Divertimento o martirio?

Divertimento o martirio?
Track day con 40 gradi: passione vera o masochismo? E se servisse la "Garanzia Caldo"?
3 agosto 2026

Siamo sinceri e facciamo una confessione a cuore aperto: il caldo di queste settimane rende il nostro lavoro decisamente meno affascinante del solito. Stare in sella con 35, 38 o persino 40 gradi, ci mette davvero a dura prova e, per una volta, guardiamo con un pizzico d'invidia i nostri colleghi della redazione quattro ruote di Automoto.it, belli al fresco dentro i loro abitacoli climatizzati.

Da questa sofferenza "da tuta di pelle" e dai racconti di tanti appassionati incontrati nel paddock, è nata una riflessione spontanea su quanto le temperature estreme stiano cambiando il nostro modo di vivere la moto, in particolare durante le giornate di prove libere in pista.

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La via crucis dei cordoli estivi

Prenotare un track day a luglio o agosto sta diventando sempre più una scommessa al limite del masochismo. Infilarsi una tuta di pelle, calzare stivali, paraschiena, casco integrale e magari l'airbag sotto il sole cocente è un'operazione che fa sudare ancora prima di accendere il motore.

Poi entri in pista: dopo appena 5 giri tirati ti ritrovi sopra un mostro meccanico che caccia calore da ogni feritoia della carena. La domanda allora sorge spontanea: è ancora divertimento o si è trasformato in una vera e propria via crucis?
 

Ci sono due aspetti critici che spesso vengono sottovalutati quando si gira con queste temperature:

La tenuta fisica del pilota, le superbike moderne superano abbondantemente i 200 CV e vantano impianti frenanti che fino a pochi anni fa erano riserva esclusiva delle SBK ufficiali. Gestire questi mostri richiede uno sforzo immane. Con il caldo estremo, non è raro vedere amatori (magari non più giovanissimi o senza una preparazione da atleti), mezzi collassati sotto le docce già all'ora di pranzo o costretti a saltare gli ultimi turni del pomeriggio perché esausti.

La perdita di lucidità, non c'è nulla di male nel cedere alla stanchezza, ci mancherebbe. Il problema nasce quando la fatica annebbia i riflessi mentre si condividono i cordoli con altri piloti: in pista la lucidità mentale è il primo e più importante dispositivo di sicurezza.

"Mettersi in sella a moto da oltre 200 CV con 40 gradi richiede una lucidità fisica e mentale totale. Quando il caldo la consuma, il rischio in pista aumenta esponenzialmente".

Il fattore umano: lucidità e sicurezza a rischio

Se il fisico del pilota soffre, la meccanica non se la passa certo meglio.
Quando l'aria sfiora i 40 gradi, l'asfalto del circuito può toccare facilmente i 60-70 °.

Gomme in crisi, senza mescole specifiche, le coperture tendono a scivolare e a degradarsi a ritmi impressionanti.

Stress meccanico, i motori lavorano a temperature di esercizio limite. Capita sempre più spesso di vedere moto che iniziano a "sfiatare" liquido di raffreddamento o, nei casi più gravi, a perdere olio in pista, creando situazioni di pericolo per tutti gli altri.
 

Quando si prenota una giornata in pista con mesi di anticipo, il rischio pioggia è da sempre calcolato, tanto che quasi tutti gli organizzatori offrono ormai formule d'assicurazione o "Meteo Garanzia" per recuperare la data.

Perché non iniziare a pensare a qualcosa di simile anche per il caldo estremo? Se le condizioni meteo superano una soglia critica che compromette la sicurezza e la salute dei partecipanti, dovrebbe essere riconosciuto il diritto di non scendere in pista senza perdere l'investimento. Magari si potrebbe pensare a una formula di turni più brevi, al posto dei canonici 5 turni da 20 minuti, se ne potrebbero fare 6 da 15 minuti, o qualcosa di simile.
Così come pensare a scendere in pista la mattina presto (sappiamo che ci sarebbero dei problemi da affrontare con il personale del circuito, ma iniziare a trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti, o almeno iniziare a parlarne non sarebbe male.

Forse è arrivato il momento che anche gli organizzatori dei track day aprano questo capitolo, per tutelare la passione (e la pellaccia) dei motociclisti.

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