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Era da poco passata la mezzanotte di venerdì sera quando il cellulare di Valentina Stragliati, sindaco di Castel San Giovanni nel piacentino, non la smetteva di squillare. I suoi concittadini, in particolare di un quartiere residenziale, lamentavano i continui schiamazzi e il rumore molesto di un gruppo di ragazzi che con le loro moto da cross sfrecciavano per le vie. Non si trattava della prima volta che succedeva un episodio simile e gli abitanti esacerbati hanno pensato di farlo presente al loro primo cittadino.
Un copione, purtroppo, quello del gruppetto di motociclisti molesti che non è nuovo specie se vivete in un centro di provincia. Ma anche in centro città, specie in estate, gli scarichi belli aperti in piena notte sono purtroppo ben noti. Ciò che è successo dopo, però, è più insolito e per questo ne parliamo.
Anziché limitarsi a segnalare alle forze dell'ordine, la giovane sindaca ha deciso di andare in prima persona a parlare con i ragazzi per spiegare loro la situazione. Va detto che prima di fare politica, Stragliati è psicologa e psicoterapeuta, specializzata in psicopatologia forense e criminologia clinica, con anni di esperienza nella tutela dei minori. Sicuramente c'è stata un po' di "deformazione professionale" nella sua scelta e di certo il suo curriculum professionale l'ha aiutata nell'approcciare un gruppo di adolescenti scalmanati.
Secondo il racconto che lei stessa ha poi condiviso sul proprio profilo Facebooi, la sindaca ha individuato il gruppetto, si è presentata e ha avviato quello che lei stessa definisce un «lungo confronto». Niente prediche: «Ho voluto innanzitutto ascoltare le loro esigenze e le loro ragioni, perché credo che il dialogo sia sempre il primo strumento da utilizzare». Quando la sindaca ha invitato i ragazzi a non fare troppo tardi, i ragazzi forse con un po' di sbruffoneria, le hanno risposto di fare regolarmente le 5 del mattino. Così Stragliati ha rilanciato con un invito diverso dal solito: anziché tirare mattino, li ha esortati ad andare a trovarla in Municipio per capire da vicino cosa implichi amministrare una comunità e soprattutto cosa significhi assumersi responsabilità.
Concluso il confronto, la sindaca ha proseguito il sopralluogo verso il centro città, incrociando lungo il tragitto due pattuglie dei Carabinieri. Stragliati ha voluto ringraziare le forze dell'ordine per il presidio costante sul territorio, ma ha allargato il discorso oltre l'episodio della singola notte: per lei si tratta di uno spunto di riflessione sul rapporto tra istituzioni, giovani e famiglie, che chiama in causa scuola, associazionismo e, non ultimi, i genitori. «Essere genitori significa anche conoscere dove sono i propri figli, con chi trascorrono le serate e accompagnarli nella crescita con attenzione e responsabilità», il messaggio con cui chiude il racconto della sua notte in giro per Castel San Giovanni.
Ed è anche per questo che abbiamo deciso di parlarne. Perché questo caso delle moto da cross a mezzanotte potrebbe sembrare un episodio di poco conto che sarebbe potuto avvenire in chissà quanti paesi. Ma fa emergere un tema spesso trascurato: spesso i giovani si trovano lasciati a loro stessi con tutta l'energia di un'età che ha più incertezze che prospettive chiare. La moto, lo sappiamo bene, è uno strumento di libertà, di indipendenza ma anche una dichiarazione di esistenza. Con lo scarico rumoroso spesso i ragazzi stanno reclamando il loro posto nel mondo. Ecco che la via del dialogo proposta dalla sindaca Stragliati e non di condanna immediata è di certo lodevole. Speriamo venga anche accompagnata, non solo nel caso dell'amministrazione piacentina è chiaro, anche da iniziative che coinvolgano i ragazzi, che li facciano sentire parte di una comunità. Quanto ai genitori dei ragazzi, da appassionati di moto, possiamo soltanto dire di controllare con che moto e con che scarichi vanno in giro. Ai motociclisti di ogni età ribadiamo: basta con gli scarichi aperti, creano solo disagio negli altri e ci rendono tutti invisi. Cerchiamo di mostrare rispetto se vogliamo essere rispettati.