia, capace di far venire i rimpianti alla generazione dei 50enni, la RS non ha rivali. Butti dentro una marcia a caso, dai gas e godi.
Se invece cerchi una moto che risponda a ogni richiesta con una guida precisa e coinvolgente, che sia moderna e riconoscibile senza essere necessariamente eccessiva, ma con personalità estetica ecco che la Z900 è un best buy difficile da battere. E le competitor lo sanno! Il motore, in ogni caso, è lo stesso e da solo vale il biglietto d'ingresso.