In quanto girano i piloti del CIV a Cremona? Ecco i tempi, dalle 1000 alle Moto3

In quanto girano i piloti del CIV a Cremona? Ecco i tempi, dalle 1000 alle Moto3
Cremona Circuit è la mecca degli appassionati del Nord Italia e non solo. Con lo sbarco del Campionato Italiano Velocità, ecco i tempi registrati nella prima giornata di prove. Ma attenzione: siamo solo al venerdì, il cronometro è destinato a scendere ancora!
18 settembre 2026

Se frequenti i track day nel Nord Italia (e non solo), sai benissimo di cosa stiamo parlando. Tra i gazebo del Cremona Circuit, tra una termocoperta da staccare e una pressione da controllare, la domanda che riecheggia inesorabile è sempre la stessa: "In quanto giri a Cremona?". Il tracciato di San Martino del Lago è diventato negli anni il vero e proprio banco di prova per misurare le proprie ambizioni da pilota amatoriale. Scendere sotto l'1'40" è già motivo di vanto al bar, sorrisetti isterici e incredulità, girare in 1'35" è fantascienza.

Ma cosa succede quando su questo stesso asfalto scendono i veri professionisti? Con l'arrivo storico del Dunlop CIV per il penultimo round stagionale, finalmente abbiamo dei riferimenti ufficiali e assoluti. Andiamo a scoprire i tempi registrati nella prima giornata di prove libere e prime qualifiche, categoria per categoria.

E facciamo subito una doverosa premessa, da tenere bene a mente prima di disperarvi e vendere la moto: questi sono solo i tempi del venerdì! I piloti stanno ancora cucendosi addosso le moto su un tracciato inedito per il Campionato Italiano Velocità, e con l'asfalto che andrà a gommarsi ulteriormente, tra le qualifiche del sabato e le gare della domenica vedremo il cronometro scendere inesorabilmente.

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La scala dei tempi a Cremona

Per capire davvero quanto vadano forte i piloti del tricolore, serve una "scala di misurazione" che ogni pistaiolo conosce a memoria. Ecco la scomposizione dei tempi a Cremona per un amatore medio-veloce su una moderna sportiva (600 o 1000):

  • Sotto l'1'35": è la stratosfera. Qui non si parla più di amatori velocissimi, ma di piloti veri, professionisti del CIV o wild card mondiali con moto preparate.

  • 1'35" - 1'37": se giri su questi tempi, la domenica in pista non trovi quasi nessuno in grado di superarti nei pareggiamenti. È il limite massimo per un amatore "evoluto" che guida tra i cordoli ogni weekend, spesso con licenza pilota in tasca e gomme freschissime. Iniziano a essere tempi da piloti professionisti.

  • 1'38" - 1'41": sotto l'1'41" si comincia a fare sul serio. È lo spartiacque che distingue il pilota amatoriale veloce, quello che sa usare il corpo, frena tardi e ha un ottimo feeling con la moto.

  • 1'42" - 1'46": girare in 1'44" costante significa divertirsi parecchio e avere un ottimo controllo della moto in sicurezza. È il target d'arrivo per la maggior parte dei pistaioli assidui che frequentano le giornate di prove libere.

  • Sopra l'1'47": chi sta intorno questa soglia sta ancora studiando le traiettorie ideali, magari prendendo le misure alle difficili curve a raggio variabile della parte mista del circuito.

Logicamente i tempi variano molto dalla moto che si guida ed è tutto relativo.

Superbike: Giannini e il CBR volano

Partiamo dai pesi massimi, le belve da oltre 200 cavalli della classe regina. I piloti della Superbike sono scesi in pista venerdì 18 settembre alle ore 16:45, trovando condizioni buone: temperatura esterna di 28°, asfalto a 28° e un'umidità del 53%.

In questo scenario, il limite lo ha dettato la Honda CBR 1000 RR-R di Gabriele Giannini (Scuderia Improve), capace di stampare un 1'31.031. Subito dietro di lui, a un battito di ciglia (+0.177), si è piazzata la Ducati Panigale V4 R di un califfo del mondiale come Michael Ruben Rinaldi.

