Patente auto e moto. Arriva il jammer per evitare le truffe: ecco cos’è e come funziona

Patente auto e moto. Arriva il jammer per evitare le truffe: ecco cos’è e come funziona
Dal 2026 nelle aule della Motorizzazione entra in campo il disturbatore di frequenza per bloccare chi tenta di barare ai quiz della patente. Tutto quello che devi sapere su come funziona, chi è esentato e come richiedere l'esenzione
5 marzo 2026

Basta auricolari nascosti, occhiali smart e microcamere invisibili cucite nei bottoni della camicia. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di chiudere definitivamente la porta ai furbetti dei quiz patente: entro il 2026, circa 130 aule d'esame in tutta Italia verranno dotate di jammer, dispositivi in grado di neutralizzare qualsiasi segnale radio nell'ambiente circostante. A renderlo ufficiale è la circolare n. 3098 del 30 gennaio 2026, che estende a livello nazionale una sperimentazione avviata da anni in alcune sedi della Motorizzazione Civile.

La misura riguarda chiunque debba sostenere i quiz informatizzati per conseguire la patente di guida: dalla A1 alla B, passando per le categorie superiori, fino alle patenti professionali C, D, E e alla Carta di Qualificazione del Conducente (CQC). Nessuna eccezione — almeno per chi non ha motivi medici per chiederlo.

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Come avvengono le truffe

Per capire perché il Ministero abbia deciso di agire con un'infrastruttura tecnologica così invasiva, bisogna prima capire come si truffa a un esame di guida nel 2026. La risposta è: con una sofisticazione inquietante.

Grazie alla miniaturizzazione dei dispositivi elettronici, oggi è possibile nascondere una microcamera nelle cuciture di un bottone o integrarla nella montatura degli occhiali. Queste telecamere riprendono lo schermo con le domande del quiz e trasmettono le immagini in tempo reale a un complice all'esterno dell'aula. Il complice risponde via auricolare praticamente invisibile o attraverso lo schermo di uno smartwatch. Il candidato riceve la risposta corretta in pochi secondi.

Il mercato di questi dispositivi, venduti apertamente online come "kit per esami", ha reso la truffa accessibile e difficile da individuare a occhio nudo. Il jammer serve proprio a spezzare questo schema: senza connessione, il sistema non funziona.

Cos'è un jammer e come funziona

Il termine jammer deriva dall'inglese "to jam", che significa intasare, disturbare. Si tratta di un dispositivo che genera un campo elettromagnetico di disturbo nelle frequenze utilizzate dai comuni strumenti di telecomunicazione mobile: Wi-Fi, Bluetooth, 4G e 5G. Il risultato è che qualsiasi apparecchio che tenti di trasmettere o ricevere dati viene bloccato — i canali sono saturi e la comunicazione diventa impossibile.

L'effetto è circoscritto agli spazi interni dell'aula: chi si trova fuori non subisce interferenze. Dentro, invece, ogni smartphone diventa inutile, gli auricolari wireless smettono di ricevere segnale e le microcamere connesse non possono trasmettere nulla. Il jammer non registra nulla, non intercetta conversazioni, non viola la privacy: crea semplicemente un "silenzio elettromagnetico" temporaneo.

Chi può fare l'esame senza jammer: le sessioni dedicate

Il punto più delicato della circolare riguarda chi, per ragioni di salute, non può trovarsi in un ambiente con segnali radio disturbati. I jammer potrebbero interferire con alcuni dispositivi elettromedicali personali — in alcuni casi salvavita.

Il Ministero ha previsto una soluzione: le Motorizzazioni organizzeranno sessioni d'esame dedicate con il jammer spento. Potranno accedervi i candidati che presentino, prima dell'esame, una certificazione medica specialistica. La domanda può essere inoltrata direttamente dal candidato o tramite l'autoscuola.

Hanno diritto alle sessioni speciali: le donne in stato di gravidanza, le persone particolarmente fragili o sensibili, e tutti coloro che utilizzano dispositivi biomedici incompatibili con la schermatura. I dispositivi a rischio interferenza includono:

  • Sistemi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM)
  • Microinfusori insulinici di nuova generazione con gestione remota via app
  • Pacemaker e defibrillatori impiantabili (ICD) con telemetria wireless
  • Misuratori di pressione arteriosa smart con connettività Bluetooth o Wi-Fi
  • Holter cardiaci digitali per il tracciamento continuo dell'attività cardiaca
  • Dispositivi di monitoraggio respiratorio per pazienti con asma o BPCO
  • Pulsossimetri smart con trasmissione dati a smartphone
  • Dispositivi di allarme medico personale (Medical Alert) con geolocalizzazione
  • Protesi acustiche e apparecchi uditivi digitali con connettività BLE
  • Cateteri o pompe di infusione portatili smart
  • Sensori per il rilevamento di crisi epilettiche con notifica automatica ai caregiver

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Cosa cambia per chi si prepara oggi

Per la stragrande maggioranza dei candidati non cambia nulla nella preparazione. L'unica differenza è che il giorno dell'esame il telefono non prenderà. Chi si presentava sperando di barare dovrà fare i conti con questa nuova realtà.

Chi invece ha necessità mediche specifiche dovrebbe non aspettare l'ultimo momento: contattare il proprio medico specialista per ottenere la certificazione, e informare l'autoscuola con anticipo affinché possa prenotare una sessione con jammer disattivato.

Immagine in apertura generata con AI

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