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All'improvviso, le notti buie di un'estate che pare infinita sono squarciate da luci abbaglianti ed il silenzio delle strade deserte rotto dall'ululato di motori lanciati a tutta manetta, con i contagiri in perenne zona rossa: a turbare il sonno dei pacifici abitanti della periferia di Piacenza sono le corse clandestine di moto, con appuntamenti dati via social, in cui non solo ci si sfida ma si invita anche il pubblico a non perdersi lo spettacolo.
Accade così che le arterie di periferia diventino per qualche ora teatro dell'assurdo gareggiare di superbike lanciate a tutta velocità, con impennate, salti di carreggiata e sorpassi come non ci fosse un domani, incuranti del possibile sopraggiungere di ignari altri utenti della strada, destinati da innocenti a rischiare la pelle per il gusto di pochi criminali.
L'episodio più recente solo alcuni notti fa, nell'area del Montale, vicino la tangenziale: sempre lo stesso copione, con corse folli, urla di incitamento di chi era a bordo strada e poi la celebrazione via social, con tanto di video ad immortalare l'impresa.
Il problema delle gare clandestine nel piacentino non è nuovo: la Statale 45 era già finita al centro delle cronache per corse folli in moto documentate su YouTube, addirittura riprese con i droni, con l'assurda sfida ad affrontare le rotonde contromano per poi postare i video sulle piattaforme social.
Evoluzioni spericolate su quella che in molti definiscono "la strada più bella del Nord Italia", incuranti dei controlli svolti da carabinieri e Polstrada lungo un'arteria che per il suo tortuoso corso fatto di centinaia di tornanti esalta i motociclisti indisciplinati.
Vale davvero la pena rischiare la pelle per un'overdose di adrenalina?
Questo gioco è assurdo; a meno che, nell'inquadrare il tachimetro che sale fino a sfiorare i duecento orari prima di una curva, non entrino in ballo altri fattori, come quello legato alle scommesse clandestine.
Ed in questo caso, oltre che di stupidità all'ennesima potenza, si tratterebbe con tutta evidenza di delinquenza e malavita.