A completare questo antipasto di altissimo livello troviamo la Yamaha R1 del leader di campionato Alessandro Delbianco in terza piazza a tre decimi, tallonato dalla velocissima Aprilia RSV4 di Luca Bernardi e dalla BMW M 1000 RR di Filippo Rovelli. Cinque case costruttrici diverse nei primi cinque posti, tutte racchiuse in meno di quattro decimi, a girare sul passo del 31 basso. Se siete dei "millecencisti", questo è il nuovo riferimento da sognare la notte.

Le 600 fanno impressione

Se i 1000 fanno paura sul dritto, è nel misto di Cremona che le Supersport 600 dimostrano di cosa sono capaci, con velocità di percorrenza in curva che fanno accapponare la pelle. Qui il miglior crono del venerdì porta la firma d'autore di Niccolò Antonelli. In sella alla sua Yamaha R9 dell'Altogo Racing Team, l'ex iridato ha fermato il cronometro sull'1'33.032.

Pensateci bene: girare in 33 netto con un "seicento" (che sia tradizionale o Next Gen come la R9) a Cremona è roba da marziani. Dietro di lui, a soli 142 millesimi, la Ducati Panigale V2 dello spagnolo Julio Garcia, seguita dalla moto gemella di Kevin Zannoni, subito velocissimo con il team D&A Racing. Per capire il livello di competitività, basta guardare i big: gente del calibro di Andrea Mantovani e del leader iridato Lorenzo Dalla Porta hanno chiuso rispettivamente in 1'33.6 e 1'34.2, faticando a trovare il guizzo nel primissimo turno, capita, sono le corse. Anche qui, sabato ne vedremo delle belle.

Sportbike: le moto che abbiamo in garage portate al limite assoluto

Se c'è una categoria del Dunlop CIV che parla direttamente alla pancia (e al portafogli) dei motociclisti amatori, questa è senza dubbio la Sportbike. Dimenticate per un attimo i prototipi inarrivabili o le Superbike (che quest'anno al CIV non costano tutto sommato nemmeno tanto) qui le protagoniste assolute sono le stesse identiche moto medie che molti di noi guidano su strada durante il weekend o caricano sul carrello per andare in pista senza svenarsi. Parliamo della popolarissima Aprilia RS 660, della affilata Yamaha R7, della Kawasaki Ninja e CBR 600 (logicamente meno potenti delle Supersport) della Triumph Daytona 660 e altre che sicuramente ci saremo scordati...

Vedere cosa riescono a fare i piloti del tricolore con queste moto sul tracciato di Cremona è un esercizio che lascia a bocca aperta. Il leader del campionato Filippo Bianchi, in sella alla sua Aprilia RS 660 del Team MMP Velocità, ha stampato un 1'37.031 nelle Q1 del venerdì, tallonato a soli due decimi dalla moto gemella di Emiliano Ercolani (Gradaracorse) e da Mattia Martella.

Girare in 37 netto a Cremona con una RS 660 significa sfruttare la ciclistica sopraffina e avere una velocità di percorrenza in curva semplicemente imbarazzante. Per fare un paragone brutale: con la stessa potenza (e spesso molto meno peso nel portafogli) di una stradale di media cilindrata, questi ragazzi girano sugli stessi tempi che un amatore molto veloce fatica a raggiungere con un 1000cc da oltre 200 cavalli. Se possedete una di queste medie bicilindriche, guardare le gare della Sportbike a Cremona non è solo divertente, è una vera e propria lezione di guida gratis.

Moto 3 e Moto4

I prototipi puri non scherzano affatto. In Moto3, la 250cc 4 tempi di Vicente Perez Selfa ha letteralmente volato. Con una moto che fa della leggerezza il suo mantra, lo spagnolo ha chiuso la Q1 in 1'36.019, infliggendo quasi un secondo e mezzo a Enrico Dal Bosco. Sono più veloci delle Sportibike.

Infine i giovanissimi talenti della Moto4: la pole provvisoria del venerdì è andata alla Buccimoto di Edoardo Savino in 1'40.426. Sì, avete letto bene: dei ragazzini con delle piccole Moto4 girano a Cremona sfiorando il muro del minuto e quaranta.

Capito il gioco? Quando leggete che un ragazzino in sella a una piccola Moto4 (monocilindrica con pochissimi cavalli) ferma il cronometro a 1'40.426, significa che sta girando forte come (o più di) un amatore esperto in sella a un 1000cc da oltre 200 cavalli. Roba da rimandare indietro la targa e il libretto!

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